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Grande attesa per il leader Maximo

Domenico Tirinato SOVERATO – In attesa della visita a Catanzaro di Massimo D’Alema non deve far meraviglia che la base per così dire scalpiti. La voglia di interloquire con l’ex presidente del consiglio è una legittima aspirazione che nello stesso tempo dimostra che esiste un senso di attaccamento al partito dei democratici di sinistra e fiducia nei suoi massimi dirigenti. E così, Domenico Tirinato si affida ad una lettera aperta al presidente dei D.S. in occasione della venuta di quest’ultimo in terra di Calabria. Una lettera che Tirinato si preoccuperà di consegnare a Massimo D’Alema al momento del suo arrivo e che per adesso affida ai giornalisti al fine di sensibilizzare i tanti iscritti dei D.S. Scrive Tirinato, stimato medico del basso jonio che in passato ha lanciato provocatoriamente la sua disponibilità a candidarsi a deputato nel collegio del basso-jonio per animare un dibattito politico all’interno del centro-sinistra troppo chiuso, a suo dire, nelle segreterie. Un dibattito da aperto al contributo e alla partecipazione della base e della società civile in genere. “Caro D’Alema, scrive dunque Tirinato, ho sentito che il 21 novembre dovresti essere a Catanzaro. È una buona notizia. E per l’interesse che sai suscitare nel panorama politico italiano e soprattutto perché mi piace pensare che vuoi renderti conto di ciò che sta succedendo da noi nella provincia di Catanzaro. La mia lettera – prosegue l’esponente politico – non ha alcuna pretesa né di suggerire né di continuare un pensiero originale e nuovo; vuole solo riaffermare la necessità del dialogo come strumento per far conoscere idee, pensieri, sentimenti, spesso condivisi ma raramente espressi, soggiogati come siamo dallo scetticismo e sfiducia verso chi dovrebbe essere nostro interlocutore”. Dopo questa premessa, Tirinato dichiara di scrivere all’ex presidente del consiglio sentendolo un suo interlocutore al fine di rappresentargli una sorta di disagio all’interno del partito che sembrerebbe essere avvertito da molti. Un disagio che però secondo l’uomo della base diessina sarebbe pari nello stare fuori dal partito. “Mi chiedo – continua dunque Tirinato – come superare questa condizione e recuperare l’attaccamento al partito. Gioverebbe di più alla mia causa protestare contro le scelte elettorali suicide e contraddittorie volute dal partito, o meglio dai suoi vertici, o chiedere allo stomaco un supplemento di lavoro per digerire il tutto. Sarebbe meglio – si interroga Tirinato – tacere sui conflitti sociali scaricati all’interno delle sezioni da personaggi ormai con poco credito o denunciare impietosamente quanto sta avvenendo? È meglio – prosegue l’esponente diessino – condividere con la federazione impegni amministrativi ora a fianco di alleanza nazionale ora con forza italia ora senza la margherita ora col centro ….. per il mantenimento di una identità riconoscibile in piena coerenza con quanto si dice e si crede?” Dopo avere stigmatizzato, dunque, alcune scelte in tema di alleanze, Tirinato sposta il tiro sulle candidature e chiede a D’Alema se è possibile accettare come ineluttabile che le candidature piovano dall’alto piuttosto che ricercare un metodo più dignitoso e rispettoso di tutti. Molte di queste cose potrebbero non levare il disagio o mantenerlo. A questo punto, il protocollo – conclude Tirinato – prevederebbe un pensiero costruttivo, una sintesi saggia almeno per attenuare il taglio critico della mia esposizione. Ma la statura del personaggio a cui ci siamo rivolti è tale che anche una involontaria tentazione di farlo sarebbe fuori posto. Ci piace pensare che il pensiero di novità espresso in questi ultimi tempi da più parti si allarghi e si consolidi perché saremo in tantissimi a scrivere, a chiedere, a protestare e sperare, ad impegnarci”.

Fabio Guarna (Il Quotidiano della Calabria)

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