Lo stress

Chi l’ha detto che lo stress fa solo male? In realtà, è la risposta che ogni persona mette in atto nei confronti dei stimoli esterni. È, cioè, la capacità dell’organismo di adattarsi all’ambiente circostante e di reagire e/o reggere(o meno) alle richieste esterne. Si può parlare, quindi, di stress buono quando l’adattamento è percepito come qualcosa di positivo. Ciò accade, per esempio, durante la fase dell’innamoramento oppure quando quando l’adrenalina sale e permette di:

tenere alta la concentrazione;
aumentare la velocità di concentrazione;
accrescere le proprie capacità professionali;
affrontare le situazioni d’emergenza.

In questi casi, lo stress acuto è una risorsa, cioè una condizione momentanea, favorevole e del tutto normale.


SE DIVENTA CRONICO

Quando, però, la tensione è troppo intensa e prolungata nel tempo e l’organismo non riesce più ad adattarsi, si parla stress cronico, ciò comporta:

uno stato di allarme continuo, anche in assenza di reali stimoli esterni forti: una persona, cioè, pur trovandosi a riposo fisico e mentale, ha segnali interni di attivazione che le impediscono di essere calma;
reazioni psicosomatiche, cioè disturbi che interessano il corpo e la psiche.

Lo stress non è mai legato a un’unica causa: piuttosto è responsabile di una concomitanza di fattori che, coinvolgendo il sistema nervoso, possono influenzare le condizioni sia fisiche sia psichiche dell’organismo.
IL SISTEMA ENDOCRINO

Le reazioni di stress, utili fino a una certa soglia, quando sono incessanti e sproporzionate, possono causare scompensi e intaccare i meccanismi che regolano il sistema:

endocrino, che sovrintende alla produzione di ormoni;
nervoso;
immunitario, cioè di difesa dell’organismo.

Il sistema endocrino, se sottoposto a un forte stress, stimola la produzione di:

adrenalina e noradrenalina, ormoni prodotti dalle ghiandole surreali (poste sopra i reni) che accelerano il battito del cuore, aumentano la la pressione del sangue e mettono l’organismo in un continuo stato di veglia;
prolattina, il cui eccesso può determinare aumento di peso, sbalzi di umore e alterazioni del ciclo mestruale,
ormoni tiroidei, la cui produzione eccessiva può accelerare il metabolismo degli alimenti.
IL SISTEMA NERVOSO

È innegabile anche l’azione dello stress sul sistema nervoso, in particolare su quello:

simpatico;
parasimpatico;
Gaba.

Il sistema simpatico esplica una funzione eccitatoria, interviene durante il giorno e prepara l’organismo ad affrontare situazioni di tensione. Accelera il battito del cuore, aumenta il livello d’attenzione, determina le contrazioni dei muscoli e favorisce lo stato d’allerta. Il sistema parasimpatico entra in azione di notte, ristabilisce l’energia ed esercita un’azione di rilassamento. Il Gaba, infine, ha la funzione di controbilanciare l’eccessivo lavoro del sistema simpatico. Lo stress agisce:

stimolando eccessivamente il sistema nervoso simpatico;
inibendo l’azione di bilanciamento tipica del sistema parasimpatico e del Gaba.
IL SISTEMA DI DIFESA

la conseguenza di uno stress cronico può minare anche il sistema di difesa naturale dell’organismo e determinare una maggiore maggiore sensibilità alle malattie, in particolare alle:

influenze;
infezioni come l’herpes delle labbra o l’herpes zoster (più comunemente noto come fuoco di Sant’Antonio);
infezioni da funghi, come per esempio la candidosi (infezione causata da funghi del genere “Candida Albicans”, che si manifestano nella vagina e nel cavo orale).

LAVORO

Il sovraffaticamento cronico può dipendere dal contesto lavorativo, nel caso in cui si svolga una professione che richiede grandi prestazioni ed enormi responsabilità. A logorare può anche essere:

una nuova organizzazione del lavoro;
un esubero di personale, che deve essere smaltito,
la tensione psicologica esercitata da un capo oppure creata dai colleghi.
PERSONALE

Nella sfera privata possono costituire un’enorme fonte di stress:

Il trasloco o il trasferimento in un’altra città;
le delusioni amorose;
la nascita di un figlio;
le tensioni familiari;
il divorzio;
la malattia di un familiare oppure un lutto.
QUESTIONE DI STILE

In molti casi, per ridurre lo stato di malessere basta:

mangiare a orari regolari e preferire una diate ricca ed equilibrata, che escluda grassi animali e superalcolici;
dedicare qualche ora all’attività fisica e al benessere, concedendosi un po’ di tempo per al sauna, il bagno turco e l’idromassaggio.

Studi recenti hanno dimostrato che recitare un mantra (cioè le frasi sacre della tradizione orientale) oppure il rosario produce effetti benefici sull’organismo: regolarizza la respirazione, riduce la pressione sanguigna, normalizza il battito del cuore, abbassa i livelli di colesterolo e, dunque, agisce direttamente sullo stress.

I SEGNALI DEL CORPO E DELLA MENTE

SINTOMI FISICI

Insonnia, che può manifestarsi con difficoltà ad addormentarsi oppure con continui risvegli notturni.

Dolori cervicali e alle vertebre dorsali, con rigidità del collo e contrazione delle spalle.

Mal di schiena, specialmente nella zona lombare a causa della continua contrazione dei muscoli o per via dell’assunzione di posizioni sbagliate.

Nausea.

Mal di testa dovuto a tensioni.

Sindrome del colon irritabile.

pressione alta.

Disturbi a carico del cuore fino ad arrivare all’infarto.

Gastrite che, a causa di un’eccessiva produzione di succhi gastrici, comporta acidità di stomaco, bruciori e difficoltà nella digestione.

Malattie della pelle come acne, psoriasi, dermatiti, iperidrosi.

Alterazione del ciclo mestruale fino alla scomparsa delle mestruazioni (amenorrea) con conseguente infertilità.

Diabete.

Obesità.

Impotenza.
DISAGI PSICOLOGICI

Depressione e ansia.
Livello di attenzione eccessivamente alto.
Difficoltà di concentrazione.
Alterazione dell’umore: a momenti di euforia si alternano momenti di grande tristezza.
Disturbi del comportamento alimentare: mancanza di appetito o bisogno compulsivo di ingerire cibo.
Stanchezza.
Irritabilità accompagnata da eccessi di rabbia.
Esaurimento.
Attacchi di panico.

COME RILASSARSI

Tra le armi più valide contro lo stress gli esperti consigliano:

– il training autogeno che si fonda su un costante esercizio di concentrazione e sulla ripetizione di formule, quali: “sono calmo”, “sono rilassato”, che permettono alla persona di isolarsi, recuperare la calma, sciogliere i muscoli e predisporsi anche al sonno;

– il training respiratorio, simile a quello autogeno ma che punta soltanto sulla respirazione con il diaframma, un muscolo piatto che separa gli organi addominali dai polmoni. Se usato in modo volontario, rende più profonda l’espirazione e migliora l’ossigenazione di tutto l’organismo. La maggior parte delle persone, specie se sotto stress, respira in modo rapido e superficiale. È possibile ottenere risultati già dalla prima seduta.

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