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Soverato, la variante di piano deve tornare in consiglio

Parola di Franco Caruso dirigente della Margherita che spiega il perché e dà un giudizio sull’attuale amministrazione.

SOVERATO – “Norberto Bobbio, ultimo filosofo della libertà, uno dei pochi intellettuali capace di uscire dal mondo accademico e accettare il confronto con il mondo politico ripeteva – come è stato ricordato nei giorni scorsi – con grande autorevolezza, che per fare un governo, un’amministrazione purchessia, basta una costituzione, un programma, un candidato, ma per fare un buon governo, una buona amministrazione, occorrono tutti i giorni, buoni governanti e amministratori, buoni leggi e decisioni”. Comincia così l’intervista a Franco Caruso, dirigente della margherita e impegnato nell’agone politico soveratese. L’esponente politico del centro sinistra prosegue: “Giorgio La Pira, il grande giurista e uomo politico, assai noto in tutto il mondo per le sue tesi sociali di ispirazione cristiana e per le iniziative di pace com’è stato pure ripetuto in sua memoria non si stancava di riaffermare che senza una visione alta e nobile della storia e della politica non serve governare e amministrare le comunità, le quali ricercano nei buoni progetti e nei grandi programmi, una spinta, una forza di coesione e unità, per fare sviluppo e progresso, altrimenti restano deluse e smarrite”.

Perché ricorda uomini tanto illustri e importanti?

Perché la recente scomparsa di Bobbio e il significativo ricordo di La Pira hanno richiamato alla memoria insegnamenti che è necessario non dimenticare e che conviene mettere in pratica nell’attività politico amministrativa quotidiana, da parte di ognuno di noi, a tutti i livelli di impegno.

Anche quando si discute di giusta e corretta interpretazione dell’ordinamento degli enti locali e del regolamento del Comune di Soverato con riferimento alla presentazione in consiglio comunale della variante di PRG?

Certamente sì; e in modo concreto e importante. Proprio perché sulla questione il confronto, in verità, è su due modi contrapposti di intendere la democrazia e la buona amministrazione della città e del comprensorio.

Può chiarire meglio?

Vorrei dire definitivamente che la discussione sulla variante del PRG deve tornare in consiglio comunale, organismo democratico insuperabile della comunità; perché soltanto in un’assemblea eletta potranno essere verificati da cittadini la validità o meno della proposta dell’amministrazione e di ogni progetto alternativo. E soprattutto, come insegnava Bobbio e La Pira, la sussistenza, in ogni altro disegno alternativo, di idee valide ed efficaci, capaci di creare una coesione autentica dell’intera comunità, una speranza e una forte spinta propulsiva per lo sviluppo e un futuro migliore.

La variante di Piano, anche come occasione di ricerca di unità della comunità?

Infatti: l’occasione di deliberare su un atto tanto significativo perderebbe ogni importanza, anzi, porterebbe finanche danni gravissimi in mancanza di un effetto di forte coesione e di unità dei cittadini, ossia di un entusiasmo collettivo inteso a realizzare un vero progetto di sviluppo e progresso, e, dunque, attraverso un processo di rinnovamento economico, sociale e culturale, una migliore visibilità collettiva.

Nell’attuale progetto, dunque, a suo parere non c’è nulla di tutto questo?

Soltanto cose vecchie e superate, che non interessano i cittadini che hanno voglia di fare cose nuove e valide, uniti su un programma condiviso importante, e democraticamente discusso e accettato. Un programma che susciti le migliori iniziative e determini sviluppo in sintonia con le più valide forze sociali imprenditoriali, economiche e culturali, capaci di coinvolgere quanti più soggetti è possibile. Pensare di fare turismo, con la semplice e vana previsione in piano, di aree destinate ad alberghi, è una illusione non soltanto vana, ma che potrebbe rivelarsi dannosa per la città in tanti modi. Pensare che l’ambiente e le bellezze del posto e lo slogan “Soverato Città dello Sport”, bastano da sole ad attirare investimenti tanto rilevanti è un vero miraggio che tutti riconoscono. Pensare di destinare a residenziale, a città giardino, aree così ubicate prive di urbanizzazione è quasi follia.

Può allora proporre eventuali disegni alternativi?

Il programma di fabbricazione di tanti anni addietro, rispondeva giustamente, e, bene, al bisogno della casa, di tanti cittadini operosi e di intere famiglie che dai paesi del comprensorio chiedevano di trasferirsi a Soverato, in un habitat urbano ricco di potenzialità e con sufficienti servizi. Il PRG approvato più di dieci anni addietro, puntava a potenziare la vocazione turistica, commerciale e di servizi di Soverato, intorno al verde e al lungomare già realizzati, con grande intuizione politica, da Antonino Calabretta. Ora si tratta di ricercare una nuova idea valida e seria per lo sviluppo attuale della città, secondo le migliori regole urbanistiche e nel rispetto del’ambiente. A mio parere la variante, per creare sviluppo e suscitare iniziative e consistenti investimenti, deve disegnare un’area importante destinata a parco dello sport e della salute, e intorno a questa idea, che potrà dare una moderna identità alla Città, sarà possibile attirare tanta gente, investimenti e finanziamenti, quindi alberghi, e, nuovi ampi spazi a verde, che soltanto l’ambiente non attira più, da solo.

Vuole dare un giudizio sull’attuale amministrazione?

Ho risposto alla domanda. C’è affanno e confusione progettuale negli atti e nei comportamenti degli amministratori; incapacità di dialogo con i cittadini, ancor più evidenti, a causa dell’insofferenza dei partiti della casa delle libertà di confrontarsi con i partiti del centrosinistra. I quali invece sono pronti e disponibili al confronto sui temi importanti ed attuali della realtà comunale. Pronti cioè a presentare proposte alternative e valide per il futuro. Senza mai omettere di ricercare la partecipazione e il coinvolgimento delle forze sociali, economiche culturali e civili più sane e impegnate, essenziali per la realizzazione di un programma di sviluppo reale e collettivo.

Fabio Guarna

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