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Frank Voci cittadino americano contesta quelle scritte

Frank Voci Scritte inneggianti al terrorismo FRANK VOCI CITTADINO AMERICANO CONTESTA QUELLE SCRITTE SUI MURI ORMAI DA PIU’ DI UN ANNO PRESENTI CHE INNEGGIANO A BIN LADEL “CHE L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI SOVERATO SI SBRIGHI A RIMUOVERLE”

SOVERATO – Frank Voci è nato negli Stati Uniti, a Boston. Ma in questo caso sarebbe meglio dire: “born in the USA”. Frank negli States ha vissuto gran parte della sua vita (attualmente risiede a Montepaone) e non ha mai dimenticato di essere cittadino americano. E così resta particolarmente amareggiato quando vede scritte inneggianti al terrorismo come quelle da diverso tempo in evidenza sul muro adiacente il nosocomio soveratese. Messaggi presenti da più di un anno e che nell’aprile 2003 erano stati pubblicamente denunciati attraverso questo colonne dal sindaco di Satriano, Domenico Battaglia, medico presso il complesso ospedaliero di Soverato. Frank nel complimentarsi con “Il Quotidiano” e con il primo cittadino di Satriano per la sensibilità e tempestività avuta nello stigmatizzare una simile ignobile azione manifesta tutta la sua amarezza in una lettera che affida ai mass media. “Scritte vergognose – scrive Frank Voci – che fanno male e che feriscono i sentimenti di tutti coloro che come me, in quanto statunitensi amano gli USA e soprattutto coloro che hanno perso i propri cari nella terrificante e mostruosa strage dell’11 settembre 2001 alle twin towers”. Ed a proposito delle vittime di quel terribile giorno, è utile ricordare, che fu proprio una di quelle che spinse il sindaco di Satriano a sollevare la questione per quelle indecenti scritte. Il primo cittadino satrianese, compaesano di Joe Riverso, infatti si sentì particolarmente colpito da quelle frasi impresse sul muro accanto l’ospedale, stante la drammatica vicenda che aveva colpito molto da vicino la collettività satrianese. Joe, infatti, figlio di Satrianesi (Raffaele Riverso e Teresina Zangari), si trovava al 104° piano delle torri gemelle quel terribile 11 settembre e da allora non fece più ritorno a casa. “Mi riempio di rabbia – prosegue nella missiva Frank – quando mi reco in prossimità dell’ospedale di Soverato e osservo quelle scritte spaventose ed intollerabili che esaltano le stragi dell’11 settembre. Qui – sottolinea Voci – non si tratta di essere a favore o contro gli Stati Uniti. A mio parere, gli autori di quelle frasi rivelano una fragilità psichica e una stoltezza non indifferente. Il dissenso nei confronti di George Bush non può produrre simili azioni e mi auguro che la sinistra italiana non certo allineata alle posizioni dell’attuale presidente americano, sappia isolare gli autori di queste scritte”. Fin qui la missiva di Frank assume un tono di rammarico che si estende anche nei confronti dell’amministrazione comunale di Soverato nella persona del sindaco Mancini per non avere provveduto in tempi rapidi a rimuovere quelle scritte. E Frank si lamenta anche con i responsabili dell’amministrazione ospedaliera per essere rimasti incuranti di questo stato di cose. “Infine – conclude nella nota Frank – lancio un appello e mi faccio portavoce di tutti coloro che sono come me cittadini americani che vivono lontano dalla propria amata patria: rimuovete al più presto quello scempio”. Insomma una chiara nota dai toni patriottici che non poteva non concludersi da parte di Frank con un lapidario :”God Bless the United States of America”.

Fabio Guarna

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