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Si ritorna a parlare dell'ex COMAC

Secondo i piani dell’Amministrazione nell’area doveva sorgere un albergo. Ma è tutto fermo
SI RITORNA A PARLARE DELL’EX COMAC
E i cittadini ribadiscono:”Non vogliamo nessuna struttura ricettiva”

A Soverato da diverso tempo non si sente parlare più dell’albergo che sarebbe dovuto sorgere nell’area dell’ex Comac. Eppure opinionisti televisivi (primo fra tutti Adriano Pecci), consiglieri comunali e giornalisti avevano occupato molto del loro tempo in un passato recente ad interessarsi della vicenda. Si trattava e ancora oggi si tratta di una battaglia per coloro che si opponevano alla costruzione della megastruttura non solo politica o giuridica ma anche di civiltà ambientale. Così il tempo trascorre, e se non fosse stato per un recente editoriale, diffuso da Soverato 1 tv a voce del solito Adriano Pecci (nom de plume) l’argomento sarebbe caduto completamente nell’oblio. Per poi riscoppiare in tutto il suo fragore quando magari i primi lavori si sarebbero cominciati a vedere. L’amministrazione comunale ha sempre difeso l’idea di aumentare la ricettività alberghiera nella cittadina jonica con lo scopo di favorire un maggior numero di presenze durante la stagione estiva. Infatti, il nuovo Prg al cui completamento dell’iter procedurale si è vicini, e specialmente le varianti ad esso, prevedono l’edificazione di ulteriori strutture ricettive a Soverato: non solo dunque nel sito dove attualmente insiste l’ex Comac ma anche lungo la Via Cristoforo Colombo (parallela al lungomare) in prossimità di alcuni dei ristoranti attualmente ivi in funzione. Non solo per il costruendo albergo negli spazi attualmente dall’ex Comac ma anche per quelli che sono previsti lungo la via Cristoforo Colombo sono sorte tra la cittadinanza molte proteste e obiezioni alle quali si è spesso aggiunto il conforme orientamento dell’opposizione in seno al Consiglio Comunale. Alla base di questi ultimi indirizzi è la meditata convinzione che il flusso turistico che attualmente caratterizza nella bella stagione la cittadina di Soverato è del tutto inferiore alla recettività alberghiera di cui in atto la cittadina dispone e che, pertanto, essa non necessita di nuove alberghi e simili. Naturalmente l’indirizzo degli oppositori non ha le sue basi soltanto in una realistica misura dell’effettivo richiamo turistico della città ma è soprattutto il frutto di una sensibilità ecologica e di un sentimento di vivibilità ambientale “su cui è stato più volte ribadito -un paese moderno e civile deve realizzarsi con il conseguente ripudio di fenomeni spontanei o peggio indotti di sovraffollamento”. Resta il fatto che sono tutti d’accordo nella rimozione del manufatto, degradato e ingombrante, in che consiste il capannone ex Comac. Le differenze di opinione in merito alla destinazione dell’area ex Comac sono molteplici tuttavia su un punto tutti si trovano d’accordo: rimuoverlo al più presto.

Fabio Guarna

LE PROPOSTE ALTERNATIVE ALL’ALBERGO

Possibilità di sostituire l’ex capannone Comac opportunamente rimosso, con un ampio e panoramico giardino o, comunque con uno strategico sito, ovvero polmone, di verde pubblico.

Edificazione negli spazi resi liberi dalla sua rimozione, di un centro congressi, o di una multisala di adeguate e accettabili dimensioni sia in estensione sia in altezza.

I PROTAGONISTI DELLA BATTAGLIA CONTRO L’EX COMAC

Adriano Pecci. Di lui si conosce solo lo pseudonimo e la voce che puntuale, ogni giovedì, sull’emittente televisiva locale Soverato 1, illustra il suo punto di vista sui problemi cittadini. Il Quotidiano ha avuto l’occasione in passato pressoché esclusiva di intervistarlo e di registrare i suoi articolati e sofferti punti di vista in materia.

LE FRASI STORICHE DI ADRIANO PECCI

“Ma si sa, le strade dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni. Perciò finché siamo in tempo mettiamoci seduti e riflettiamo. I fabbricati non sono fiori, Anzi a volte restano lì, come uno sfregio permanente sul volto della città”

“Avevamo sperato che su certe infelici proposte fosse ormai caduto da tempo il velo pietoso dell’oblio. Per sempre. Che non se ne dovesse parlarne più. Ma, ahimè la madre delle sciagure è sempre incinta. Ed ecco allora rispolverata ancora una volta l’assurda idea di costruire un albergo dove sorge già il capannone COMAC, nel bel mezzo del lungomare, a pochi metri dalla spiaggia”.

Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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