Filed under In Catilinam by Soverato News on novembre 3, 2007 at 08:30
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TESTO LATINO
Atque ego ut vidi, quos maximo furore et scelere esse infiammatos sciebam, eos nobiscum esse et Romae remansisse, in eo omnes dies noctesque consumpsi, ut, quid agerent, quid molirentur, sentirem ac viderem, ut, quoniam auribus vestris propter incredibilem magnitudinem sceleris minorem fidem faceret oratio mea, rem ita comprehenderem, ut
tum demum animis saluti vestrae provideretis, cum oculis maleficium ipsum videretis. Itaque, ut comperi legatos Allobrogum belli Transalpini et tumultus Gallici excitandi causa a P. Lentulo esse sollicitatos, eosque in Galliam ad suos civis eodemque itinere cum litteris mandatisque ad Catilinam esse missos, comitemque iis adiunctum esse T. Volturcium, atque huic esse ad Catilinam datas litteras, facultatem mihi oblatam putavi, ut, quod erat difficillimum, quodque ego semper optabam ab dis inmortalibus, ut tota res non solum
a me, sed etiam a senatu et a vobis manifesto deprehenderetur.
TRADUZIONE LIBERA IN ITALIANO
Ebbene, nel momento in cui ho notato che si trovavano in mezzo a noi, che erano restati a Roma i personaggi più faziosi e violenti, come ben sapevo, ho passato notti e giorni ad osservare segretamente come agissero, cosa organizzassero; vero è che l’immensità del loro crimine non vi avrebbe consentito di credere ai miei discorsi, ho dovuto
beccarli in flagrante affinché voi vedendo con i vostri occhi il loro crimine, avreste finalmente provveduto a salvarvi. A tal punto, non appena sono stato informato che Publio Lentulo aveva tentato di corrompere gli ambasciatori degli Allobrogi affinché facessero
scoppiare una guerra al di là delle Alpi e dei tumulti in Gallia Cisalpina; che questi ambasciatori, con lettere e indicazioni verbali, venivano rimandati dal loro popolo in Gallia, sì, ma per la stessa via che porta a Catilina; che faceva loro strada Tito Volturcio portando
con sé lettere per Catilina, ho ritenuto che mi si era presentata un’occasione unica (difficilissima a ripetersi), ma che ho sempre chiesto agli dei immortali: che tutta la congiura fosse colta in flagranza non solo da me, ma anche da voi e dal Senato
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Filed under In Catilinam by Soverato News on novembre 3, 2007 at 08:28
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TESTO LATINO
Quae quoniam in senatu inlustrata, patefacta, comperta sunt per me, vobis iam exponam breviter, Quirites, ut, et quanta et quam manifesta et qua ratione investigata et comprehensa sint, vos, qui et ignoratis et expectatis, scire possitis. Principio ut Catilina paucis ante diebus erupit ex urbe, cum sceleris sui socios huiusce nefarii belli acerrimos duces Romae reliquisset, semper vigilavi et providi, Quirites, quem ad modum in tantis et tam absconditis insidiis salvi esse possemus. Nam tum, cum ex urbe Catilinam eiciebam (non enim iam vereor huius verbi invidiam, cum illa magis sit tiunenda, quod vivus
exierit), sed tum, cum illum exterminari volebam, aut reliquam coniuratorum manum simul exituram aut eos, qui restitissent, infirmos sine illo ac debiles fore putabam.
TRADUZIONE LIBERA IN ITALIANO
Io ho scoperchiato, messo in evidenza, illustrato ogni cosa in Senato, non ho altro che presentarvi brevemente i fatti, o Quiriti, affinché voi che ne siete all’oscurate e avete desiderio di venirne a conoscenza, possiate valutarne (sapere) l’entità, l’evidenza e in
quale maniera siamo stati investigati e messi sotto controllo. Per prima cosa, non appena Catilina qualche giorno addietro, si è dileguato lasciando a Roma i complici del suo progetto criminale, i capi più spietati di questa guerra nefasta, io, o QUiriti, ho sempre tenuto gli occhi addosso e provveduto alla nostra salvezza, sebbene tra insidie terribili e nascoste. Infatti, quando cercavo di esiliare Catilina (non ho il timore di provocare giudizi sfavorevoli quando uso l’espressione ‘esiliare”; anzi mi rimprovero che Catilina se ne sia
andato vivo), dunque, quando volevo metterlo al bando, ritenevo che tutta la compagine dei congiurati lo avrebbe seguito o che chi restava (a Roma), senza di lui, avrebbe perduto forza e sicurezza.
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Filed under In Catilinam by Soverato News on novembre 3, 2007 at 08:25
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TESTO LATINO
Et si non minus nobis iucundi atque inlustres sunt ii dies, quibus conservamur, quam illi, quibus nascimur, quod salutis certa laetitia est, nascendi incerta condicio, et quod sine sensu nascimur, cum voluptate servamur, profecto, quoniam illum, qui hanc urbem condidit, ad deos inmortalis benivolentia famaque sustulimus, esse apud vos posterosque vestros in honore debebit is, qui eandem hanc urbem conditam amplificatamque servavit. Nam toti urbi, templis, delubris, tectis ac moenibus subiectos prope iam ignis circumdatosque restinximus, idemque gladios in rem publicam destrictos rettudimus
mucronesque eorum a iugulis vestris deiecimus.
TRADUZIONE LIBERA IN ITALIANO
E se il giorno in cui abbiamo la vita salva è meno importante e prezioso per noi del giorno in cui veniamo al mondo, in quanto è sicura la felicità della salvezza, ma incerta la condizione del nascere, e perché nasciamo senza esserne consapevoli, ma ci salviamo con contentezza, dal momento che, per gratitudine abbiamo innalzato al rango degli immortali dei il fondatore di questa stessa urbe, una urbe che si è ingrandita dai tempi della sua fondazione. Avevano quasi ormai appiccato incendi nel circondario (intorno alla città), nei
templi, nei santuari, nelle abitazione, alle mura, li abbiamo estinti, avevano tirato fuori le spade contro la Repubblica, le abbiamo tenute lontane, avevano diretto i pugnali alla vostra gola, li abbiamo buttati a terra.
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Filed under In Catilinam by Soverato News on novembre 3, 2007 at 08:23
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TESTO LATINO
Rem publicam, Quirites, vitamque omnium vestrum bona, fortunas, coniuges liberosque vestros atque hoc domicilium clarissumi imperii, fortunatissimam pulcherrimamque urbem, hodierno die deorum inmortalium summo erga vos amore, laboribus, consiliis, periculis meis e flamma atque ferro ac paene ex faucibus fati ereptam et vobis conservatam ac restitutam videtis.
TRADUZIONE LIBERA IN ITALIANO
È la Repubblica, o Quiriti, è la vita di tutti voi, sono i beni, i patrimoni, le vostri moglie e i vostri figli, è la capitale di un impero in vettà alla gloria, è la citta che giosce della massima fortuna e del massimo benessere, è tutto ciò che, oggi, vedete sottratto al fuoco e al ferro, ormai prossimo alle fauci di un tragico destino, che vedete salvo e a voi riconsegnato grazie alla somma benevolenza che gli dei immortali vi accordano e grazie ai miei sacrifici, alle mie iniziative, ai pericoli che ho fronteggiato.
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Filed under In Catilinam by Soverato News on novembre 3, 2007 at 08:20
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TESTO LATINO
Quae quidem ego neque mea prudentia neque humanis consiliis fretus polliceor vobis, Quirites, sed multis et non dubiis deorum inmortalium significationibus, quibus ego ducibus in hanc spem sententiamque sum ingressus; qui iam non pro cul, ut quondam Solebant, ab externo hoste atque longinquo, sed hic praesentes suo numine atque auxilio sua templa atque urbis tecta defendunt. Quos vos, Quirites, precari, venerari, implorare debetis, ut, quam urbem pulcherrimam florentissimamque esse voluerunt, hanc omnibus hostium copiis terra marique superatis a perditissimorum civium nefario scelere defendant.
TRADUZIONE LIBERA IN ITALIANO
Di questo vi do parola, o Quiriti, esortato non dalla mia ponderatezza o dai consiglio degli uomini, ma da diversi segni ed indiscutibili degli dei immortali, sotto la cui guida mi sono diretto per questa fiducia e per questo intento; essi, con la loro potenza ed il loro aiuto, difendono i propri templi e i tetti dell’urbe non, come un tempo accadeva, da lontano, da nemici esterni e lontani, ma qui presenti. E voi, o Quiriti, dovete pregarli, venerarli, implorarli per difendere, una volta sconfitte tutte le schiere nemica per terra e per
mare, quella città che essi vollero (essere) bellissima e fiorentissima, contro un nefando crimine di cittadini sciaguratissimi.
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Filed under In Catilinam by Soverato News on novembre 3, 2007 at 08:17
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TESTO LATINO
Atque haec omnia sic agentur, Quirites, ut maxumae. res minimo motu, pericula summa nullo tumultu, bellum intestinum ac domesticum post hominum memoriam crudelissimum et maximum me uno togato duce et imperatore sedetur. Quod ego sic administrabo, Quirites, ut, si ullo modo fieri poterit, ne inprobus quidem quisquam in hac urbe poenam sui sceleris sufferat. Sed si vis manifestae audaciae, si inpendens patriae periculum me necessario de hac animi lenitate deduxerit, illud profecto perficiam, quod in tanto et tam insidioso bello vix optandum videtur, ut neque bonus quisquam intereat paucorumque poena vos omnes salvi esse possitis.
TRADUZIONE LIBERA IN ITALIANO
Ed in questo modo, o Quiriti, stanno esattamente le cose. Con trambusti minimi, senza nessun tumulto, una guerra interna e domestica, a memoria d’uomo crudelissima e massima, sarà sedata sotto il mio comando di condottiero togato e di capo. Agirò, o Quiriti,
affinchè per quanto sia possibile, nessun uomo indegno sconti in questa urbe la pena del suo crimine. Ma se la forza di un ardire temerario, se un pericolo imminente sulla Patria avrà eliminato questa larghezza d’animo, immediatamente mi darò da fare affinché in una
guerra così piena di insidie, nessuno uomo onesto perisca e, con la pena di pochi, voi tutti possiate avere la salvezza.
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Filed under In Catilinam by Soverato News on ottobre 13, 2007 at 10:48
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TESTO LATINO
Nunc illos, qui in urbe remanserunt, atque adeo qui contra urbis salutem omniumque vestrum in urbe a Catilina relicti sunt, quamquam sunt hostes, tamen, quia [nati] sunt cives, monitos etiam atque etiam volo. Mea lenitas adhuc si cui solutior visa est, hoc expectavit, ut id, quod latebat, erumperet. Quod reliquum est, iam non possum oblivisci meam hanc esse patriam, me horum esse consulem, mihi aut cum his vivendum aut pro his esse moriendum. Nullus est portis custos, nullus insidiator viae; si qui exire volunt, conivere possum; qui vero se in urbe commoverit, cuius ego non modo factum, sed inceptum ullum conatumve contra patriam deprehendero, sentiet in hac urbe esse consules vigilantis, esse egregios magistratus, esse fortem senatum, esse arma, esse carcerem, quem vindicem nefariorum ac manifestorum scelerum maiores nostri esse voluerunt.
TRADUZIONE LIBERA IN ITALIANO
Ora, desidero, ammonire nuovamente, coloro che sono restati nella città e che sono stati lasciati qui da Catilina per mettere a rischio la vostra salute – nonostante (desidero ammonire) siano (costoro) nemici, ma tuttavia nati cittadini di Roma. La mia indulgenza, se a qualcuno è parsa troppo lieve, aveva l’obiettivo di fare saltare fuori ciò che era latente. Per quanto resta, non posso certo dimenticare che questa è la mia patria, che io sono altresì console di costoro, che a me spetterà o di vivere con loro o di morire per loro. Non ci sono custodi alle porte, nessuna insidia per le strade; se desiderano uscire, posso non accorgermene; chi darà origine ad agitazioni nell’urbe, di cui troncherò qualunque prova, non solo realizzata, ma avviata, sappia che in questa urbe ci sono consoli vigilanti, egregi magistrati, un Senato potente, che ci sono armi, c’è un carcere che vollero i nostri avi per punire gli empi crimini che siano stati colti sul fatto.
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Filed under In Catilinam by Soverato News on ottobre 12, 2007 at 12:25
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TESTO LATINO
Quae cum ita sint, Quirites, vos, quem ad modum iam antea dixi, vestra tecta vigiliis custodiisque defendite; mihi, ut urbi sine vestro motu ac sine ullo tumultu satis esset praesidii, consultum atque provisum est. Coloni omnes municipesque vestri certiores a me facti de hac nocturna excursione Catilinae facile urbes suas finesque defendent; gladiatores, quam sibi ille manum certissimam fore putavit, quamquam animo meliore sunt quam pars patriciorum, potestate tamen nostra continebuntur. Q. Metellus, quem ego hoc prospiciens in agrum Gallicum Picenumque praemisi, aut opprimet hominem aut eius omnis motus conatusque prohibebit. Reliquis autem de rebus constituendis maturandis, agendis iam ad senatum referemus, quem vocari videtis.
TRADUZIONE LIBERA IN ITALIANO
Stando così le cose, o Quiriti, voi, come già vi dissi prima, difendete i vostri tetti (le vostre case) con vigilanti e custodi; per quanto mi riguarda, mi sono preoccupato affinché la città presidiata contro ogni movimento e tumulto contro di voi. Tutti i vostri abitati di coloni ed i municipi, avvisati da me di questa incursione (scorreria) di Catilina, difenderanno senza difficoltà (lett. facilmente) le proprie città e i propri confini; i gladiatori, che egli reputava gli avrebbero dato un grandissimo aiuto (una grandissima mano), sebbene abbiamo coraggio maggiore di quello di parte dei patrizi, saranno contrastati tuttavia dalle mie forze. Quinto Metello, che io ho disposto nell’agro Gallico e Piceno, o schiaccerà l’uomo o di lui fermerà qualsiasi tentativo di movimento. Per tutto il resto da stabilire, da affinare, da effettuare, riferiremo al Senato che sapete essere già convocato.
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Filed under In Catilinam by Soverato News on ottobre 9, 2007 at 12:58
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TESTO LATINO
Sed si omissis his rebus, quibus nos suppeditamur, eget ille, senatu, equitibus Romanis, urbe, aerario, vectigalibus, cuncta Italia, provinciis omnibus, exteris nationibus, si his rebus omissis causas ipsas, quae inter se confligunt, contendere velimus, ex eo ipso, quam valde illi iaceant, intellegere possumus. Ex hac enim parte pudor pugnat, illinc petulantia; hinc pudicitia, illinc stuprum; hinc fides, illinc fraudatio; hinc pietas, illinc scelus; hinc constantia, illinc furor; hinc honestas, illinc turpitudo; hinc continentia, illinc lubido; denique aequitas, temperantia, fortitudo, prudentia, virtutes omnes certant cum iniquitate, luxuria, ignavia, temeritate, cum vitiis omnibus; postremo copia cum egestate, bona ratio cum perdita, mens sana cum amentia, bona denique spes cum omnium rerum desperatione confligit. In eius modi certamine ac proelio nonne, si hominum studia deficiant, di ipsi inmortales cogant ab his praeclarissimis virtutibus tot et tanta vitia superari?
TRADUZIONE LIBERA IN ITALIANO
Ma se noi mettiamo da parte tutto ciò che abbiamo in abbondanza e che gli manca, ovvero il senato, i cavalieri romani, la città, l’erario, le rendite, l’Italia e le nazioni straniere, se mettiamo da parte tutto questo e vogliamo combattere le cause stesse fra di loro in conflitto, proprio da ciò possiamo capire com’essi siano collocati in basso. Infatti, da questa parte (la nostra) combatte il pudore, dall’altra la petulanza; da questa parte la pudicizia e dall’altra l’abuso sessuale; da questa parte la fede, dall’altra la falsità; da questa parte la pietà, dall’altra il delitto; da questa parte la costanza e dall’altra parte la collera; da questa parte l’onestà e da quella parte la disonestà; da questa parte la continenza da quella parte la libidine; in breve, l’equità, la temperanza, la fortezza dello spirito, la prudenza, tutte le virtù combattono contro l’iniquità, la lussuria, l’ignavia, la temerarietà, contro tutti i vizi; ed in conclusione combattono l’abbondanza contro la povertà, la buona ragione contro il delirio, la mente sana contro la demenza, la buona speranza contro l’abbandono della speranza di tutto. In una simile battaglia, se anche venissero meno le azioni degli uomini, gli stessi dei immortali non si adopererebbero per far vincere le più nobili virtù su tanti e siffatti vizi?
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Filed under In Catilinam by Soverato News on ottobre 5, 2007 at 09:30
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TESTO LATINO
O bellum magno opere pertimescendum, cum hanc sit habiturus Catilina scortorum cohortem praetoriam! Instruite nunc, Quirites, contra has tam praeclaras Catilinae copias vestra praesidia vestrosque exercitus. Et primum gladiatori illi confecto et saucio consules imperatoresque vestros opponite; deinde contra illam naufragorum eiectam ac debilitatam manum florem totius Italiae ac robur educite. Iam vero urbes coloniarum ac municipiorum respondebunt Catilinae tumulis silvestribus. Neque ego ceteras copias, ornamenta, praesidia vestra cum illius latronis inopia atque egestate conferre debeo.
TRADUZIONE LIBERA IN ITALIANO
O che guerra preoccupante se Catilina si attornierà di questa serie di effeminati! Mettete in campo dunque, o Quiriti, i vostri presidii e le vostre milizie contro queste sì nobili legioni di Catilina. E in primo luogo, mettete di fronte i vostri consoli e i vostri capi militari (generali) a quel delinquente colpito e ferito; quindi spiegate in ordine di battaglia il fior fiore e la potenza di tutta l’Italia contro quella massa fiacca e debole di naufraghi. In verità, le città delle colonie e dei municipi risponderanno a Catilina dalle alture boscose. Ed io non dovrò associare altri soldati, altri equipaggiamenti, altre armi, innanzi alla povertà e debilitazione di quel mascalzone.
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