Juve, aspettando Berlino: dalla morte alla resurrezione

Non pare del tutto vero che a distanza di nove anni circa da quella storica prima partita in serie B, a Rimini, dopo un mondiale conquistato fresco fresco, e a oltre dodici anni di distanza dall’ultima finale persa in un altrettanto storico e leggendario derby, contro il Milan a Manchester, la squadra bianconera diretta dalla nuova regia Agnelli-Marotta-Allegri, senza voler dimenticare nessuno e fare in alcun modo un torto, potesse sfidare i marziani del Barcellona, a Berlino il 6 di Giugno prossimo. Senza dimenticare che proprio nell’amena città teutonica, nel 2006 i nostri valorosi eroi azzurri, alzavano al cielo la quarta coppa mondiale. Non pare possibile, perché dopo gli incalcolabili punti di penalizzazione comminati al club bianconero, da Ruperto, Sandulli & co., nella non troppo distante estate del 2006, si dovette assistere al fuggi fuggi generale dei big presenti in squadra, oltre che alle forzate scelte societarie, dilaniando un patrimonio aziendale di milioni e milioni di euro di fatturato, che solo ora cominciano ad intravedersi nuovamente.
Lontani non troppo sono gli anni in cui, la Juve perdeva a Mantova o veniva fermata dall’Albinoleffe, senza voler nulla togliere a nessuno. Neanche poi troppo lontani gli anni in cui si alternavano allenatori su allenatori, in ordine: Deschamps, Ranieri, Ferrara, Zaccheroni, Del Neri ecc. Sono gli anni anche degli addii al calcio di Nedved e Del Piero, e quelli alla Juve di gente come Camoranesi e Trezeguet. E non è finita qui! Si può tornare indietro col pensiero agli strapagati flop di mercato Diego, Felipe Melo e Krasic. Si può ancora riflettere ancora alla “cacciata” di Blanc, Secco e Cobolli Gigli, alla guida del club, dopo uno straziante settimo posto ed in precedenza annate non propriamente aderenti alla storia della società torinese. Ma non è finita qui. Non dimentichiamoci infine, della nuova casa juventina, inaugurata a Settembre del 2010, vera chiave di successo e rinascita per l’intero popolo cresciuto col mito di Scirea e Platini.
Poi, in serie i quattro scudetti di fila, due supercoppe ed infine le due finali ancora da disputare, in Coppa Italia e CL.
Alla fine, ha ragione da vendere il buon Del Piro a scrivere sul suo profilo Facebook: ” Dalla Berlino alla B, dalla B a Berlino”. Il passo non è stato né breve e né lungo, ma da vera trama di un romanzo di altissima tiratura. Roberto Toino

Satriano: dormono sulla collina

satriano dormono sulla collina
Satriano dormono sulla collina

SATRIANO – Il viaggio dentro un cimitero non genera mai tristezza. Quando esci, ti accorgi di essere più capace di capire il passato e il presente di un paese, di una collettività. Passeggiando per le lapidi, fra i mucchi di terra,trovi madri, padri, figli, figlie, bimbi, giovani, anziani, belli, belle, buoni, cattivi, felici, infelici, fortunati, sfortunati. I mestieri sono tanti: l’artigiano, il professionista, il contadino, l’impiegato, il professore, il notabile, l’artista, il disoccupato, l’imprenditore, il nullatenente, il sacerdote, etc. Le foto che si passano in rassegna sono in b/n o a colori, ed alcune il tempo ha cominciato a dissolverle. Accanto alle immagini campeggiano frasi che raccontano seguendo un copione universale una delle tante “spoon river” del mondo. Non c’è miglior luogo che sia in grado di trasmettere la quotidianità di un popolo conservata in quei nomi anonimi, in quelle facce incastrate in una cornice di metallo e corredate da fiori veri e di plastica. Anche qui a Satriano, come nell’antologia Spoon River “dormono sulla collina”. Chi era quel militare così distinto, ti chiedi, la cui vita era durata dal 1898 al 1963 e che condivide la data di morte con JFK? Quanti cognomi uguali portano le tombe, osservi… e, proseguendo noti che c’è anche il loculo di un giovane caduto durante la seconda guerra mondiale; intanto in mezzo al verde fra le tombe di nuova costruzione appaiono volti di gente che era da un po’ che non vedevi e che a tua insaputa si erano trasferiti sulla “collina”. Su una lapide si legge il segnale che al momento di ricongiungersi nell’aldilà una coppia si era dato, scolpiti nei versi di un noto poeta: “Avevamo studiato per l’aldilà/un fischio, un segno di riconoscimento./Mi provo a modularlo nella speranza/che tutti siamo già morti senza saperlo. Ed infine, in prossimità dell’uscita secondaria, lo sguardo volge ad un epitaffio : Scrivete sulla mia tomba: Visse/per ischerzo”. Il mio/inferno/in questa epigrafe. Perchè/i giorni tramarono vicende/e io in quelle vicende,/senza convinzione./Ho sofferto, ho lottato/senza convinzione: anima/divisa, inerte/volontà. E vissi/per ischerzo e oggi/nulla/è veramente mio. Un muro/sotto la luna, il tedio/dei ricordi, questo/vuoto disagio.
Il viaggio dentro a un cimitero è un viaggio dentro il ricordo, è un viaggio nell’intemporaneo, al termine del quale ti sembra di avere letto nuovamente i versi di Edgar Lee Masters adattati alla tua versione personale e preferita. All’uscita un soffio di vento ti sussurra dei versi, quasi come fosse un saluto, che dicono: “….Soltanto il sole ardente e le stelle quiete sono le stesse./E noi—noi, le memorie, restiamo qui sgomente,/gli occhi chiusi per la stanchezza del pianto—/in una stanchezza infinita!

Fabio Guarna

Soverato: candidati elezioni comunali 2015

LISTA “Partito Pensionati” – Candidato a Sindaco Pasquale Martinello

Candidati alla carica di consigliere: Aiello Marianna, Bogi Fulvio, Catricalá Maria Francesca, Giaimo Natale,Gigliotti Giacomino, Laratta Francesco, Luzzi Mario, Paparo Jolanda , Procopio Fabio

LISTA “CambiaMenti” – candidato sindaco Ernesto Alecci.

Candidati alla carica di consigliere: Fazzari Rosaria, Pezzaniti Rosalia, Prunestì Daniela, Vono Gelsomina, Amoruso Emanuele, Castanò Cristian, Matacera Pietro, Matozzo Francesco, Mosca Luca, Tascedda Francesco, Vacca Daniele, Rotondo Francesco

LISTA “Progetto Democratico” – candidato sindaco Giulio Moraca.

Candidati alla carica di consigliere: Severino Francesco, Altamura Giuseppina, Barbuto Massimo, Cavallaro Angelo, Lorenzo Selena, Rattà Antonio, Riccio Salvatore, Romeo Maria, Sgrò Elsa, Sica Vittorio, Staiano Elena, Urzino Katya

Expo 2015, Padiglione Qatar: “Seeding Sustainability. Innovative Solutions for Food Security”

com. st. – pressqatarexpo – Il Qatar è presente a Expo Milano 2015 con un Padiglione dedicato al tema “Seeding Sustainability. Soluzioni alternative per la Food Security”. Lo Stato del Qatar partecipa all’Esposizione Universale di Milano al fine di rafforzare la propria presenza a livello mondiale come una “knowledge based economy”, senza dimenticare le sue radici culturali e passato.
Durante Expo Milano 2015,infatti, il Qatar vuole mostrare il suo impegno per una alimentazione sicura, sana e sostenibile. Dalle sue serre, dai laboratori scientifici allo sport, il Paese si è impegnato a “seminare la sostenibilità”, attraverso soluzioni che siano socialmente, economicamente ed ecologicamente sostenibili. Il Qatar è impegnato nella costruzione di una cultura di “vita sana” attraverso la promozione dello sport e della ricerca scientifica per la gestione responsabile delle risorse idriche, preziose per la sua terra. Il Padiglione, che richiama la forma del cesto tradizionale “Jefeer”, è pronto ad accogliere gli oltre 24 milioni di visitatori previsti durante l’Esposizione Mondiale, con un’area pari a 2.451 metri quadri trasformata in un innovativo paniere alimentare. Il concetto centrale dietro il padiglione del Qatar è infatti la trasformazione del souk tradizionale, simbolo storico del Paese, in un Jefeer, cestodi foglie di palma secche che rappresenta la conservazione degli alimenti, la diffusionedi doni e lo scambio delle merci all’interno della comunità, in un modo innovativo, grazie ai contenuti altamente tecnologici e legati al tema “Seeding Sustainability. Soluzioni alternative per la Food Security”. Un motivo in linea con il tema di EXPO, che sottolinea una forte attenzione alla cultura del cibo e delle tecnologie ad esso correlate: il Qatar infatti utilizza all’interno del Padiglione tecnologie modernissime che richiamano un approccio olistico alla sostenibilità, vere e proprie tecnologie verdi. Gli ospiti Expo sono dunque accolti all’interno di un padiglione corredato da elementi simbolici, dal Jefeer agli arabeschi che richiamano la texture locale e i disegni: la connessione tra passato e futuro è presente in ognuno dei tre piani da cui è composta la struttura, dal souk tradizionale dove i visitatori possono entrare in contatto con la cultura locale fatta di tatuaggi all’hennè, accoglienza e tradizione culinaria. L’esperienza all’interno del Padiglione sarà guidata da personale esperto e poliglotta: 10 hostess saranno a disposizione per accompagnare gli ospiti nei tre piani della stuttura, garantendo una accoglienza di qualità che rispecchia l’apertura del Qatar verso il mondo. L’apertura verso gli altri Paesi e la tipica accoglienza araba sono inoltre rappresentati dalla presenza del teatro Orix: il Qatar è infatti il primo Paese ad avere accanto al padiglione un teatro pronto ad ospitare eventi, anche degli altri Paesi presenti all’Esposizione Universale.
La valorizzazione e la conservazione delle risorse energetiche sono due concetti al centro del padiglione e che rappresentano l’impegno del Qatar per la ricerca: a causa della sua rapida crescita, il Qatar si trova ad affrontare le numerose questioni che coinvolgono la sicurezza alimentare che colpiscono oltre 60 paesi nel mondo. Gli sforzi del Qatar e i notevoli investimenti in questo senso portano quindi benefici in tutto il mondo, e dimostrano la capacità del Paese di attuare e diffondere il meglio delle loro scoperte.

. L’innovazione e la ricerca per la sicurezza alimentare, la sanità e la nutrizione sono dunque al centro delle attività programmate dal Padiglione del Qatar in Expo. Gli ospiti sino ad ottobre verranno coinvolti su questi argomenti grazie allo sport, il patrimonio culturale del Paese, l’educazione e, naturalmente, l’innovazione e la tecnologia.

Facts & Figures su Expo Milano 2015
• Apertura dal 1 ° maggio sino al 31 ottobre 2015, per una durata di 184 giorni
• Expo ospiterà più di 147 partecipanti; 144 Paesi e 3 organizzazioni internazionali
• Una superficie totale di un milione di metri quadrati
• Previsti oltre 24 milioni di visitatori. Il Padiglione del Qatar si compone di tre livelli con una superficie lorda di 2.451 mq, vicino al Teatro all’Aperto, la più importante sede di eventi Expo. Nelle vicinanze, la Collina del Mediterraneo e la porta d’ingresso orientale.

OKQatar - expo 2015

 

 

Il derby dei pugni, delle pietre e delle bombe

Uno spettacolo riprovevole fuori, mentre fortunatamente esaltante nel rettangolo di gioco. Se fuori si decideva animalescamente di infrangere vetri e di colpire autobus, per vincere la gara del chi la fa peggiore e più grave, sul prato verde, Juventus e Torino si scambiavano colpi d’autore, agonismo e occasioni a raffica. Mentre fuori, la tensione era alle stelle, dentro il campo vinceva la sportività ed il rispetto tra calciatori maturi e responsabili, privi di remore e voglie di rivincita. Nel corso dei novanta minuti e poco più di giuoco, si andava avanti a colpi di pali, super parate e azioni veloci ed elaborate, fuori dallo stadio risuonavano gli insulti ed i tentavi di aggressione, difficilmente sedabili dal sevizio d’ordine preoccupato e non ben attrezzato. Questo alla fine è stato il derby della Mole, nel quale ha prevalso la squadra più debole e spesso negli ultimi tempi più sfortunata , il Torino, che torna a vincere dopo vent’anni. E’ l’ex Quagliarella a consegnare ai supporters granata quella sensazione di goduria e di allegria, che nella città piemontese mancava forse da troppo tempo. Così il coriaceo Ventura si leva pure questa soddisfazione, dopo quelle della qualificazione in El, delle salvezze tranquille e non affannose alle quali eran abituati in casa Toro, oltre che il lancio, nel grande palcoscenico europeo, di calciatori importanti , quali Immobile e Cerci. Tutto questo in quattro anni, nei quali non è mancato soprattutto l’ elemento portante del suo calcio sfolgorante ed innovativo, motivo d’ispirazione non celato, per tanti nuovi validi allenatori. Per la Juventus, invece, una festa soltanto rinviata, presumibilmente di qualche giorno, sfruttando i passi falsi di Lazio e Roma, sue inseguitrici più accreditate, ormai con il fiato sul collo per la corsa incalzante e ritmata del Napoli di Benitez, distante dalle due squadre capitoline, rispettivamente due e tre distanze, con ancora sei giornate da disputare. Non vogliamo in ultimo dimenticare, la vittoria dell’Inter, divertente ed incostante, le badilate dell’Udinese ai danni del sempre più malcapitato Milan di SuperPippo, abbandonato pure dalla società( Galliani) e non dai calciatori, perché forse questi a lui non sono veramente mai stati vicini. Senza trascurare in tutto questo, le zampate di una delle ultime leggende del calcio nostrano , Luca Toni, autore di una doppietta sfavillante ai danni dell’ ormai salvo Sassuolo, e le botte da orbi, scambiate dai calciatori di Empoli ed Atalanta, dopo un pirotecnico 2-2, che nulla toglie e nulla dà, benché con poca lode e molta infamia.ROBERTO TOTINO

25 aprile 2015 – 70° anniversario Liberazione: una testimonianza

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Ricordo di avere ascoltato da un partigiano ora 90enne il racconto degli ultimi momenti prima della sua mancata esecuzione decretata da una colonna di nazisti e fascisti durante la resistenza ma fortunatamente non portata a termine. Eravamo in fila in attesa di essere disposti per l’esecuzione – raccontava – e avevo visto morire i miei compagni il cui corpo era lasciato abbandonato al suolo dopo una raffica al petto e un colpo in testa. Toccava all’ultimo gruppo, ma ad un certo punto il gerarca nazista e quello fascista cominciarono a discutere su dove sistemare i cadaveri. Il fascista non concordava sul fatto che il tedesco dovesse impartire gli ordini che erano di lasciare le vittime sulla strada mentre l’italiano avrebbe voluto che fossero spostate. Poiché non fu trovato un accordo e il contrasto era rimasto acceso fra i due, il programma di completare il massacro fu mandato all’aria e furono sospese le esecuzioni, con il drammatico bilancio di 31 morti e 5 salvi per caso. “Mentre ero in attesa dell’esecuzione – raccontava – e vedevo i miei compagni cadere, mi sentivo sospeso nell’aria e salutavo i miei cari”.
Il fatto accaduto si inquadra nella storia della resistenza nell’alto maceratese dove le rappresaglie tedesche del marzo del ’44, dopo aver toccato l’ascolano, a Rovetino, a Pozza e ad Umito, continuarono tra Caldarola e Sarnano ovvero in quei luoghi, dove i partigiani svolgevano una efficace azione di sabotaggio e disturbo ai danni delle truppe naziste. Il partigiano in questione è Carlo Manente, originario di Catanzaro che faceva parte della Brigata Garibaldi che si trovò nell’alto Maceratese al fianco di un gruppo di patrioti guidati dal tenente Achille Barilatti. Ascoltare la sua testimonianza è davvero toccante. L’impressione è quella che il pensiero di Manente sia ancora fermo a quegli attimi e ogni momento della sua vita sembra legarlo indissolubilmente a quegli eventi. Come quando per caso qualche tempo fa, passeggiando a Roma, alzando la testa, si trovò a leggere il nome della strada che stava percorrendo: Via Achille Barilatti. f.g.

Derby di Milano: soltanto rimpianti e proteste

Alla fine è un derby , pur rimanendo una partita dall’indubbio fascino, che metteva di fronte la nona contro la decima in classifica, sopravanzate anche da Genoa e Torino, oltre che lontanissime dalle posizioni che contano, quelle utili per l’accesso almeno alla prossima edizione dell’Europa League.
Non è stato in concreto un derby che ha fatto stare tesi sulle poltrone, sui divani o sui seggiolini dello stadio, i supporters delle due squadre, tuttavia i toni accesi e le proteste non si sono fatte attendere.
Questa volta è stato il turno della squadra del patron Tohir a contestare l’arbitraggio del livornese Banti, per un presunto penalty non concesso ai nerazzurri, per fallo di mano di Antonelli, su una conclusione del stavolta pimpante Hernanes, finora oggetto misterioso del pianeta Inter, sebbene fossero stati molti i milioni di Euro investiti dalla società, nel Gennaio 2014.
Fatto sta, che il match conclusosi con uno scarno 0-0, non ha visto vincitori, ma ha dimostrato come le vere grandi delusioni di questo campionato, siano state proprio le milanesi, mai all’altezza delle loro rivali e perennemente alla ricerca di una quadratura tattica mai trovata, nonostante molti siano stati gli esperimenti, che tali sono rimasti.
Nel frattempo, la Juventus con l’ennesima vittoria , ai danni della Lazio, seconda ora a pari merito con la Roma, porta il suo vantaggio sulle inseguitrici a quindici punti, preparando la strada per il primo match-ball scudetto, conquistabile già nella prossima giornata, nella quale si vedrà contrapposta ai cugini granata, salvi anche per quest’anno aritmeticamente.
E’ una Juve vigorosamente cinica, che chiude la pratica dopo neppure mezz’ora di gioco con le reti dello scatenato Tevez, autore del diciottesimo centro in campionato e del leader difensivo Bonucci.
Se la Roma continua a deludere e prosegue nella marcia che la sta portando pericolosamente a mettere a rischio pure la terza ed ultima piazza utile per la qualificazione alla prossima CL, visto che il Napoli passeggia a Cagliari, contro una formazione, quella sarda, sbigottita e sballottata dalla barbarie subita, da parte dei suoi tifosi, ormai non più pazienti e clementi, causa una retrocessione in serie B, ormai già scritta, la Samp non va oltre il pari contro il Cesena in un tardo pomeriggio, ove la porta avversaria pareva terribilmente stregata.
Infine, sono pari che poco hanno da dire nel computo della classifica, quelli tra Empoli e Parma, e tra Udinese e Chievo, come quello del resto, avvenuto nella gara tra Sassuolo e Torino.
Il campionato dunque, riprenderà nel prossimo week-end con gli interessanti confronti tra Inter e Roma, Napoli e Sampdoria, oltre che il derby della Mole, in cui potrebbe essere detta la parola fine al campionato 2014/15, a favore dei bianconeri di mister Allegri.
Roberto Totino

Soverato, festa della Liberazione: iniziative ANPI

SOVERATO – “Verso il 25 Aprile. Data e celebrazione importante che quest’anno assume un valore ed un significato particolare coincidendo con il 70° Anniversario della Liberazione. Dobbiamo e vogliamo ripeterlo ancora una volta, per quest’anno e per tutti gli anni a venire. Per ricordare a tutte le persone che hanno a cuore le sorti della Democrazia e della Libertà, che festeggiare il 25 Aprile non è un rito o una festa qualsiasi, ma il giorno in cui nel nostro paese è stata sconfitta, grazie alla Resistenza, la dittatura nazifascista con il ruolo determinante dei Partigiani e delle Partigiane. Di migliaia di giovani disposti al sacrificio della propria vita per riportare l’Italia alla Democrazia, alla nascita della Repubblica e della Costituzione. Da qui, da questa verità storica, che nessun revisionismo d’accatto potrà mettere in discussione”. Si apre con questa promessa d’impegno, il comunicato dell’ANPI (Associazioni Partigiani d’Italia) a firma del Presidente della sezione di Soverato, Fausto Pettinato, nel quale si annunciano le iniziative promosse nella cittadina Jonica per il 25 aprile e in provincia. Prosegue il comunicato: “Nell’ambito delle iniziative provinciali, l’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) Sezione di Soverato, dopo la giornata del 20 marzo u.s. dedicata alle “Partigiane nella Resistenza”, dopo i seminari sulla Costituzione con le terze classi della Scuola Media “U. Foscolo” nel mese di marzo u.s.
Giorno 23 aprile alle ore 10,00 nella Scuola Media “U. Foscolo” di Soverato con lo scrittore e storico Rocco Lentini, parleremo dei “Calabresi nella Resistenza” e di “Resistenza e Costituzione”.
Sempre giorno 23 nel pomeriggio alle 17,30 nella libreria “Non ci resta che leggere” di Soverato, il tema sarà “La Resistenza negata e la Liberazione della Calabria”, presentazione del volume “Fortunato Seminara – biografia politica”, sempre con lo storico e autore Rocco Lentini, Presidente dell’Istituto “Ugo Arcuri”. Il 25 a partire dalle ore 9,00 Manifestazione Provinciale sul lungomare di Catanzaro Lido. Il filo conduttore di tutte le iniziative saranno come sempre la “Memoria e la Storia della Resistenza”, la difesa della Costituzione e l’antifascismo, i diritti dei lavoratori, la legalità e il rifiuto totale d’ogni forma di violenza. Con la speranza che il nostro Paese, oggi un po’ smarrito tra tante drammatiche vicende nazionali ed internazionali, ritrovi la sua strada proprio sulla base della memoria e di quei valori per i quali si è combattuto e che oggi, più che mai, si rivelano fondamentali per assicurare ai nostri giovani un futuro migliore”.

Locandina 23 Aprile  2015 Soverato Libreria

Battaglina: riprenderanno i lavori?

CALABRIA – I quotidiani on-line hanno battuto la notizia in questi giorni di un comunicato diramato dalla Sirim Srl, ovvero dalla società che ha in gestione l’appalto del progetto di smaltimento e recupero rifiuti, localizzato fra i comuni di San Floro e di Borgia meglio conosciuto come progetto per la costruzione della discarica Battaglina. Nella nota, trasmessa alla Prefettura, si fa presente che i lavori riprenderanno nei prossimi giorni, “a seguito dello spirare del termine di efficacia del provvedimento di sospensione” e dell’annullamento da parte della giustizia amministrativa (Tar) di altri atti impeditivi. Una sospensione determinata lo scorso anno da una serie di atti emessi da alcuni enti; sospensione accolta come una vittoria da coloro che si erano mobilitati per fermare il progetto di costruzione che, sulla carta porta il nome di Isola ecologica Battaglina” ma considerata da molti come una gigantesca discarica che si candida, grazie alle sue dimensioni, ad essere la più grande d’Europa. Non fa meraviglia dunque se gli attivisti nell’apprendere la notizia abbiano definito quest’ultima gravissima, annunciando una celere organizzazione per la mobilitazione. Una mobilitazione che parte dal basso e coinvolge, cittadini, partiti, associazioni, movimenti e che potrebbe – come già accaduto – farsi più forte grazie anche al tam tam sui social network promosso da instancabili attivisti che seppur lontani dalla propria terra, sono pronti a scendere in campo anche sul web, per dire “no alla discarica Battaglina” e per non consentire alcuna forma di aggressione della loro splendida terra. f.g.

Primo maggio in Calabria volando in parapendio

In Calabria l’edizione 2015 della Festa dell’Aria è alle porte. Dall’1 al 3 maggio ritorna l’appuntamento per gli amanti del volo in parapendio, il volo libero, ecologico, senza motore, il volo che sfrutta l’energia del sole, il volo che dona emozioni impareggiabili. L’evento è organizzato da Parapendio Pizzo, club di piloti che prende il nome da Pizzo Calabro (Vibo Valentia), borgo arroccato su un promontorio al centro del Golfo di Sant’Eufemia. Sotto la frastagliata Costa degli Dei, contraddistinta a nord-est dalla pineta mediterranea fino alla foce del fiume Angitola e da nove chilometri di ampie spiagge sabbiose. Più a sud, dove si innalza il masso di tufo sul quale si sviluppa Pizzo, numerose calette, grotte e zone ricche di scogli naturali. Suggestivo il panorama dall’alto con le isole Eolie sullo sfondo. Mete turistiche in zona sono Tropea, il Castello Murat e la Chiesetta di Piedigrotta. Ma visitare i vicoli di Pizzo o immergersi nelle sue acque cristalline non regalerà pari spettacolo di quello provato dagli uccelli in volo, cioè come la si vede volando con un parapendio o con un deltaplano. All’organizzazione di questa tre giorni di emozioni, festa ed allegria collaborano anche i club Fly Maratea ed Etna Fly, quest’ultimo in trasferta dalle pendici del vulcano siciliano. Il programma di massima prevede voli liberi durante le mattine, prove di precisione in atterraggio nei pomeriggi e cene sociali la sera, programma che potrebbe subire variazioni secondo le condizioni meteorologiche che vincolano fortemente la pratica del volo libero. Chi tra il pubblico vorrà provare l’ebbrezza del volo potrà farlo grazie a piloti abilitati ed equipaggiati con parapendio biposto, cioè vele idonee al trasporto del pilota più il passeggero. I piloti più ambiziosi potranno cimentarsi in voli di distanza, perché con il parapendio è possibile volare per molti chilometri. Basta pensare che il record del mondo maschile si attesta in ben 478 km e quello femminile in 376 km. Entrambi i record sono stati stabiliti in Brasile da Donizete Baldessar Lemos e dalla nostra Nicole Fedele. (com. st. – Gustavo Vitali – Ufficio Stampa FIVL Associazione Nazionale Italiana Volo Libero (registro CONI n. 238227)