L’estate il piacere di leggere aumenta. Sotto un albero al fresco e nel silenzio della campagna è forse il luogo migliore per leggere un libro. Ma molti si abbandonano ad uno scritto sulla spiaggia sotto l’ombrellone o in riva al mare. Ma c’è anche chi legge sotto il climatizzatore gustando di tanto in tanto una bevanda fresca e magari con il computer davanti. Soverato News vi propone una lettura per l’estate. Si tratta di “Satriano 1936 e dintorni” scritto da Vincenzo Guarna e a noi lasciato. Si tratta di un racconto che l’autore ha scritto tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70 (senza peraltro mai pervenire alla sua stesura definitiva) e che, meritamente, a suo dire, egli subito dopo ha confinato in un cassetto dove tuttavia giace probabilmente per sempre. Lo trovate nella sezione di questo sito “Vincenzo Guarna” insieme ad altri scritti dell’autore ma anche per vostra comodità di seguito a questa brevissima presentazione. Si tratta di un racconto, a suo modo, “corale” essendone protagonista - nella seconda metà degli anni ’30 e dintorni (1936-1940) - la comunità di Satriano e, a margine di questa la figura del suo Podestà. Un giovane avvocato, quest’ultimo, autoconfinatosi, senza vera convinzione, nel paese d’origine (destinazione, a sua volta e all’epoca, di veri “confinati” ossia dissidenti politici ovvero antifascisti di piccolo calibro e spessore) dopo un promettente inizio di carriera nella capitale dove si era laureato e aveva frequentato, con qualche positivo riscontro i freschi ambienti intellettuali interessati, soprattutto, alla “nuova arte” del cinema. ….