Archivio di Febbraio, 2006

Politica. A Soverato ci sono conigli che ruggiscono

Lunedì, 27 Febbraio 2006

Non è la prima volta che mi capita di trarre spunto per scrivere qualcosa da un vecchio articolo pubblicato sul Corriere della Sera del giornalista Dario Di Vico che chiedeva e si chiedeva: “Sapete quanti sono i controllori di volo di Fiumicino iscritti all’Anpcat? Solo tre. Eppure, manovrando con sindacale perizia i turni, sono stati capaci di indire uno sciopero del maggiore scalo italiano di ben otto ore”. L’articolo aveva come titolo “Il ruggito del coniglio”, e mi ha fatto venire in mente quanti conigli che ruggiscono appaiono in questo momento nella scena politica soveratese. Tanto a destra quanto a sinistra. A Soverato purtroppo la situazione in questo momento è (ma forse sarebbe meglio usare il condizionale) così. Cosa che del resto accade in gran parte d’Italia. Nessuno, infatti, è più stabile dei precari, nessuno più forte dei deboli, nessuno più debole dei forti. Nessuna formazione è più decisiva e determinante di quella più esigua ed evanescente. Questo vale in politica non meno che nelle arti, nelle professioni, forse, persino, nell’economia. Chi è sicuro di sé, dei suoi mezzi e delle sue risorse non si agita, non freme, non briga. S’appaga della sua forza tranquilla. E precipita nel primo trabocchetto, ad arte predisposto da chi sgomita, striscia, si contorce per trovare spazio, per dare prova di sé e del suo esistere, per recuperare smalto e spessore nel contesto del suo ambiente e dei suoi percorsi. Pensiamo alle piccole formazioni politiche, ma anche a quelle che credono di essere grandi, dalla collocazione mai definita per intero, sempre pronte a ripensamenti, a propiziare rovesci e ribaltoni, a fare della propria precarietà ed evanescenza il loro punto di forza, con qualsiasi mezzo, primo fra tutti, il trasformismo. Oggi, quel partito ritiene di contare, decidere, determinare e prefigurare gli scenari prossimi e futuri dell’amministrazione soveratese. Gli fa eco un’altra formazione ancora più minuta ed esigua e, anzi, tanto minuta ed esigua che solo guardandosi allo specchio, il suo sito privilegiato, può trarre coscienza di avere seguito e riscontri. Si proiettano sul piano comunale ed emettono il loro ruggito di coniglio con grande vigore e sicura determinazione. Qualcuno li ascolta e li prende sul serio. Altri, i più, non avvertono la loro presenza. Tanti conigli? Chissà, tutti ascoltano e giudicano, e tutti pensano il massimo bene di se stessi. Con un immancabile ruggito finale di compiacimento.

Fabio Guarna  (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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Satriano, richiesta la convocazione di un consiglio comunale aperto

Venerdì, 24 Febbraio 2006

Satriano - Sono due gli argomenti che nell’agone politico satrianese in questi giorni sono intensamente dibattuti. Il primo riguarda il totocandidadure a sindaco per il 2007 e l’altro le dimissioni di Francesco Battaglia da consigliere comunale. Riguardo questa ultima questione i consiglieri di minoranza Bevacqua, Viscomi, Basile , Betrò e Riverso hanno chiesto, ai sensi degli artt. 27 e 37 del regolamento consiliare, la convocazione di un consiglio comunale “aperto”. L’istanza della minoranza è motivata da un lungo documento nel quale si stigmatizza l’azione amministrativa portata avanti dalle forze di governo della cittadina delle pre-serre e si mettono in evidenza alcune contraddizioni interne alla maggioranza. Secondo i consiglieri di opposizione, infatti, la decisione di Francesco Battaglia rappresenta “una scelta poltica estrema, che rimarca il fallimento politico della compagine di maggioranza”. Non solo, alle dimissioni di Ciccillo (così molti conoscono in paese l’ex consigliere comunale) a giudizio dell’opposizione, si sarebbero potuto aggiungere quelle di alcuni esponenti di Alleanza nazionale. Questi ultimi, infatti, secondo la minoranza “si dicevano pronti a dimettersi”. Per queste ragioni si legge nel documento con cui si richiede la convocazione del civico consesso aperto “i consiglieri di minoranza, preso atto di tale situazione, si sono resi promotori di un’iniziativa politica per incoraggiare ed affrettare la fine di quest’amministrazione ed infatti hanno firmato un documento in cui si chiedeva la sfiducia al Sindaco con la volontà chiaramente espressa di dimettersi immediatamente qualora ci fossero i numeri per dichiarare chiusa l’attuale amministrazione”. E’ giusto sottolineare che l’ipotesi della decisione di volere abbandonare gli scranni del consiglio da parte di consiglieri dei An, non risulta al momento, confermata da alcun documento diffuso agli organi di stampa e per questo è facile credere che la notizia sia frutto di boatos, indiscrezioni o rappresenti l’esito di incontri politici non resi noti. Per tutte queste ragioni i consiglieri chiedono al gruppo di An di chiarire la sua posizione in seno al civico consesso. E chiarimento sulla sua attuale posizione politica viene richiesta anche a Giusy Altamura, già assessore della giunta di Domenico Battaglia dimessasi lo scorso anno dall’incarico in giunta insieme all’allora vicesindaco Francesco Battaglia. “Chiediamo – conclude la nota – che prima ancora della surroga del nuovo consigliere, venga convocato un Consiglio comunale Aperto nel quale aprire il dibattito con le forze politiche rendendo anche partecipi i cittadini sulla situazione politica amministrativa nel Comune di Satriano”.

Fabio Guarna

Satriano: Francesco Battaglia (Ciccillo) si dimette e parte il totosindaco

Domenica, 19 Febbraio 2006

Satriano - Le dimissioni di Francesco Battaglia, da consigliere comunale hanno prodotto un interessante e vivace dibattito nella cittadina delle pre-serre sul futuro politico di Satriano e sulle intese che si vanno profilando per le amministrative del 2007. Ancor più se si pensa che alla base della decisione resa nota da Ciccillo (così molti conoscono l’esponente politico a Satriano), eletto nella lista vincitrice delle elezioni “Casa Comune per Satriano” c’è la motivazione che il centrodestra, attuale forza di governo ha fallito nel suo programma e progetto di sviluppo. Gli interrogativi più ricorrenti sono: chi sarà il prossimo sindaco di Satriano? Che composizione avranno le liste pronte a sfidarsi per il rinnovo del civico consesso? Cerchiamo di rispondere per ordine, avendo come riferimento boatos e dichiarazioni che in questo periodo sono all’attenzione della politica satrianese. Sul toto-sindaco mettiamo subito da parte il nominativo dell’attuale sindaco in carica Domenico Battaglia che riveste la carica di primo cittadino da quasi dieci anni (un vero e proprio record per i satrianesi abituati a cambiare sindaci con una certa frequenza) e a cui la legge in vigore non consente di esercitare le funzioni di sindaco dopo due mandati consecutivi. Spuntano allora i primi nomi. Cominciamo con quello di Michele Drosi, attuale segretario della quercia satrianese. L’esponente diessino sinora è stato fra i pochi di cui si parla come possibili candidati a dichiarare agli organi di stampa (telejonio) la sua disponibilità a scendere in campo. Ma non farebbe meraviglia che alla disponibilità resa pubblica da Drosi, si aggiunga quella di altri uomini politici. Quali? Ad esempio Francesco Matozzo, presidente del consorzio di bonifica, satrianese doc e con al suo attivo un grosso impegno in qualità di dirigente dello Sdi. Ma non è finita qui. Si parla anche di una candidatura a primo cittadino per la Margherita di Vincenzo Sinopoli, già sindaco del centro jonico negli anni ’70 e riapparso sulla scena politica attiva durante le ultime amministrative del 2002 quando sembrava che il posto di sfidante del sindaco in carica toccasse a lui. Fu invece Pino Basile, attuale consigliere di minoranza, a rappresentare senza successo l’alternativa a Domenico Battaglia. Se Drosi, Matozzo e Sinopoli sono i nomi che circolano maggiormente, non vanno sottaciuti quelli che potremmo definire fuoco sotto cenere. Che dire di Tonino Maduri, l’ex vicepresidente della provincia durante la giunta Martino, in forza alla Democrazia cristiana e sindaco di Satriano degli anni ’90? E che dire ancora di Luciano Battaglia, assessore del Nuovo Psi attualmente in carica? Nomi tanti nomi a cui se ne aggiunge un altro: Emilio Masucci. Il giovane avvocato del foro di Catanzaro conferma senza indugi: “sto lavorando da diverso tempo per la costruzione di una lista da mettere in campo alle prossime amministrative”. Tanti, tanti, proprio tanti nomi. Saranno, - e rispondiamo così anche alla seconda domanda -, altrettanto numerose le liste?

Fabio Guarna

Soverato. Piccolo vademecum per l’acquisto intelligente

Giovedì, 16 Febbraio 2006

Piccolo vademecum per l’acquisto intelligente
I negozi della cittadina
presi di mira dai catanzaresi
per lo shopping del weekend

Soverato, città di mare, di servizi e di shopping. In quest’ultimo caso sono in genere gli abitanti del comprensorio ad essere i protagonisti.
A loro si aggiungono i soliti catanzaresi, sempre attenti a non mancare l’appuntamento del weekend fuori dalle mura, per acquistare qualcosa (dal vestito allo swatch, dal gioiello al telefonino ultima
generazione etc.). Ma quanti sono invece i soveratesi che fanno shopping nella propria città e contribuiscono a riempire le casse dei compaesani commercianti? In linea generale una percentuale non molto alta. Le ragioni sono principalmente psicologiche. Per molti lo shopping rappresenta un modo di evadere dalle abitudini quotidiane: una distrazione che pesa sul portafoglio.
E così si scopre che una buona parte delle spese annue delle famiglie soveratesi andrebbero annotate alla voce “shopping”. Acquisti effettuati in genere nei centri commerciali più vicini o addirittura
fuori provincia. Ad allontanare dai negozi della cittadina jonica, però, commenta qualcuno non sembrerebbe soltanto la voglia di evadere o
distrarsi. Cineserie a parte i prezzi rispetto ad altre zone, a Soverato, sembrerebbero aver subito più di altre realtà l’effetto del caro euro,
lievitando oltre una certa misura. Ed allora i soveratesi per risparmiare cosa dovranno fare? Andare a caccia del negozio meno caro o
mettersi al riparo dal c.d. effetto “Ulisse” ossia la tentazione di fare qualcosa di cui dopo ci si di debba pentire? Nel secondo caso basterebbe seguire alcuni suggerimenti: non acquistare impulsivamente, evitare l’usa e getta e soprattutto tentare di ricordare se quel prodotto è veramente utile acquistarlo. Una
riflessione invece è utile per coloro che pensano che per risparmiare bisognerebbe buttarsi in analisi di mercato a 360°. Una decisione che comporterebbe non poco in termini di consumo di carburante. Occorrerebbe infatti circolare parecchio per comparare i prezzi di un determinato bene a Lamezia, a Catanzaro etc.. E non è detto che poi non si venga a scoprire che Soverato in effetti sia meno
caro di quel che si pensa. Intanto la voglia di “shopping”, a quanto pare non diminuisce. E il reddito delle famiglie si riduce.

Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

Soverato. Ci saranno quote arancioni?

Mercoledì, 15 Febbraio 2006

Non c’è nessuna novità a riguardo nelle liste
Quante donne
e giovani in campo
per le amministrative?

La domanda riguarda entrambi gli schieramenti e sembra non occupare molto la cronaca politica dei giornali locali ed è: quante donne e quanti giovani scenderanno in campo alle prossime amministrative per il rinnovo del civico consesso soveratese? O meglio quanto si colorerà di rosa e di arancione il nuovo consiglio comunale?
Parliamo quindi non solo di “quote rosa” ma anche di “quote arancioni” prendendo spunto dalla proposta lanciata al salone della Triennale in questi giorni da un gruppo di giovani milanesi. Per loro bisogna riservare a chi ha meno di quarant’anni un numero di posti in politica. è sembrato dapprima un grido nella quiete, poi la questione ha preso piede al punto da occupare una mezza pagina del “Corriere della Sera”. L’argomento non poteva non coinvolgere anche le realtà politiche locali, tutte prese in questo periodo ad allestire le liste per affrontare la vicina campagna elettorale. Certo non basta lo status di ventenne o trentenne per essere un buon amministratore ma qualcosa per la rappresentanza giovanile va fatta, così come per quella delle donne si è tentato di realizzare. Stando ai proclami di tutte le coalizioni non sembrerebbe un problema difficile da risolvere. Se poi, invece si osservano, i nomi che circolano non emergerebbe una vera e propria opera di rinnovamento. Ed allora se le quote arancione per legge ancora non sono previste bisognerebbe sentire a questo punto Cesare Fracca, il leader del movimento milanese dei trenta-quarantenni e agire di conseguenza. Fracca ha dichiarato al Corriere della Sera: «Noi non chiediamo quote, ci buttiamo nella mischia convinti delle nostre idee che riguardano tutti, dai bambini agli anziani. Dovessi indicare un riferimento ideale, nella politica ­ ha proseguito Fracca ­ direi Ciampi, il presidente della Repubblica. Un ottantenne con lo spirito di un ragazzino, coerente, perbene, con gli stessi nostri ideali». Che dire: non sempre basta essere giovani per essere freschi, ma quando si è giovani e freschi è un peccato aspettare che il tempo passi. Sarà così a Soverato e dintorni?

Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

Archeoclub Soverato

Mercoledì, 15 Febbraio 2006

Archeoclub d’Italia - Sede di Soverato
2006. 4 ° Campo-Scuola di Archeologia Subacquea in collaborazione col Diving “Almost Blue”

Attività previste
Corsi introduttivi all’Archeologia Subacquea. Le attività si svolgeranno nel bacino facente parte del Golfo di Squillace ed antistante il Comune di Soverato.

Possibilità di ottenere:

- Brevetto di 1° livello (abilitazione immersione in coppia profondità massima18 mt)
- Corso Open-Water Diver didattica SSI
- Specialità di Archeologia Subacquea didattica SSI
- Deep
- Fotografia
- Navigazione
- Notturna

Turni:
mesi luglio 2006 e agosto 2006 da concordare

Quota di partecipazione: € 500,00 - Open water + 1 (una) specialità
Quota di partecipazione già brevettati: € 200 - 1 (una) specialità
Quota di partecipazione già brevettati: € 525 - 4 (quattro) specialità

Alla prenotazione andrà versata la somma di € 250,00 a mezzo vaglia postale intestato all’Archeoclub d’Italia sede di Soverato presso AlmostBlue-dc via Papa Giovanni XXIII, 9 - 88060 Marina di Davoli (CZ), entro 15 giorni dall’inizio del turno al quale si vuole partecipare. Tale cifra copre l’acconto per i corsi e la quota di iscrizione alla struttura Marenostrum di Archeoclub d’Italia verrà restituito solo in caso di annullamento del turno di attività.

Documento programmatico Unione Soverato

Sabato, 11 Febbraio 2006

Comunicato stampa dell’Unione - progetto per Soverato
lunedì 6 febbraio

L¹Assemblea dell’Unione - Progetto per Soverato ha approvato nei giorni scorsi il documento che disegna l’ossatura del suo programma amministrativo. Non é un caso che il tema essenziale di questa ossatura e quindi del programma dell’ Unione soveratese sia la questione dello sviluppo (culturale, sociale, economico, ambientale) come non é un caso che il documento porti come titolo: Invertire la rotta.

Invertire la rotta soprattutto rispetto all’amministrazione di questi ultimi cinque anni che si é illusa e ha illuso i cittadini con una visione politica e una proposta di PRG basato essenzialmente sul consumo dissennato del territorio, comprese aree geologicamente sensibili, e sulla speculazione edilizia che non avrebbe comunque risolto il bisogno di casa che ancora esiste, ma sarebbe servito ad arricchire pochi, moltiplicando il valore delle aree, ed avrebbe assorbito tutte le risorse finanziarie esistenti, aumentando nel contempo, non già la disponibilità di alloggi a costo equo, ma il numero di appartamenti vuoti e seconde case già enorme nella città (circa un migliaio).

Se non ci fosse da piangere, farebbe ridere pure il modello prospettato di una Rimini piccina piccina pretenziosa e un pò stracciona, con due alberghetti mignon in riva al mare che intaserebbero con nuovi ingombri urbanistici una zona, già satura di cemento e, di per sé, caotica soprattutto nei mesi estivi. Un centinaio circa di nuovi posti letto che non avrebbero cambiato il segno dello sviluppo della città, ma avrebbero cambiato, e presto sicuramente, destinazione d¹uso.

Soverato può e deve prevedere una politica di sviluppo delle capacità ricettive per diverse centinaia di posti letto che può recuperare in modi diversi: attraverso la destinazione di appartamenti e stanze vuote a pensioni e bed & breakfast, attraverso la riconversione di edifici in città, anche favorita da provvedimenti specifici, attraverso la costruzione di strutture nuove, di dimensioni commercialmente compatibili ed economicamente remunerative, nei diversi siti in cui la proposta di PRG del centrodestra prevedeva strutture miste (ancora seconde case).

Il bisogno di abitazioni a costi decisamente più favorevoli potrà venire soddisfatto attraverso un uso moderato e saggio dello strumento della edilizia convenzionata (cooperative) che già ha dimostrato la sua efficacia, e utilizzando al meglio gli strumenti previsti dallo Stato e nel programma dell’Unione nazionale.
Nei prossimi giorni sarà diffuso un opuscolo con l¹obiettivo di conoscere meglio il problema ed iniziare il dibattito sulla proposta.

La Regione Calabria ha messo una pietra tombale sulla proposta di PRG del centro destra soveratese giudicandola sbagliata e fuori misura esattamente come aveva fatto tutto il centrosinistra soveratese a partire dal gruppo consiliare di opposizione, da Progetto Comune, dai DS, che hanno pure denunciato, ripetutamente ed in tutti i modi consentiti, un iter oscuro e confuso che ha impedito il dibattito e la partecipazione dei cittadini, delle categorie e perfino dei consiglieri comunali.
Bisogna aggiungere che la stessa maggioranza ed il sindaco di centrodestra non hanno poi difeso granché la loro proposta. Dichiarandosi incompatibili, senza che ce ne fosse bisogno, se ne sono praticamente lavati le mani e l¹hanno affidata nelle mani di commissari ad acta.

La battaglia per la cancellazione della proposta di PRG del centrodestra, il giudizio nettamente negativo sull’amministrazione di centrodestra, nel merito e soprattutto nei metodi, giudizio quindi sia politico che tecnico, la volontà di elaborare una proposta alternativa di sviluppo é elemento fondante dell’Unione Progetto per Soverato ed é contenuta nei documenti comuni accettati e sottoscritti.
Risulta evidente a chiunque che la condivisione piena di queste posizioni é la condizione minima indispensabile che certifica, al di là di ogni firma, l¹adesione vera all’Unione Progetto per Soverato. Su questo tema specifico non sono possibili né approssimazioni né ambiguità.

Ma la bocciatura del PRG del centrodestra non risolve i problemi di Soverato, ne mostra solo crudamente tutti gli aspetti, mette in luce la necessità di intervenire per tempo.
Per questo non basta aderire. Occorre lavorare insieme per costruire un futuro migliore .
Il documento ” invertire la rotta ” espone le linee essenziali di un programma concreto, basato sullo sviluppo , possibile e sostenibile, della città nell’ambito del comprensorio, con l¹obiettivo di riconoscere, valorizzare e potenziare tutte le risorse culturali, sociali, economiche, ambientali. Quindi le scuole come le attività di ristorazione, la spiaggia come il centro storico di Soverato Superiore, le attività di volontariato come le capacità professionali.
Sono già attivi diversi gruppi di lavoro e comitati per la elaborazione del programma amministrativo e si é aperto, in tutte le sedi politiche, il dibattito sulle proposte concrete, con un¹appassionato invito ai cittadini e a tutte le organizzazioni sociali a partecipare al dibattito e a contribuire con pareri e proposte.

L’Unione - Progetto per Soverato
Ufficio Stampa

Soverato. Risparmi energetici: Famiglie un po’ cicale e un po’ formiche

Mercoledì, 1 Febbraio 2006

“C’era una volta una cicala e una formica… “ Inizia così un noto racconto che fa venire alla mente le casalinghe della nostra terra tutte prese in questi giorni a combattere contro il freddo e al tempo stesso a seguire i consigli che arrivano dal Governo per il risparmio energetico.
Ma quante casalinghe di Soverato e dintorni hanno seguito i consigli del ministro delle attività produttive Claudio Scajola per il risparmio di elettricità e gas? Abbiamo provato a chiederlo ad un po’ di esse. Il numero delle intervistate non è stato molto alto e quindi non ci consente di fare una analisi statistica dotata di criteri di veridicità piena. Una certa tendenza, però, è possibile individuarla.
Per rispondere distinguiamo in due parti i suggerimenti di Scajola, inserendo da una parte i consigli che sono stati seguiti e dall’altra quelli che non sono riusciti ad ottenere successo. Quanto ai primi ovvero quelli di non coprire termosifoni, di tenere le finestre chiuse quando è acceso il riscaldamento, di usare i coperchi durante la cottura, di utilizzare pentole a pressione, di non tenere accese le lampadine inutilmente, di non avviare la lavatrice quando e a pieno carico e non lavare oltre i 60 gradi, bisogna sottolineare come spiegano le donne al comando delle faccende domestiche, che si tratta di accorgimenti che di norma esse adottano. Pertanto gli inviti di Scajola, a quanto pare, non hanno prodotto grandi cambiamenti nelle loro abitudini. Discorso diverso invece per quanto riguarda i suggerimenti di preferire la doccia al bagno, di regolare la temperatura dello scaldino elettrico non oltre i 60 gradi, di sostituire le lampadine a incandescenza con quelle a basso consumo, di usare il forno alla giusta temperatura ed effettuare il preriscaldamento solo quanto necessario nonché di non aprirlo frequentemente durante la cottura, di spegnere tv e videoregistratori quando non si usano senza lasciare accesa la spia rossa di stand by. Queste ultime sono abitudini che non è facile cambiare. Quanti capofamiglia, arrivati stanchi a casa dal lavoro, sarebbero disposti dietro suggerimento della moglie a rinunciare ad un bagno caldo e rilassante preferendo la doccia? E quanti penserebbero che la tv non è realmente spenta se ancora quella lucina rossa dello stand by è ben in evidenza? E ancora: quante resisterebbero alla tentazione di aprire il forno per vedere a che punto è il piatto da servire? Insomma quanto ai consumi, dalle risposte ottenute è il caso di dire che le famiglie del soveratese, sembrano un po’ formiche e un po’ cicale. E Scajola? Buttiamo una cifra: contento al 50% .

Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)