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Il consigliere Borrello (Ap-Udeur) scrive al presidente della Regione e chiede che si applichi la legge 7/2004 Occhi puntati sul medico di famiglia

Occhi puntati sul distretto sanitario di Soverato del consigliere regionale Antonio Borrello (Ap-Udeur) in merito alla normativa che regola la scelta del medico di famiglia e l’istituzione di nuovi studi ambulatoriali. Secondo Borrello che con un’interrogazione si è rivolto al presidente della Giunta regionale e all’assessore alla Sanità, «con legge elettorale del 2003 n. 30 veniva individuato nel territorio del distretto sanitario di Soverato, l’ambito entro il quale i cittadini potevano operare la scelta del medico di fiducia e si consentiva a questi ultimi di aprire nuovi studi ambulatoriali in comuni diversi». Tale norma, spiega Borrello, veniva successivamente abrogata con la legge regionale n.7 del 2004 e «si dichiaravano nulli tutti gli effetti prodotti dalla norma previgente». Secondo Borrello, il distretto sanitario di Soverato «ha inteso inopinatamente dare esecuzione alla legge del 2003 senza neanche attendere la necessaria modifica dell’atto aziendale che avrebbe dovuto recepire la novità legislativa». Non solo. Secondo l’esponente politico, il distretto sanitario di Soverato, dopo la modifica, si è mosso nella direzione di bloccare ogni nuova iniziativa, ma ha omesso di rendere nulle quelle previste dalla legge previgente. Si tratta di uno stato di cose che ha lasciato molto perplesso il consigliere regionale tanto da generare la «sensazione che ci sia un tentativo di tutelare posizioni in precedenza favorite con evidente eccesso di zelo». Borrello quindi, dopo avere stigmatizzato tale situazione conclude la sua interrogazione chiedendo attraverso una risposta scritta se il presidente della Giunta regionale e l’assessore alla Sanità siano a conoscenza di quanto esposto e se essi non ritengano «di diffidare con l’urgenza che il caso richiede il Distretto di Soverato all’immediata applicazione della legge assegnando un termine ristretto trascorso il quale si provveda con la nomina di un commissario ad acta». Ed in conclusione il consigliere regionale chiede che si assumano i provvedimenti del caso nei confronti dei responsabili, una volta che si sia accertato lo stato di cose da lui denunciato.

Fabio Guarna (fonte: Il Quotidiano della Calabria)

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