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Sembra rientrato l'allarme mucillagine

SOVERATO – Sembra rientrato, almeno in parte, l’allarme mucillagine che per più di un mese ha creato difficoltà ai pescatori del basso jonio catanzarese nell’esercizio della pesca. Il fenomeno che gli operatori del mare sono soliti chiamare da queste parti “mucciu” pare abbia ridotto la sua azione e il rischio di imbattersi in questa curiosa sostanza appiccicosa che affonda le reti e le rende inefficaci, sta scemando. La conferma arriva da alcuni pescatori della cittadina jonica i quali si dichiarano ottimisti sull’evoluzione del fenomeno che, a loro dire, sembra stia riducendosi di giorno in giorno. Naturalmente prima di poter dire che il fenomeno che ha colpito (meglio sta colpendo) la costa del soveratese sia stato quello della “mucillagine” è necessario aspettare notizie ufficiali diramate da chi di dovere. Del resto, dalla descrizione dei pescatori che parlano di una sostanza gelatinosa che fa affondare le reti, c’è da pensare che si tratti proprio di questi mucopolisaccaridi (zuccheri complessi) i quali hanno come effetto quello di disturbare l’attività della pesca, appesantendo le reti fino ad arrivare a creare problemi ai motori delle imbarcazioni intasandone i filtri. In genere è il mare Adriatico il teatro di queste manifestazioni e non si può escludere la provenienza della mucillagine proprio da quelle zone a causa delle correnti. Si tratta di un’aggregazione di sostanze di natura organica che generalmente si disciolgono nelle acque. Spesso però questo non avviene ed esse si trasformano in enormi strisce galleggianti. Una eventualità molto remota per le coste soveratesi, sebbene sia stata temuta sino a qualche giorno addietro dopo le dichiarazioni di Fabio Menin, presidente del wwf Calabria, che, facendo riferimento ad alcune rilevazioni dell’Arpacal, ha fatto notare come già l’alto jonio sia stato colpito dal fenomeno. Ora bisognerà aspettare. Come è noto il fenomeno “mucillagine” allorché nel recente passato ha colpito le coste del medio Adriatico, tra cui quelle di Rimini e dintorni, ha arrecato gravi danni ai pescatori e ha nuociuto seriamente alla stagione turistica che da quelle parti è particolarmente numerosa e vivace. Non pare, almeno al momento, che le coste del soveratese corrano analoghi rischi.

Fabio Guarna

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