Archivio della categoria 'Gastronomia'

Sacher Torte

Martedì, 4 Dicembre 2007

Non sapete come si fa? Semplicissimo …  insomma la ricetta originale pare sia custodita nella pasticceria dell’hotel Sacher a Vienna e tutte le altre, compresa quella  che di seguito viene riportata si suppone essere un tentativo di imitazione. Se poi sarà emulazione i viennesi certamente non lo sapranno mai.

Per la pasta:
140 gr Burro
160 gr Zucchero
180 gr Cioccolata fondente
8 tuorli + 8 albumi montati a neve
140 gr farina
100 gr  di marmellata di albicocche (senza bucce)

Preparazione della torta:
A bagno maria far sciogliere la cioccolata. Amalgamare bene burro e zucchero assieme, quindi aggiungere la cioccolata e i tuorli uno alla volta. Aggiungere la farina a poco a poco e gli albumi montati a neve. Amalgamare il tutto.
Versare il composto in una teglia imburrata ed infarinata e far cuocere per 60 minuti a 170°.
Una volta cotta lasciarla raffreddare, farcirla all’interno con uno strato di marmellata e ricoprirla con la glassa al cioccolato.

Per la glassa:
200 gr Zucchero
1/8 di litro d’acqua
150 gr cioccolata fondente
una noce di burro

Preparazione della glassa:
Far sciogliere a bagno maria 150 gr. di cioccolata fondente  e una noce di burro. A parte far sciogliere sul fuoco 200 gr di zucchero e 125 ml di acqua e unirlo poi alla cioccolata fusa. La glassa è pronta.

Se hai trovato utile questa notizia sottoscrivi il feed RSS. Grazie per la visita!

Oppure aggiungi Soverato News alla tua Google Toolbar Soverato News Button. Saranno visibili le ultime 10 notizie inserite.

Ricette, sardine con patate

Mercoledì, 8 Agosto 2007

Una ricetta che si attribuisce alla gastronomia del Marocco è quella delle sardine con patate. Per preparare il buon piatto bisogna disporre di 1 Kg di sardine, 250 grammi di patate, prezzemolo e coriandolo sminuzzato, qualche spicco d’aglio schiacciato, delle uova (1 o 2), un po’ di peperoncino rosso e sale. Si prepara in questo modo. È necessario dapprima fare a squame il pesce rimovendo la testa e le spine. Quindi si apre la sardina e dopo averla pulita la si fa asciugare. Intanto vanno preparate le patate con il prezzemolo, il coriandolo, le uova sbattute e il peperoncino rosso a cui va aggiunto il sale. Una volta conclusa quest’ultima operazione bisogna fare una piccola frittella in modo da poter realizzare un sandwich con due sardine dischiuse che vanno messe distese e infarinate su entrambi i lati per essere fritte in olio caldo.

Birra, bevanda rinfrescante . Bionda o bruna che sia .

Sabato, 4 Agosto 2007

Con l’avvio dell’estate parte anche la voglia di dissetarsi. Fra le tante bevande di rimedio alla sete vogliamo parlarne di una,consumata  in tutte le stagioni, e che durante i mesi caldi mantiene alte le sue richieste. E’ la birra, proprio lei. La bibita (sembra giusto chiamarla così se pensiamo all’idea rinfrescante che si porta dietro durante le stagioni calde) in genere a non alta gradazione alcolica che il vocabolario definisce come “bevanda fermentata che si fa con orzo e luppolo”.  Se pensiamo alla stagione estiva non possiamo non tornare a parlare della birra. Una bevanda che ancora oggi viene spesso associata dai pubblicitari alla donna, in quel binomio birra chiara = bionda e birra scura = bruna che ha sempre colpito la fantasia maschile. Infatti si è passati dalle stupende bellezze di fine secolo alle top model di questi ultimi anni abbinate a splendide coreografie spesso dai colori e motivi estivi, che diventavano oggetto di desiderio del pubblico insieme alla dissetante bevanda. Che sia bionda o che sia scura, la bevanda è sempre rinfrescante. Anche se forse la bionda si presta meglio a dissetare. La birra ha una storia millenaria anche se non si sanno con esattezza le sue origine. Alcuni sostengono sia nata in Mesopotamia , altri in Egitto, altri ancora addirittura a Malta. Di vero c’è  che laddove ci sia produzione di cereali lì si produce birra. La professione di birraio sembra che sia nata in Mesopotamia, mentre in Egitto, la “bionda” veniva considerata cibo e medicina. Per parlare invece di popoli a noi prossimi e per tradizione produttori di vino e non di birra, c’è da segnalare che la Grecia, sebbene non fosse una grande produttrice di questa refrigerante bevanda ne consumava molta di produzione Fenicia, in occasione delle feste dedicate a Demetra, dea delle messi. E di birra se ne faceva uso anche durante i giochi olimpici essendo proibito l’uso del vino. Neanche i Romani erano grandi consumatori di birra anche se qualche famoso personaggio dell’epoca come il governatore della Britannia Agricola fu un convinto sostenitore della bontà della bevanda che era in concorrenza con il vino. Quest’ultima contrapposizione (vino – birra ) continua sino ai giorni nostri, tanto che in Italia all’inizio del ‘900 poiché il consumo di birra andava crescendo si generò la protesta di molti produttori di vino che riuscirono a ottenere dai Governi dell’epoca una serie di leggi a loro favore (citiamo la legge Marescalchi del 1927). Leggi che avevano l’obiettivo di proteggere la produzione del vino a discapito dell’incremento di vendita della birra. In particolare venne richiesta una particolare licenza per la vendita di prodotti a “bassa gradazione alcolica”. Una circostanza che finiva con il limitare la produzione di birra. Tali limitazioni nel corso del tempo con l’incremento della produzione di birra  sono venute meno. Infatti dal 1960 la birra è entrata nell’ordinaria catena alimentare destinata alle famiglie e capita molto spesso vederla sulla tavola degli italiani.

f.g.

Pane e nutella

Lunedì, 11 Giugno 2007

Chi non ha mai assaggiato una bella fetta di pane casereccio con su spalmato cucchiai di nutella a volontà? Pochi. È una ricetta che non tramonta mai e nella sua semplicità regala quel sapore che sin da bambini, gli amanti della nutella, portano con sè come uno dei ricordi più gustosi. Per queste ragioni riteniamo che in mezzo a tante ricette che di tanto in tanto segnaliamo su questo blog, uno spazio non possa non essere dedicato alla strepitosa ricetta “pane e nutella”. Dunque: tagliate una fetta di pane, spalmate la nutella (più ne mettete e più il prodotto diventa buono), quindi assaggiate, gustate lentamente. La linea? Una volta peccato non abbiate rimorsi.
P.S. Una variante potrebbe essere quella di spalmare la nutella su toast appena riscaldati. Ma per adesso proviamo a gustarci una buona fetta di pane e nutella.

Pere alla nutella. Slurp!!

Lunedì, 4 Giugno 2007

Navigando su internet ci siamo imbattuti in una ricetta che ci ha attirato e abbiamo voluto provare. Sono le “pere alla nutella”. Facili da preparare richiedono pochi ingredienti  e poco lavoro. Rispetto alla ricetta che abbiamo trovato su internet abbiamo fatto qualche piccola variazione soprattutto nel senso che abbiamo aggiunto un po’ di nutella in più, rispetto a quanto consigliato. Allora provate a fare quanto di proponiamo: mettete a cuocere due pere per circa 10 minuti in acqua bollente a cui avete aggiunto un po’ di zucchero (acqua zuccherata in sostanza). Quindi sbucciate le pere mentre avete scaldato la nutella in modo da renderla leggermente liquida per potere essere versata nel piatto sulle pere. Sulle due pere dovete versare almeno 4 cucchiai di nutella e al termine guarnite il tutto con la panna montata. Slurp, slurp. Provare per credere.  PS gli ingredienti che abbiamo indicato sono per due persone.

Per amore di un hamburger migliore - For the love of a good burger

Mercoledì, 23 Maggio 2007

“In a world where “burger” most often means a thin piece of meat whose flavor is overwhelmed by ketchup, mustard, pickle or onion, it doesn’t take much effort to make a better one” (in un mondo dove molto spesso hamburger significa una parte sottile di carne il cui sapore è arricchito di ketchup, mostarda, sottaceto e cipolla, non ci vuole molto sforzo per farne uno migliore meglio. Si apre così un articolo di oggi del New York Times dal titolo “for the love of a Good Burger” (per amore di un buon hamburger). Nel pezzo, interessante da leggere viene ben spiegato che per avere un buon hamburger o meglio ancora un buono e sano hamburger sarebbe opportuno fare un’attenta selezione delle carni. Infatti, secondo l’autore dell’articolo (ed è difficile dargli torto), non sempre quando acquistiamo degli hamburger, spesso surgelati, conosciamo bene la carne di provenienza. Potrebbe essere delle migliori specie ma anche di bassa qualità. Quindi, il quotidiano statunitense, prosegue con una serie di suggerimenti delle quali i lettori dovrebbero farne tesoro. E non solo quelli degli Stati Uniti, patria dei “burger”, ma anche quelli Europei che vanno sempre più americanizzandosi nella scelta dei cibi.

Fabio Guarna

ENGLISH

“In a world where “burger” most often means a thin piece of meat whose flavor is overwhelmed by ketchup, mustard, pickle or onion, it doesn’t take much effort to make a better one”. Begins like this an article on New York Times title “for the love of a Good Burger” (per amore di un buon hamburger). The article is very interesting to read.
This articles explains that to have a good burger or a good healthy burger it is opportunable to select meats. Infatc according to the author of the article (It’s difficult to not agree) everytime we buy burgers not always we know where the meats comes from. It could be good or bad quality. The american newspaper continues with a series of hints for the readers to treasure. And not only American readers but European readers too that always follow american food.

Spaghetti aglio, olio e peperoncino

Mercoledì, 25 Aprile 2007

Peperoncini Gli spaghetti aglio, olio e peperoncino sono molto semplici da preparare ed il loro gusto è sempre gradito e apprezzato dai commensali. Di tanto in tanto (diciamo una volta ogni quindici giorni) andrebbero gustati. Immaginiamo di dover preparare spaghetti aglio, olio e peperoncino per quattro persone. Sono necessari due spicchi di aglio, 5 cucchiai di olio di oliva (extravergine preferibilmente), da 1 a 3 peperoncini (dipende dalla voglia di piccante) e 350 grammi di spaghetti. Per la loro preparazione bisogna scaldare l’olio in una padella mentre gli spaghetti in una abbondante acqua salata vengono fatti bollire. In seguito quando l’olio è caldo bisogna aggiungere l’aglio e i peperoncini interi. A questo punto mescolare il tutto fino a quando l’aglio non si sarà imbiondito. Una volta eseguita quest’ultima operazione spegnere il fuoco togliendo il peperoncino dalla padella. In conclusione bisogna scolare gli spaghetti (si consiglia una cottura al dente) e farli saltare per circa mezzo minuto nella padella con l’olio aromatizzato al peperoncino. È consigliabile (diremmo indispensabile per una buona degustazione del piatto) non fare raffreddare l’ottima pietanza prima di servirla.

Olio, vino e peperoncino

Giovedì, 19 Aprile 2007

Bicchiere di vino È importante per l’economia della Regione Calabria promuovere iniziative per valorizzare i prodotti gastronomici tipici. A Roma, nel ristorante Vanni, organizzata dall’Accademia del Peperoncino in collaborazione con Ecoradio si terrà domani una manifestazione dal titolo “olio, vino e peperoncino”. Durante l’iniziativa saranno presentati oli di Calabria e vini della zona di Cosenza.
Spendiamo due brevissime parole su questi alimenti, tipici della dieta mediterranea.
L’olio (ci riferiamo a quello d’oliva) che si produce con la spremitura delle olive è un derivato dal frutto (drupa) che proviene dalla trasformazione dei fiori (mignole) dell’albero di ulivo. Si tratta di una produzione che ha origini nell’area del mediterraneo.
Il vino è una bevanda alcolica che si ottiene facendo fermentare l’uva. In Italia la produzione e il consumo di vino è molto alta e vi sono diverse qualità della bevanda. Fra i vini calabresi ricordiamo il Cirò, il Donnici, il Savuto, il Bivongi, il Greco, lo Scavigna, il Melissa, il Pollino e  il Verbicaro.
Il peperoncino ha una storia molto antica e viene usato in molte regioni d’Italia, fra queste la Calabria i cui piatti tipici sono spesso conditi con del peperoncino. Famosa anche la nduja calabrese.

Gastronomia, i cibi del sesso - ostriche allo champagne

Giovedì, 15 Marzo 2007

Vi piacciono le ostriche? Sì, sono buone e lo sono anche quando si accompagnano a dello champagne. C’è chi dice che lo champagne con le ostriche sia un cibo afrodisiaco. Così come c’è chi sostiene che anche le linguine al pesto siano da annoverare nella lista dei cibi del sesso. Poichè sul nostro blog c’è una sezione gastronomia abbiamo pensato di elencarvi la ricetta “ostriche allo champagne” e gli ingredienti di “linguine al pesto”. Per il resto buon appetito …

OSTRICHE ALLO CHAMPAGNE

In una casseruola mettere un po’ di brodo di pesce ristretto e un bicchiere di champagne. Quindi aprire le ostriche colando il liquido in un setaccio e aggiungerlo alla salsa.Una volta che la salsa è stata ristretta sul fuoco, mettere le ostriche facendole bollire per due minuti circa. Servire il tutto preferibilmente su crostini fritti o biscotti di sesamo.

INGREDIENTI PER IL PIATTO LINGUINE AL PESTO (2/3 persone)

220 gr. di linguine;

pesto con:

10 foglie di basilico molto fresche

mezzo bicchiere di olio d’oliva

20 gr. di parmigiano grattugiato

10 gr. di pinoli

Nota da Slow Food Soverato: la giornata del maiale nero

Venerdì, 16 Febbraio 2007

Minestra di verza con maiale nero Quest’anno, slow food Soverato, in occasione della tradizionale uscita  dedicata al maiale ha organizzato una giornata nella provincia di Cosenza,  abbinando come sempre la degustazione alla conoscenza del territorio nei suoi vari aspetti artistici, culturali ed umani in una splendida giornata conviviale.
Il tutto è stato organizzato con la collaborazione del socio Gaetano Cuglietta che ha contattato il dottor Vincenzo Marrapodi come guida nell’escursione di Fiumefreddo.
Un borgo affascinante, a picco sul Tirreno con un formidabile patrimonio storico ed architettonico. Il gruppo slow food, ha potuto visitare i resti del castello, le sale affrescate dal pittore Fiume e molti scorci particolarmente suggestivi di strade e piazze  su cui affacciano palazzi e chiese con portali e cornici in pietra, finemente lavorati. È stata l’occasione per conoscere anche il sindaco di Fiumefreddo, che ha accolto il gruppo in una sala del palazzo municipale, dove sono custoditi importanti dipinti, invitando i soci slow a ritornare per approfondire la visita in altre occasioni, quando saranno aperte alcune chiese ora in fase di restauro. (more…)