Il consigliere Crea ha sollecitato un intervento immediato per cancellarle sritte antiamericane sui muri
Questo articolo è stato pubblicato 5 anni 9 mesi 24 giorni giorni fa quindi alcuni contenuti o informazioni presenti in esso potrebbero non essere più validi. Questo sito non è responsabile per eventuali errori causati da questo problema.LA VICENDA APPRODATA IN CONSIGLIO
SOVERATO – La vicenda delle scritte inneggianti al terrorismo ben in evidenza sul muro a lato dell’ospedale di Soverato approda sui banchi del civico consesso soveratese. Di esse lo scorso anno aveva chiesto su queste colonne l’immediata rimozione il sindaco di Satriano, Domenico Battaglia e recentemente un cittadino italo-americano, Frank Voci. Ed ora è il turno del consigliere comunale Ernesto Crea, il quale durante la seduta dell’assise cittadina di venerdì scorso, stigmatizzando quanto avvenuto ha sollecitato un immediato intervento al fine di cancellare quelle frasi offensive. Una situazione che non può più essere tollerata e che nonostante gli inviti fatti non solo ad personam ma anche a mezzo stampa alle autorità preposte sembra essere stata sempre accantonata. Eppure si tratta di un problema non molto difficile da risolvere. Cancellare quelle scritte, magari sovrapponendovi sopra dei bei murales, potrebbe essere un’idea abbastanza facile da realizzare. Basta pensare alle splendide figure realizzate da giovani e bravi writers nei giorni scorsi sui muri che costeggiano il sottopasso ferroviario soveratese. Le scritte antiamericane comparse ormai più di un anno fa in prossimità dell’ospedale hanno suscitato, soprattutto in molti cittadini statunitensi che vivono nel basso jonio, un forte sdegno. Uno di essi, Frank Voci, nato a Boston e attualmente residente a Montepaone, ha chiesto su queste colonne la loro immediato rimozione. La stessa cosa aveva chiesto nell’aprile dello scorso anno, Domenico Battaglia, sindaco di Satriano, la cittadina di Joe Riverso, il figlio dei satrianesi Raffaele Riverso e Teresina Zangari, che l’11 settembre 2001 non fece più ritorno a casa dal 104 piano delle twin towers dove stava lavorando. Dopo l’ultimo intervento di Crea si spera che chi di dovere provveda senza ulteriori indugi a quanto da più parti e ormai da molto tempo si richiede.
Fabio Guarna (Il Quotidiano della Calabria)
lunedì, 24 maggio 2004 12:15
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