Archivio di Dicembre, 2006

Traduzione libera in italiano dal latino - Cicerone - in Catilinam I, 17

Domenica, 31 Dicembre 2006

TESTO LATINO

Servi mehercule mei si me isto pacto metuerent, ut te metuunt omnes cives tui, domum meam relinquendam putarem; tu tibi urbem non arbitraris? et, si me meis civibus iniuria suspectum tam graviter atque offensum viderem, carere me aspectu civium quam infestis omnium oculis conspici mallem; tu cum conscientia scelerum tuorum agnoscas odium omnium iustum et iam diu tibi debitum, dubitas, quorum mentes sensusque volneras, eorum aspectum praesentiamque vitare? Si te parentes timerent atque odissent tui neque eos ulla ratione placare posses, ut opinor, ab eorum oculis aliquo concederes. Nunc te patria, quae communis est parens omnium nostrum, odit ac metuit et iam diu nihil te iudicat nisi de parricidio suo cogitare; huius tu neque auctoritatem verebere nec iudicium sequere nec vim pertimesces?

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Oddone (Eudes), conte di Parigi

Domenica, 31 Dicembre 2006

Oddone fu dapprima conte di Parigi e successivamente re dei Franchi dall’anno 888 d.C. Faceva parte della dinastia dei Robertingi, ragion per cui nell’anno 886 ricevette in eredità il titolo di Conte di Parigi. Figlio di Roberto il Forte, Oddone si distinse quando i Normanni assediarono Parigi, rivelando grandi doti e durante i primi anni del suo regno (successe a Carlo III il Grosso). I Normanni però, che sconfissero ripetutamente i Franchi, indebolirono la sua autorità tanto che sul finire dell’800, intorno all’anno 897 d.C. Oddone fu costretto a riconoscere come suo successore Carlo III il Semplice, già incoronato a Reims nell’893 grazie all’appoggio dei feudatari (quasi tutti) del nord della Francia.
Ad abundatiam: quanto alla dinastia dei Robertingi di cui Oddone faceva parte, va riferito che il regno dei franchi occidentali visse per lungo una lunga contesa che contrapponeva la dinastia che aveva come discendente Carlo Magno (Carolingi di cui era discendene Carlo III il semplice) a quella dei conti di Parigi (appunto Robertingi).

Satriano, inaugurata sede Mov.Alt.Gov.

Sabato, 30 Dicembre 2006

Satriano - C’era tanta gente mercoledì scorso per l’inaugurazione della sede del Movimento per l’alternativa di governo di SAtriano, la formazione politica che candida a sindaco per le prossime amministrative Michele Drosi, dirigente regionale dei Democratici di sinistra. Il locale si trova in Via Vittorio Emanuele nel centro storico di Satriano e sino a questo momento ha ospitato l’Unità di base dei democratici di sinistra, partito che aderisce al Movimento. “Poiché - ha spiegato Drosi - le elezioni comunali si avvicinano, era necessario trovare un luogo dove ogni rappresentante delle varie forze che aderiscono al movimento potesse ritrovarsi per l’elaborazione del programma da presentare agli elettori”. Quindi per i diessini la sezione, divenuta la sede di tutto il movimento, rappresenterà  un luogo per ritrovarsi insieme con altre organizzazioni politiche  per approfondire le idee messe in cantiere e per promuoverne eventualmente nuove. “Mi fa piacere segnalare la presenza all’inaugurazione della sezione dell’assessore regionale Doris Lo Moro - ha detto Drosi - che testimonia l’interesse che il governo regionale sta manifestando per il progetto del movimento che mi candida a sindaco, così come mi fa piacere - ha proseguito - la presenza dell’ex sottosegretario del primo governo Prodi, on.le Giuseppe Soriero, satrianese doc, sempre attento alle problematiche della sua città”. Al momento il Movimento per l’alternativa di governo di Satriano  può contare sul sostegno dei Democratici di Sinistra, della Federazione dei Socialisti Calabresi, della Democrazia Cristiana, dell’Associazione “Il Campo”, del Gruppo Autonomo, del Gruppo “Donne per Satriano” e del movimento “Per Satriano Marina”. Al termine dell’incontro, tanti auguri e tanti brindisi che sembravano dire: “faventibus ventis” (che i venti ti siano favorevoli). Si tratta del motto della nave scuola Palinuro, senz’altro pertinente per chi naviga fra le acque agitate e a volte anche un po’ torbide, della politica satrianese.

Fabio Guarna (fonte: Il Quotidiano della Calabria)

Baccalà con peperoni, ricetta proposta da Gianni Romano

Venerdì, 29 Dicembre 2006

Sta per arrivare la fine dell’anno. Perchè non provare allora un buon piatto di baccalà? Quello buono, dicono da queste parti, lo si trova a Gasperina. Intanto vi proponiamo una gustosa ricetta di Gianni Romano: baccalà con peperoni…

Baccalà con peperoni.

Ingredienti: baccalà a mollo kg.1, 2 peperoni gialli, 2 peperoni rossi, passata di pomodoro, olio, basilico, sale e pepe q.b.

Procedimento: mettere in una pentola il passato di pomodoro con un cucchiaio di basilico tritato,1/2 cucchiaino di pepe e olio, fare soffriggere per alcuni minuti, unite quindi il baccalà pulito, tagliato a pezzi grandi, mettere il coperchio, fare cuocere a fuoco lento per circa 1 ora, mescolando un mestolino di acqua per non fare asciugare il pomodoro, a cottura ultimata aggiungere i peperoni tagliati a filetto, aggiungere il sale ed ultimare la cottura a fuoco basso.

ricetta di Gianni Romano, consiglio del ristorante il Delfino di Montepaone Lido.

Per gustare al meglio i profumi e gli odori della cucina calabrese, occorre qualche piccolo consiglio. seguire le stagioni naturali e non le mode culinarie televisive, la cucina ha bisogna di esaltare i profumi e i colori della stagione in corso, via allora alle verdura invernali, lontani dalle primizie, frutta e verdura innaturali maturati in stufe e senza odori e sapori indispensabili per ottenere una cucina di qualità, buona e economica, non è necessario svenarsi per fare bella figura a tavola con gli amici, quanto vale un piatto povero sì di verdura ma ricco di profumi dimenticati e naturali, torniamo all’antico nel pieno rispetto della tradizione, per rispetto dei nostri nonni, ma soprattutto per il rispetto dello stare a tavola con i sapori calabresi.

Alla prossima ricetta… Gianni Romano.

Vitruvio - Marco Vitruvio Pollione

Giovedì, 28 Dicembre 2006

Sulla vita di Marcus Vitruvius Pollio (Marco Vitruvio Pollione) non si hanno molte notizie. Fu un architetto che svolse la sua opera al comando di Giulio Cesare, dirigendo in qualità di ufficiale alle macchine belliche. Si sa che durante Augusto progettò e costruì la basilica di Fano ed è forse l’unico scrittore latino di architettura la cui opera sia arrivata sino ai giorni nostri. Fu un grande architetto come è possibile rilevare dai richiami alle sue opere che spesso si ritrovano in autori successivi. Scrisse “De architectura” (L’architettura), un trattato in 10 libri pubblicato sotto Augusto (intorno agli anni venti a.C.)  che fu tenuto in grande considerazione durante il rinascimento da Poggio Brocciolini rappresentando la base dell’architettura dell’occidente per alcuni secoli.

Satriano, verso le amministrative: la riflessione di Fabio Guarna

Giovedì, 28 Dicembre 2006

SATRIANO VERSO LE AMMINISTRATIVE OLEUM ED OPERAM PERDIDI

Si intensificano gli incontri per le prossime amministrative satrianesi, continua la produzione di comunicati stampa da parte di movimenti, organizzazioni politiche, associazioni, etc. Molti sperano di trovare il favore di questa o quella coalizione ed essere designati per la candidatura a sindaco.  Insomma, c’è tanta agitazione a Satriano. Al termine tanti, pensando a Plauto,  finiranno col dire “oleum et operam perdidi” (ci ho rimesso l’olio e lo sforzo). Si tratta una espressione che si ritrova nel Poenulus e che si usa dire meditando su lavori duri e impegnativi che non ottengono l’effetto desiderato al termine dei quali spesso al danno si aggiunge la beffa.

Traduzione libera in italiano dal latino - Cicerone - in Catilinam I, 16

Mercoledì, 27 Dicembre 2006

TESTO LATINO

Quotiens tibi iam extorta est ista sica de manibus, quotiens [vero] excidit casu aliquo et elapsa est! [tamen ea carere diutius non potes] quae quidem quibus abs te initiata sacris ac devota sit, nescio, quod eam necesse putas esse in consulis corpore defigere. Nunc vero quae tua est ista vita? Sic enim iam tecum loquar, non ut odio permotus esse videar, quo debeo, sed ut misericordia, quae tibi nulla debetur. Venisti paulo ante in senatum. Quis te ex hac tanta frequentia totque tuis amicis ac necessariis salutavit? Si hoc post hominum memoriam contigit nemini, vocis expectas contumeliam, cum sis gravissimo iudicio taciturnitatis oppressus? Quid, quod adventu tuo ista subsellia vacuefacta sunt, quod omnes consulares, qui tibi persaepe ad caedem constituti fuerunt, simul atque adsedisti, partem istam subselliorum nudam atque inanem reliquerunt, quo tandem animo [hoc] tibi ferundum putas?

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Satriano, l’Udeur plaude a Mastella

Mercoledì, 27 Dicembre 2006

Ritaglio di giornale SATRIANO - L’idea di creare un grande centro dell’On.le Mastella raccoglie viva approvazione da parte dell’Udeur di Satriano che attraverso il coordinatore Emilio Masucci interviene commentando positivamente le dichiarazioni del Ministro di Giustizia. Ma succi, non manca di far comprendere che il percorso di Mastella sia stato già avviato da tempo da parte dell’Udeur satrianese al punto da far pensare che lo stesso Masucci si ritenga un antesignano del percorso politico avviato dal Ministro. Una considerazione che trova peraltro conferma da parte dell’interessato. Il coordinatore Udeur satrianese scrive “questo Coordinamento politico non può che esprimere viva soddisfazione per il riconoscimento della validità della nostra intuizione politico-programmatica in vista delle prossime amministrative, che vedranno impegnato il Partito dei Popolari-Udeur come protagonista non secondario nelle elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale di Satriano. (more…)

Aforisma di Indro Montanelli

Mercoledì, 27 Dicembre 2006

La servitù, in molti casi, non è una violenza dei padroni, ma una tentazione dei servi.

Indro Montanelli

Svetonio

Mercoledì, 27 Dicembre 2006

PERSONAGGI
Gaio Svetonio Tranquillo

Gaio Svetonio Tranquillo (storico romano) nacque intorno al 70 d.C. e apparteneva ad una famiglia di ceto equestre. Fece parte della corte (oggi diremo dello staff) dell’imperatore dell’epoca Adriano divenendo magiser epistolarum ovvero segretario personale. Non si hanno molte notizie sulla sua vita e spesso quelle poche che si trovano non sono certe. Sembra che nel 122 fu allontanato dall’imperatore Adriano e morì intorno fra intorno al   130 d.C. Fra le sue opere ricordiamo. De viris illustribus e  De vita Caesarum. In quest’ultima si narra la vita di Cesare, Augusto, Tiberio , Caligola, Claudio, Nerone , Galba, Otone, Vitellio , Vespasiano, Tito, Domiziano .
Poiché Svetonio faceva parte della corte imperiale, aveva a disposizione molti documenti ufficiali che gli consentirono di completare l’opera, ma il lavoro dello storico romano non si fermò soltanto all’utilizzo di queste fonti in quanto Svetonio si servì anche di testimonianze orali e di scritti dell’epoca non ufficiali.