Archivio di Luglio, 2005

Soverato. 2 appuntamenti

Venerdì, 29 Luglio 2005

LA CITTÀ CHE VOGLIAMO E PRESENTAZIONE DI GUIDA BLU

SOVERATO - “La città che vogliamo: Soverato, una stagione per pensare…insieme” è il tema del convegno che si terrà il primo agosto presso il Lido VerdeMare di Soverato alle ore 21,30. I lavori del convegno presentati da Pino Nucera e moderati da Matteo Caridi , si avvarranno delle relazioni di Gerardo Pagano e Ottavio Rossani. L’iniziativa è stata illustrata nei giorni scorsi presso il Lido Verdemare. Si tratta di un incontro che ha come obiettivo quello di analizzare la situazione socio-politica soveratese per proiettarla nel futuro e avanzare proposte concrete in tal senso. “E’ un’iniziativa spontanea - spiegano Nucera e Caridi - al di fuori di ogni gioco politico, finalizzata a promuovere un dibattito sul futuro della nostra città offrendo al contempo un contributo di idee al dibattito”. Il comitato organizzatore sottolinea Pino Nucera è composto oltre che da lui stesso da persone sempre attente e impegnate nel tessuto sociale soveratese quali Bepi Condò, Pietro Melia, Ottavio Rossani, Gerardo Pagano e Matteo Caridi.

Fabio Guarna (iL Quot.)

TURISMO è CULTURA
é il titolo della SERATA DI PRESENTAZIONE DELLA GUIDA BLU 2005-2006 e di www.guidablu.com
Una serata per parlare di turismo nella forma meno politica possibile con interventi leggeri e veloci di marketing turistico, storia della cultura, tecniche dello spettacolo e dell’animazione culturale. Una serata multimediale per visitare il sito www.guidablu.com e anche una serata di musica con un concerto di musica etnica.

Il programma della serata prevede:

L’abc di una strategia turistica
Accoglienza Bellezza Cultura
Mimmo Loiero editore di Guida Blu

La cultura del dono e l’ospitalità
Una vocazione che viene da lontano
Mario Alcaro docente all’Unical di Cosenza

E… venti d’arte e spettacolo
Non solo per i turisti
Chiara Giordano Direttrice artistica di Armonie d’arte Festival

Tanti paroli no spiegaru mai
CONCERTO di MUSICA ETNICA di

NORILET

Presentazione sito
www.guidablu.com
a cura di e-bag

Si invitano cittadini e turisti. In omaggio la Guida Blu 2005-2006 con cartina di Soverato e del comprensorio

(com.st.)

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Il “caso” Matteotti arriva a Roma

Mercoledì, 27 Luglio 2005

Interrogazione ministeriale del deputato Nesi sul cambiamento dell’intitolazione della piazza
IL “CASO” MATTEOTTI ARRIVA A ROMA
Chiesto l’intervento del Viminale sulla decisione della giunta comunale

Soverato non può cancellare Matteotti e la sua storia. Un imperativo divenuto irrinunciabile per Carlo Mellea, Presidente dell’Osservatorio Falcone-Borsellino-Scopelliti fin dal giorno in cui la giunta Soveratese di Raffaele Mancini decise attraverso una delibera di rimuovere l’intitolazione di una piazza Soveratese dedicata alla vittima del fascismo. E la battaglia di Mellea è andata avanti fino ad arrivare sul tavolo del Ministro degli interni per mezzo di Nerio Nesi, deputato del Parlamento, il quale attraverso una interrogazione ha chiesto al rappresentante del Viminale chiarimenti dopo avere premesso come si legge dagli atti parlamentari che “la giunta del Comune di Soverato (in provincia di Catanzaro) ha deliberato di togliere da una piazza della città il nome di Giacomo Matteotti alla quale la piazza stessa era dedicata”. Nesi ha rilevato che “il Ministro interrogato, in analoghe questioni, ha fornito risposte antitetiche (si vedano le risposte alle interrogazioni n. 4-4348 e n. 4-2370), in ordine alla vigenza del regio decreto n. 1158 del 1923 (convertito dalla legge n. 473 del 1925) e della legge n. 1188 del 1927″. Pertanto il parlamentare ha chiesto di sapere se il vertice del Viminale “ritenga tuttora vigente la richiamata normativa e - in caso affermativo - quali valutazioni il Ministro interrogato esprima e quali iniziative intenda adottare in ordine ad un atto che all’interrogante appare gravemente lesivo della storia del nostro Paese, della quale Giacomo Matteotti - assassinato dalla teppaglia fascista nel 1924 - è uno dei più alti e luminosi rappresentanti”. Nell’apprezzare la sensibilità dell’On.le Nerio Nesi per la problematica, il presidente dell’Osservatorio non ha mancato di ricordare la grande figura del martire del fascismo, il cui gesto di cancellarne la memoria nella cittadina jonica merita un profondo sdegno. Matteotti racconta Mellea va ricordato a fronte dei meriti democratici e del coraggio dimostrato. “Il deputato socialista denunziò con vigore in Parlamento, nel 1924 i brogli elettorali che avevano consentito la vittoria al movimento fascista. Per questo - sottolinea il Presidente dell’Osservatorio - fu sequestrato (su ordine, peraltro controverso, di Mussolini) dagli scherani del duce sul lungotevere e subito dopo malmenato sino alla morte o addirittura deliberatamente ucciso. Mussolini - continua Mellea - negò sempre ogni responsabilità ma l’indignazione nel Paese fu enorme tanto che l’opposizione abbandonò il Parlamento e simbolicamente si ritirò sull’Aventino. Prolungandosi l’Aventino, Mussolini che per un momento rischiò il tracollo del suo regime si riprese con il famoso discorso sull’aula sorda e grigia (il Parlamento) di cui avrebbe potuto fare “un bivacco di manipoli”; si assunse la responsabilità dell’evento (”ebbene se il fascismo è un’associazione a delinquere io sono il capo dell’associazione; mi assumo tutta la responsabilità politica, morale e storica di quanto è accaduto”) e istituì il regime imponendo la censura e quant’altro”. Intanto la targa Piazza Matteotti ancora non è stata rimossa e le speranze di Mellea e tanti cittadini è che essa possa restare al suo posto affinché il nome del martire fascista non venga cancellato dalla toponomastica cittadina.

Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

Satriano. È morto l’assessore Teodoro Matozzo

Martedì, 26 Luglio 2005

COLTO DA UN MALORE
È MORTO TEODORO MATOZZO, ASSESSORE ALLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE

SATRIANO - È stato un lunedì nero per la comunità satrianese. Nel primo pomeriggio, colto da un malore mentre si trovava nel suo appartamento, sito nella zona alta della città, è morto Teodoro Matozzo, assessore alle attività produttive della giunta Battaglia. I familiari accortisi delle condizioni dell’esponente politico, hanno immediatamente allertato il primo cittadino Domenico Battaglia medico di famiglia e sanitario del 118. Il sindaco, come egli stesso racconta, si trovava nella Marina di Satriano e ha in breve tempo raggiunto l’abitazione di Matozzo. Le condizioni dell’assessore sono subito apparse gravi e a nulla sono valsi i tentativi di rianimarlo attraverso un massaggio cardiaco. Intanto arrivava il 118, una circostanza notata nella piazza Spirito Santo del paese da molti cittadini, che si sono chiesti cosa fosse mai successo. E molti hanno pensato all’assessore Matozzo, vedendo che il mezzo d’emergenza si dirigeva verso la sua abitazione. Purtroppo l’equipe del 118, non ha potuto far altro che constatare il decesso dell’esponente politico.
La notizia è rimbalzata da ogni parte del paese e ha gettato nello sconforto gli abitanti.
Matozzo, molto conosciuto in città, era un militante storico di An. Stimato da tutti, da qualche anno era in pensione, dopo avere svolto per molto tempo, le funzioni di guardia comunale.
“Moriu a guardia Matozzo” si diceva in Piazza come sempre accade in caso di morte improvvisa d’un soggetto cittadino molto noto e unanimamente apprezzato. Matozzo nato nel 1947 e quindi non ancora sessantenne era stato notato, in perfetto stato, muoversi in mattinata per le vie cittadine e attingere nel suo percorso vari negozi e servizi.

Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

Hiroshima, a Fabio Guarna risponde Sergio Romano sul Corriere della Sera

Domenica, 24 Luglio 2005

Tratto dal Corriere della Sera del 23 luglio 2005
Hiroshima 60 anni dopo: rimorsi, indifferenza, cinismo

Si narra, e la stampa in passato se ne è occupata con autorevoli firme, che uno fra coloro che lanciarono la bomba su Hiroshima decise di ritirarsi nella Certosa di Serra S. Bruno e di trascorrere nelle vesti di certosino il resto dei suoi giorni in regime di clausura.
Lei ne sa qualcosa? E in caso di risposta negativa, sa almeno qualcosa più in generale di ciò che fu di coloro che sganciarono la bomba?

Fabio Guarna, Soverato (Cz)

Caro Guarna, alla sua domanda sul pilota divenuto trappista non so rispondere. Ma posso cercare di dare una risposta al suo secondo quesito ricavando qualche informazione dal libro dello scrittore e regista inglese Stephen Walker (Appuntamento a Hiroshima) apparso ora presso Longanesi. Al momento della pubblicazione del libro in inglese i superstiti dell’Enola Gay (l’aereo che lanciò la prima bomba atomica il 6 agosto 1945) erano tre: Paul Tibbets, Dutch Van Kirk e Morris Jepson. Il primo aveva novant’anni e ha sempre dichiarato di non avere alcun rimorso: «Mi avevano ordinato di farlo. Se mi ordinassero oggi di fare una cosa simile, mi comporterei come mi hanno insegnato in tutti questi anni di servizio militare, cioè obbedirei senza problemi». Walker ricorda che nel 1976 Tibbets suscitò scandalo volando su un bombardiere B29 restaurato, durante una manifestazione aerea nel Texas, e simulando il lancio di un ordigno nucleare. A terra, non appena la falsa bomba toccò il suolo, un gruppo di artificieri confezionarono una esplosione a forma di fungo di fronte a quarantamila persone. Il sindaco di Hiroshima disse che lo spettacolo era grottesco, il governo giapponese protestò, il governo americano presentò le sue scuse e Tibbets disse di non riuscire a «capire il motivo di tutto quel polverone». Il secondo, Van Kirk, aveva ottantaquattro anni e non ha mai avuto rimpianti. «Non ho bisogno di scusarmi, dice, perché in tutta onestà credo che la bomba abbia salvato molte vite». Il terzo, Jepson, ha detto di essere d’accordo con Van Kirk, ma in una intervista, molti anni fa, dichiarò che sarebbe stato possibile usare la bomba per dare una lezione ai giapponesi «senza distruggere una città». Un membro dell’equipaggio morto qualche anno fa, il mitragliere di coda dell’aereo Bob Caron, disse di avere provato, guardando le fotografie della distruzione, «un po’ di senso di colpa». In un’altra occasione, quando era più avanti negli anni, disse anche: «Quando penso alle bombe a fissione o a fusione di oggi mi chiedo se non stiamo inoltrandoci nel territorio di Dio». Queste sono le reazioni e i ricordi di alcuni fra coloro che parteciparono al primo bombardamento atomico della storia. Fra quanti erano stati direttamente o indirettamente coinvolti nell’operazione, le reazioni furono diverse. Al ritorno nella base del 509° gruppo aereo, da cui era partito, l’equipaggio dell’Enola Gay ebbe un’accoglienza trionfale e venne festeggiato, applaudito, decorato, filmato e fotografato. Il generale Leslie R. Groves, direttore del Progetto Manhattan, rimase fino alla fine della sua vita un «accanito sostenitore della bomba». Non aveva alcuna intenzione di scusarsi: «Non siamo stati noi a cominciare la guerra ». Alcuni scienziati (Leo Szilard, J. Robert Oppenheimer) e uomini politici (il segretario di Stato alla Guerra Henry Stimson) provarono una sorta di rimorso. Non ebbe rimpianti invece il presidente degli Stati Uniti Harry Truman. Quando il Consiglio federale delle Chiese di Cristo in America gli manifestò con un telegramma una decisa ostilità all’uso delle armi atomiche, Truman rispose: «Nessuno è più turbato di me, ma sono stato molto turbato anche dall’attacco arbitrario dei giapponesi a Pearl Harbor e dal fatto che abbiano ucciso prigionieri di guerra». Ripeté grosso modo gli stessi concetti nella lettera con cui rispose nel 1958 a un messaggio del sindaco di Hiroshima. La firmò e la dette al suo segretario con queste parole: «La manderemo per posta aerea (il corsivo è mio, s.r.). Assicurati che sia opportunamente affrancata».

Sergio Romano

La città onora l’opera di papa Wojtyla

Venerdì, 22 Luglio 2005

Inaugurato il nuovo tratto di lungomare dedicato al Pontefice scomparso
LA CITTÀ ONORA L’OPERA DI PAPA WOJTYLA
Taglio del nastro per mano del sindaco Raffaele Mancini

SOVERATO - C’era la banda città di Soverato, le forze dell’ordine al completo con l’intero corpo dei Vigili Urbani all’inaugurazione del nuovo tratto di lungomare intitolato a Giovanni Paolo II. Nell’occasione è stata presentata dal comandante Francesco Battaglia anche la nuova doblò fiat 1900 jtd in dotazione al comando dei vigili urbani di Soverato. Si tratta di un mezzo trasformato in ufficio mobile e dotato di diversi servizi fra cui un defribrillatore. È toccato al vicesindaco Pietro Matacera tagliare il nastro e dichiarare, fra gli applausi, ufficialmente in funzione questa nuova autovettura. Quindi si è passati all’intitolazione del nuovo tratto di lungomare. Presenti, come dicevamo autorità militari, civili e religiosi. Fra queste il sindaco di Squillace Guido Rodio, l’assessore provinciale Giovanni Mirarchi e il consigliere regionale Fausto Talarico. Il sindaco di Soverato, Raffaele Mancini dopo una splendida esibizione della banda musicale ha spiegato, ringraziando l’architetto Paolo Maida, il significato simbolico dell’opera e dei disegni che rendono la pavimentazione di questo nuovo tratto di lungomare particolarmente suggestiva. Un moto ondoso farà dunque da battistrada per tutti coloro che passeggeranno sul lungomare Giovanni Paolo II. Un percorso che sembra quasi un continuum con la riva del mare. Raffaele Mancini ha ringraziato Don Italo Sammarro dicendo che egli rappresenta il faro dell’umanesimo di Soverato così come Papa Giovanni Paolo II ha rappresentato il faro dell’umanesimo del mondo. Ha lasciato la parola quindi al parroco di Soverato, il quale nel suo breve ed efficace intervento, con commozione rivolgendosi ai fedeli ha detto: “Giovanni Paolo II vi ama e noi - ha continuato - amiamo Giovanni Paolo II”. Un grande applauso ha accolto le parole di Don Italo, il quale ha recitato il Padre Nostro e benedetto il nuovo tratto. Il classico taglio del nastro è stato opera del primo cittadino, visibilmente soddisfatto. Insieme a lui, naturalmente, la giunta cittadina.

Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

Linea ferroviaria ionica - interrogazione del Senatore Nuccio Iovene

Giovedì, 21 Luglio 2005

COMUNICATO STAMPA
—————————–
LINEA FERROVIARIA IONICA E SOPPRESSIONE FERMATE: IOVENE,
RIVEDERE LA POLITICA DI TRENITALIA IN CALABRIA

Interrogazione a risposta scritta
Iovene. - Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti - Premesso:
- che in Calabria, e soprattutto sulla linea ionica, numerose sono state in questi anni le soppressioni sia di treni a lunga percorrenza che di quelli locali senza tenere conto dei bisogni e delle esigenze delle popolazioni e dei territori;
- che i trasporti ferroviari in Calabria mantengono ancora oggi un’assoluta importanza sia per le varie esigenze dei cittadini che per lo sviluppo e l’economia dei territori;
- che con le scelte compiute nel settore dei trasporti si mortifica il Mezzogiorno e si rende sempre più marginale la Calabria, soprattutto nel suo versante ionico;
- che in Calabria c’è forte preoccupazione per il progressivo depauperamento della linea ferroviaria ionica tanto che nel corso degli ultimi anni si stati numerosi gli incontri e le iniziative da parte dei cittadini, amministratori locali e comitati per la difesa ed il potenziamento della linea ferroviaria ionica;
- che con l’entrata in vigore dell’orario estivo Trenitalia ed Rfi (Rete ferroviaria italiana) hanno deciso la cancellazione di alcune fermate dei treni a carattere regionale lungo la linea ionica catanzarese con la conseguente chiusura di molte stazioni lungo la linea (Squillace, Montepaone, S. Andrea J., Badolato, S. Caterina J, Guardavalle);
- che la soppressione delle fermate ha riguardato nella tratta Catanzaro Lido - Reggio Calabria i seguenti treni regionali: 34839, 8529, 35013, 34817, 34775, 34833, 34753; e nella tratta Reggio Calabria - Catanzaro Lido i seguenti treni: 34838, 34842, 12714, 8532, 34846, 34848, 35012, 34750, 34836, 35018;
- che tale soppressione comporta notevoli disagi ai cittadini della zona nel raggiungere il capoluogo di Regione, Catanzaro, Lamezia Terme e i treni a lunga percorrenza. Per fare un esempio il treno per Lamezia Terme da Soverato parte alle ore 9.10 e arriva alle ore 11.07, l’Eurostar (treno 9384)per Roma parte da Lamezia alle ore 11.04;
- che tale decisione priva di un servizio di enorme utilità i comuni costieri e montani della fascia ionica calabrese in pieno periodo turistico, nonché le migliaia di turisti che ogni anno raggiungono Squillace, S. Andrea J., Montepaone, Badolato, S. Caterina J., Guardavalle in provincia di Catanzaro e le vicine località di villeggiatura, tutte zone ad alta vocazione turistica;
- che risulta allo scrivente che non sono stati attivati collegamenti sostitutivi su gomma;
considerato
- che la linea ferroviaria ionica decretata nel 1862, un anno dopo l’Unità d’Italia, fu la prima ferrovia della Calabria;
- che già nel 1864 aprirono i primi cantieri, nel 1867 entrarono in servizio i primi treni e nel 1890, attraverso la diramazione Metaponto-Battipaglia, si misero in comunicazione la Calabria (e la Sicilia) con Napoli, Roma ed il nord d’Italia;
- che la linea ferroviaria ionica oltre che mezzo di comunicazione importante per l’intera regione, anche perché la linea tirrenica è stata costruita parecchio tempo dopo, rappresentò un grande fattore di sviluppo per le coste dell’antica Magna Grecia;
- che già dalla metà degli anni ottanta anziché provvedere all’elettrificazione complessiva ed al raddoppio dei binari, per ammodernare una linea ferroviaria ormai centenaria, le Ferrovie dello Stato optarono per il lento e graduale impoverimento della ferrovia ionica;
- che la zona ionica meridionale della Calabria ha un bacino di utenza superiore ai 300.000 abitanti e da anni è mal collegata al resto d’Italia;
- che il mancato collegamento ferroviario con la fascia ionica calabrese oltre ad arrecare un danno alle popolazioni residenti arreca un danno agli operatori turistici della zona;
- che da anni il servizio offerto da Trenitalia nella zona ionica calabrese è carente con continue soppressioni di servizi, ritardi alcune volte incalcolabili, carrozze non adeguate, stazioni chiuse;
- che i continui cambi di orario, la soppressione di treni e la cancellazione di alcune fermate creano numerosi problemi ai viaggiatori sia pendolari che occasionali;
- che occorre che tutte le parti in causa collaborino al fine di mettere in atto una concreta politica dei trasporti in grado di garantire un sistema di mobilità integrata;
si chiede di sapere
- se non si ritenga la scelta di Trenitalia di cancellare alcune fermate dei treni a carattere regionale lungo la linea ionica catanzarese con la conseguente chiusura di molte stazioni lungo la linea (Squillace, Montepaone, S. Andrea J., Badolato, S. Caterina J, Guardavalle) proprio durante il periodo estivo una scelta sbagliata;
- quali iniziative si intendono mettere in atto al fine di far recedere la società Trenitalia dalla decisione adottata e ripristinare le fermate soppresse;
- quali iniziative si intendono mettere in atto affinché la società Trenitalia garantisca un servizio adeguato tenendo conto anche delle caratteristiche di quella particolare area geografica, la vastità dell’utenza, la condizione socio-economica e il periodo estivo.

Soverato. Turismo di qualità volano di sviluppo

Mercoledì, 20 Luglio 2005

Il tema di un convegno promosso dalla fondazione Marincola-Politi
TURISMO DI QUALITÀ VOLANO DI SVILUPPO
Predisposti tre progetti, tra cui un master in managemente ed economia

Soverato - Per parlare di valorizzazione e tutela del patrimonio culturale, ambientale e professionale della Calabria, la fondazione Marincola Politi ha scelto la suggestiva sede del cortile dell’Istituto Salesiano di Soverato. E così lo splendido panorama insieme alla circostanza che il dibattito si stesse tenendo nel cortile del liceo classico di Soverato ha fatto da leit motiv all’intera manifestazione. I lavori introdotti e coordinati da Francesco Barbieri, responsabile delle relazioni esterne della fondazione Marincola Politi si sono avvalsi del contributo di autorevoli tecnici e politici. Fra questi Vincenzo Falcone, sottosegretario programmazione fondi comunitari della Regione Calabria il quale , dopo avere evidenziato uno degli aspetti più significativi della nostra terra, ovvero quello di essere un insieme di culture, ha spiegato come il POR Calabria non sia il solo strumento finanziario dal quale attingere le risorse per valorizzare il settore turistico, ma come ne esistano anche altri. Falcone non ha mancato di accennare al contratto di programma per il rilancio del basso jonio attualmente sotto la lente della Regione Calabria che vorrebbe fare di esso il progetto volano di sviluppo del territorio del soveratese. Il presidente della fondazione Marincola, Antonio Marincola Politi, dopo avere rivendicato e riaffermato la totale autonomia della fondazione da lui presieduta e descritto le attività e gli obiettivi portati avanti da quest’ultima ha rilevato come sia “essenziale che la Calabria ritrovi e riscopra se stessa per potersi preparare ad accogliere gli stessi calabresi ancora prima di un turismo internazionale difficilmente adattabile ai nostri standard ricettivi dequalificati ed approssimati” e come allo stato la Calabria fruisca “soltanto di un’utenza episodica, costituita dal solo e pigro viaggiatore”. Ecco perché per Marincola “si potrà parlare di turismo calabrese soltanto nel momento in cui la Calabria si sarà fatta fretta per mostrarsi in grado di produrre ed offrire se stessa nell’ambito della sua cultura, delle sue risorse naturali, del suo paesaggio, del suo cibo, delle sue opere d’arte etc.”. In questo senso la Fondazione Marincola Politi ha predisposto tre progetti: un master di “Management ed economia del turismo” in collaborazione con la Facoltà di Economia dell’Università della Sapienza di Roma; una operazione estesa in tutto il territorio calabrese con la finalità di redigere un appassionato censimento dei beni culturali sparsi su tutto il territorio; un’iniziativa di “investire nel patrimonio culturale calabrese” attraverso l’offerta di somme anche irrisorie che sarà “un mezzo concreto per aiutare la fondazione a contribuire alla manutenzione, alla catalogazione ed alla pubblicizzazione del patrimonio culturale dell’intera Calabria”.
Dopo il Presidente della fondazione è intervenuto Maurizio Minervini, docente all’Accademia di bella arti di Catanzaro il quale ha dato risalto ad alcuni aspetti spesso trascurati che potrebbero incentivare la domanda di turismo nella nostra regione. Ad esempio i 400 piccoli paesi pieni di tradizioni e cultura, sicuro riferimento per coloro che intendono vivere la propria esperienza di turismo in Calabria in maniera sana e distensiva. Facendo riferimento a Langhe e Chianti, Minervini ha chiuso il suo intervento sottolineando come si fa buon turismo dove anche la gente residente vive bene. E si sta bene, ha precisato il docente dell’accademia, quando l’ambiente è sano e incontaminato. In qualcuno degli ascoltatori questa affermazione ha fatto venire in mente i momenti di difficoltà che vivono i residenti in posti ad alta densità di visitatori che si concentrano in pochi giorni della stagione turistica e poi svaniscono nel nulla.
Beniamino Donnici, assessore al turismo ha rilevato come nella sua ancora breve esperienza di assessore regionale si sia trovato ad ascoltare, durante i convegni, interessanti analisi da parte di operatori ed esperti del settore. Nonostante ciò, ha osservato l’esponente politico, il turismo in Calabria non decolla. Il motivo probabilmente, secondo l’assessore regionale al turismo, è da attribuire alla mancanza di una politica organica che metta in rete le risorse turistiche della Calabria. Ecco perché per Donnici è necessario che tutti comprendano che abbiamo un prodotto di qualità da valorizzare: dai politici agli operatori. Un prodotto che merita una politica mirata come potrebbe essere quella di riqualificazione dei centri storici. Donnici in conclusione ha citato le recenti dichiarazioni del presidente della Feralberghi di Calabria, il quale ha fatto un appello ad un’azione mirata a riempire le strutture ricettive che rimangono per troppi giorni all’anno vuote nella nostra regione piuttosto che pensare di costruire nuovi alberghi. Un messaggio, si è ben capito, che l’assessore al turismo non trascurerà di tenere nel dovuto conto. In conclusione Pino Soriero, già viceministro ai trasporti del Governo Prodi, ha apprezzato l’iniziativa della fondazione e soprattutto la volontà di questa di promuovere un Master in Management ed Economia del turismo. Un corso che servirà a formare le risorse umane del settore turistico di cui la nostra terra necessita insieme alle varie infrastrutture di cui egli durante il suo mandato di governo si era impegnato a promuovere e che ancora non sono state completate come la trasversale delle Serre e il Porto di Satriano. Infine la parola è passata ad un operatore del settore, Mimmo Loiero editore di Guida Blu il quale ha portato la sua testimonianza dopo avere spiegato l’importanza di riscoprire i tesori artistico-culturali della nostra Calabria di cui spesso si ignora l’esistenza. Gli ultimi interventi sono stati quelli della Prof. ssa Michela Mantovani, docente della Sapienzae e del Prof. Attilio Celant, Preside della Facoltà di Economia dell’Università La Sapienza di Roma giunti in ritardo per un contrattempo. I due cattedratici hanno come da programma rispettivamente illustrato il progetto della fondazione “Adotta il bene culturale tuo amico” e il Master in “Management ed Economia del turismo”

Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

Soverato mostra fotografica

Martedì, 19 Luglio 2005

Soverato - Il linguaggio delle immagini ha sempre qualcosa di affascinante, lo sa bene la U.I.F. (Unione Italiana Fotoamatori) che ha allestito una mostra fotografica, appena conclusasi a Soverato presso i locali della Lega navale. Scopo dell’iniziativa è stato quello di far rivivere attraverso quasi un centinaio di immagini (ne vediamo due scattate dai soveratesi Nunzio Careri e Antonio Matacera), le tradizioni e gli antichi mestieri del popolo calabrese. Un angolo della mostra è stato dedicato al compianto Vito Maida, già apprezzato socio dell’UIF e promotore della mostra stessa, prematuramente scomparso qualche mese addietro. Gli autori della collettiva fotografica provenienti da ogni parte della Calabria sono stati: Vincenzo Barone, Nunzio Careri, Martino Ciambrone, Antonio Fabiano, Aldo e Domenico Fiorenza, Emilio Flesca, Vittorio Greco, Carlo Laro, Antonio Mancuso, Vincenzo Martello, Ornella Marzotti, Antonio Matacera, Massimo Merigelli, Giuseppe Romeo, Maria Pia Romeo e Giuseppe Rotta.

Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

Consiglio comunale a Satriano, passa il bilancio

Lunedì, 18 Luglio 2005

Satriano - Erano quattro i punti all’ordine del giorno dell’ultimo consiglio comunale di Satriano che si è tenuto presso la sede di Palazzo di Città in nuovi spazi appositamente allestiti per lo svolgimento dei civici consessi. Dopo la rituale approvazione del verbale della seduta precedente si è passati alla discussione del punto riguardante la verifica e qualità dei fabbricati destinati a residenza e alle attività produttive e terziare ex art. 172 Dlgs 267/2000. Alla discussione erano assenti i consiglieri Bevacqua, Betrò e Basile della minoranza, Monterosso della maggioranza e Francesco Battaglia del gruppo indipendente. Dopo l’approvazione del secondo punto il consiglio ha esaminato il bilancio di previsione all’esercizio finanziario 2005 e il bilancio pluriennale 2005-2007 con la partecipazione di Monterosso e Battaglia giunti in ritardo ai lavori dell’assise. Lo strumento finanziario è stato approvato con il voto contrario di Viscomi e Riverso dell’opposizione i quali avevano presentato molti emendamenti (respinti dalla maggioranza) e stigmatizzato alcuni aspetti del bilancio. Infine l’assise ha approvato lo schema di convenzione per la concessione e la regolamentazione del diritto di superficie, costruzione 10 alloggi in località S.Trada a Satriano centro.
Quanto alle considerazioni dei consiglieri assenti, registriamo quella di Pino Basile che ha reso noto ai mezzi di informazione le ragioni della sua mancata partecipazione, dovuta alla procedura di convocazione del consiglio comunale, avvenuta senza la preventiva consultazione dei capigruppo. Una circostanza che il Basile ha ritenuto stigmatizzare fortemente e alla quale si è associata Antonella Bevacqua. Annibale Mellace capogruppo della maggioranza ha espresso soddisfazione per gli esiti dei lavori del consiglio, rilevando che con l’approvazione del bilancio prosegue il cammino verso la realizzazione del programma presentato agli elettori che prevede la messa in opera di diverse infrastrutture utili alla collettività Altrettanto soddisfatto il primo cittadino Domenico Battaglia, che tra le altre cose ha voluto evidenziare, attribuendo il merito all’amministrazione da lui guidata, di avere predisposto una nuova sede idonea per lo svolgimento dei consigli comunali. Un gesto di attenzione verso la cittadinanza, ha sottolineato, per favorire la partecipazione ai lavori non soltanto dei consiglieri ma dell’intera popolazione.

Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

Satriano, su Punto & a Capo prosegue il racconto di Vincenzo Guarna

Giovedì, 14 Luglio 2005

Prosegue sul nuovo numero di “Punto & a capo”, il mensile calabrese diretto dal giornalista RAI Pietro Melia da qualche giorno in edicola il racconto Satriano 1936 e dintorni di Vincenzo Guarna. Una Satriano degli anni ’30 come si configura in uno scritto narrativo del satrianese Vincenzo Guarna. Si tratta del paragrafo intermedio di un lungo racconto che l’autore ha scritto tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70 (senza peraltro mai pervenire alla sua stesura definitiva) e che, meritamente, a suo dire, egli subito dopo ha confinato in un cassetto dove tuttavia giace probabilmente per sempre. Si tratta di un racconto, a suo modo, “corale” essendone protagonista - nella seconda metà degli anni ’30 e dintorni (1936-1940) - la comunità di Satriano e, a margine di questa la figura del suo Podestà. Un giovane avvocato, quest’ultimo, autoconfinatosi, senza vera convinzione, nel paese d’origine (destinazione, a sua volta e all’epoca, di veri “confinati” ossia dissidenti politici ovvero antifascisti di piccolo calibro e spessore) dopo un promettente inizio di carriera nella capitale dove si era laureato e aveva frequentato, con qualche positivo riscontro i freschi ambienti intellettuali attenti soprattutto alla cinematografia. Un’ultima annotazione. Lungo il contesto del racconto sono presenti, qua e là, abilmente fusi e mimetizzati al suo interno, brevi passi di autori più e meno noti della letteratura italiana (Giovanni Villani, Ludovico Ariosto, Gabriele D’Annunzio, etc.). E’ un “divertissement” cui l’autore indulge senza alcun fine speciale e che, per dire, trova riscontro più frequentemente di quanto non si supponga, in molti prodotti in prosa e in verso della nostra letteratura.
Nel brano pubblicato su “Punto & a capo” questo, per così dire, “escamotage” è presente dove si parla del pensiero della morte divenuto in Satriano, come effetto della missione dei padri Redentoristi di Sant’Andrea, “pensiero se non predominante, dominante” (il flash è tratto dal saggio che B.Croce dedica al Foscolo in “Poesia e non poesia”) e nella descrizione della figura fisica di padre Anoia nell’atto in cui il religioso si accinge a tenere nel Duomo del paese, la formidabile predica conclusiva della “missione” da lui guidata (il brano è desunto dal ritratto che Alessandro Manzoni fa di Padre Cristofaro - vedi “I Promessi sposi”).