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L'appello di alcuni medici del nosocomio di Soverato per una migliore gestione dell'assistenza emergenziale

SOVERATO – La sanità deve essere al servizio dei pazienti e garantire nel migliore dei modi la tutela della loro salute. Per organizzare la grande macchina della sanità pubblica è necessario organizzare nel migliore dei modi i reparti, valorizzando e nel contempo ottimizzando al massimo le risorse umane. Occhi puntati dunque, in questo caso, sugli organici del personale medico e sugli effetti che un loro possibile ridimensionamento o inefficace distribuzione di mansioni potrebbe produrre sull’utenza. È questo il motivo che ha spinto i i medici dell’U.O del P.O. di Soverato ad armarsi di carta e penna per lanciare le loro proposte al fine di migliorare le prestazioni sanitarie in alcuni settori di loro pertinenza. In una lettera, consegnata agli organi di stampa e inviata al direttore generale dell’Asl 7 di Catanzaro e per conoscenza al direttore sanitario e amministrativo i medici Pregoni, Raffaele Mancini, Serenella Mancini, Ruggio, Griffo e Salatino chiedono “che con decorrenza immediata venga istituito il servizio cardiologico pomeridiano e la reperibilità cardiologica notturna e festiva”. Le motivazioni addotte dagli scriventi partono dalla considerazione “che i sanitari assegnati al servizio di cardiologia sono ormai in numero di tre unità e che tale richiesta si fonda sulla necessità più volte evidenziata di assicurare prestazioni adeguate ai malati afferenti al P.S. e degenti nei vari reparti, come è nel loro diritto”. Secondo i medici in questa maniera “le tre unità mediche del servizio di cardiologia coprirebbero per intero i trenta gioni mensili senza esuberare il numero previsto dalla legge”. In questo modo inoltre – nel caso “ricorressero reperibilità aggiuntive queste sarebbero assicurate dai due dirigenti di medicina firmatari del contratto aziendale di cardiologia”. Facendo riferimento all’organico dell’U.O. di medicina gli scriventi segnalano che allo stato attuale questa è inferiore di due unità chiamate ad altre funzioni rispetto a quanto in passato l’azienda sanitaria aveva stabilito. In particolare restano in servizio sei unità dirigenziali più un direttore facente funzioni rispetto alle otto precedenti. Per tutti questi motivi i medici dell’U.O. – si legge in conclusione – invitano i destinatari della missiva, “ad integrare al più presto le unità mediche mancanti considerato che il carico di lavoro è rimasto invariato, o in alternativa, a ridurre i posti letto proporzionalmente alla dotazione medica e infermieristica attuale”. La missiva, infine puntualizza che “i medici dell’U.O. di medicina non firmatari del contratto di cardiologia, si riservano la facoltà di richiedere ufficialmente, allorché contattati per patologia cardiologica, l’intervento di un cardiologo del servizio di cardiologia nelle more di una migliore qualità del servizio offerto e dei diritti inalienabili del malato”. A questo punto si attendono le decisioni dell’azienda che avrà modo di valutare, in un’ottica complessiva di migliore efficienza dei servizi sanitari, la proposta dei medici.

Fabio Guarna (Fonte: Il Quotidiano della Calabria)

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