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PRG Soverato – La lettera di Matteo Caridi al presidente del consiglio comunale. Proposta di un consiglio informale

SOVERATO – È stato candidato a Sindaco di Soverato nella tornata elettorale amministrativa nel 1993 vinta dalla lista concorrente intitolata Pedalando Volare mentre per anni era stato consigliere comunale, assessore ed esponente di spicco dei governi cittadini a maggioranza democristiana. Non ha mai smesso di interessarsi dei problemi cittadini e ora nell’attuale dibattito sulla variante al prg interviene con la nota che qui di seguito riportiamo indirizzata al presidente del consiglio comunale della città e affidata per la sua diffusione agli organi di stampa locale. La nota dai toni composti e propositivi potrebbe rappresentare un utile spunto di riflessione per l’intero consiglio comunale nell’impasse in cui al momento pare si stia muovendo. Scrive Matteo Caridi “L’urbanistica non è tutto” sostiene il noto urbanista Prof. Benevolo ma nella gestione degli Enti Locali rappresenta quasi sempre la spia di una situazione complessiva e suggerisce serie considerazioni generali. Il rinnovamento, che tutti hanno promesso e promettono, dovrebbe riguardare gli obiettivi delle scelte politiche piuttosto che gli strumenti organizzativi in quanto quest’ultimi possono costituire, qualche volta, un comodo alibi per evitare le scelte medesime e per indirizzarle senza assumere doverose responsabilità politiche. Del resto il passaggio dalla democrazia “verticale”, nella quale l’impulso alla partecipazione veniva dai partiti, in grado comunque di incanalare anche la partecipazione generata al loro esterno, a quella attuale che si può definire “orizzontale”, in quanto determina un rapporto diretto con i gruppi-cittadini ed anche i partiti, quest’ultimi non più attori principali della partecipazione e della decisione, richiede una maggiore attenzione e un forte controllo per evitare scelte “oligarchiche”, anche in buona fede, che possono procurare seri danni per la collettività difficilmente recuperabili nel breve periodo. Una scelta urbanistica generale è un problema pubblico che non può certamente penalizzare il cittadino che reclama a suo favore il diritto all’informazione ed al controllo sulle scelte di fondo del rappresentante che ha mandato al governo della propria città! Tutto ciò si realizza in un consesso politico istituzionale soltanto se la ragionevolezza si fa strada, evitando lo scontro verbale e le tautologiche discussioni di esclusivo ordine giuridico. A tal proposito le presunte incompatibilità dei consiglieri comunali in sede di adozione dello strumento urbanistico, incompatibilità che devono essere evidenziate, chiarite e valutate e non soltanto annunciate, possono non interessare compiutamente il cittadini; tutte le diatribe di ordine tecnico-giuridico, spesso inconferenti e deboli, potrebbero essere in questa fase accantonate portando il PRG al vaglio di un consiglio comunale “informale” che dovrebbe registrare una chiara espressione e scelta da parte dei singoli rappresentanti del popolo come atto dovuto nei confronti dell’elettore. Tale fase di reale partecipazione e di manifestazione di un diritto e di un dovere a carico dell’amministratore pubblico potrebbe anche avere un epilogo esclusivamente politico, senza assunzione di responsabilità di altro genere, ma rafforzerebbe la dignità dell’intero consiglio comunale e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nella politica. Quest’ultima non può e non deve mai essere “commissariata” quando deve dare voce alla gente! La ringrazio per l’attenzione che vorrà dedicare a questa mia modesta considerazione.”

Fabio Guarna

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