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Il presidio Slow Food della Soppressata di Decollatura al Salone del Gusto di Torino

È stato presentato il primo presidio slow food della provincia di catanzaro al lingotto- salone del gusto di slow Food Torino.
Nella via dei salumi è stato allestito lo stand, che ha visto una numerosa ed interessata partecipazione del pubblico presente, che ha apprezzato il gusto della particolare Soppressata, unica nel suo genere per le particolarità di provenienza dei suini (tutti autoctoni) e per la lavorazione rigorosamente fatta artigianalmente.
Con la presentazione al Salone del Gusto, si segna una tappa importante nella storia di questo salume, presente a Decollatura e nel territorio del Reventino, negli scorsi anni portato all’attenzione con l’istituzione di Un’Accademia della soppressata di Decollatura.
La provincia di Catanzaro, la comunità Montana ed il comune di Decollatura sono i sostenitori fiananziari del presidio la cui responsabile è Marisa Gigliotti, fiduciaria Slow Food.
Il Presidio, nell’ottica Slow food è un progetto concreto per la salvaguardia della biodiversità, di prodotti che sono realizzati in quantità limitate ed artigianali, da aziende agricole o di trasformazione di piccole dimensioni .
Nel nostro caso è stata individuata un’area di produzione della Soppressata che coincide con i territori di alcuni comuni del Reventino tra cui Decollatura, Serrastretta, Cicala, dove si produce la soppressata secondo una tradizione che la rende unica in Calabria.
Le sue caratteristiche sono merito della qualità dei suini, allevati in casa con la vrodata (gli avanzi della cucina), con ghiande,castagne, crusca, erbe selvatiche, mele, pere, fichi, secondo le stagioni.
Le carni magre delle cosce e dei filetti, mescolate al grasso del collo,si riducono a tocchetti e si impastano a lungo con sale e salsa di peperoni, ottenuta dai peperoni rossi di Pizzo Calabro (pizzitani) sbollentati, passati al setaccio e quindi addensati con una rapida cottura. La carne così conzata riposa una notte per essere pazientemente insaccata nelle budella del maiale stesso.
La lavorazione e la stagionatura conferiscono un’altra particolarità a questa soppressata che è la lacrima che fa l’eccellenza di questo prodotto.
L’obiettivo del Presidio è incentivare i piccoli allevamenti locali di suini e mettere a norma alcuni piccoli produttori che, al momento, producono essenzialmente per autoconsumo. Il progetto prevede l’inserimento del Presidio nelle pubblicazioni Slow food, nella partecipazione agli eventi fieristici,
nella segnalazione per le cene, nell’assistenza per la definizione del disciplinare di produzione.
Oltre che nello stand il presidio è stato presentato dalla responsabile Marisa Gigliotti nella sala stampa del Lingotto, durante la presentazione del nuovo libro “I presidi Italiani” dell’edizione Slow food editore che annovera 200 presidi.

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