Home / Locale / Calabria / Satriano / Conurbazione, l'opinione di Ulderico Nisticò e la testimonianza di Pasquale Alcaro

Conurbazione, l'opinione di Ulderico Nisticò e la testimonianza di Pasquale Alcaro

L’opinione dello strorico Ulderico Nisticò
Conurbazione
il dibattito è aperto

Il dibattito, promosso dalle colonne de “Il Quotidiano” sulla opportunità di cominciare a pensare sempre più concretamente ad una conurbazione fra i Comuni di Satriano e Soverato ed altri viciniori registra ulteriori interlocuzioni ed interventi.
Dopo Pino Voci e l’ex sindaco di Satriano, Giulio De Loiro, è lo storico Ulderico Nisticò a riproporre la questione illustrandone i vantaggi e rivendicandone, per la parte che lo riguarda, la prospettazione.
Dichiara Ulderico Nisticò: “Avendo affrontato questa problematica almeno dieci anni fa, devo registrare con soddisfazione queste adesioni alle mie tesi. Alcuni dati. Da Squillace a Guardavalle ci sono circa 70.000 anime, quanto nella sola Lamezia Terme; però divise in ben 28 Comuni, quasi tutti piccolissimi. Sfido che nessuno ci prenda sul serio. È che, detto per incidens, non abbiamo una rappresentanza politica dal 1953. Unire significa mettere assieme risorse, ma soprattutto poter gestire razionalmente un’area che in mezzo secolo di crescita incontrollata è stata devastata da sindaci incapaci, e, peggio, dotati di poteri quasi assoluti nella gestione dei territori comunali. Basta un’occhiata alle marine di Davoli e S. Sostene e Montepaone e Montauro e a paesi che per tracciare una statale 106 nuova bisognerebbe semplicemente buttarli giù. Giacchè i sindaci, una volta che esistono, vogliono anche governare, mentre l’opposizione si oppone, l’uno e l’altra tanto più agitati quanto più il paesello è microscopico. E ne vengono fuori assurdi come il secondo svincolo di Argusto, valanghe di soldi buttati via. Conurbare -prosegue Nisticò- non significa dunque eliminare i paesi, ma solo eliminare i sindaci e tutto un apparato non solo costoso e inutile, ma quasi sempre dannoso. Dovrebbe essere, per il Soveratese, l’argomento principe della campagna elettorale. E, per quanto mi riguarda, riserverò la mia attenzione solo a quei candidati che ne faranno un punto del loro programma”.
Dunque, il dibattito che si è aperto sulla possibilità di conurbazione fra il Comune di Soverato e altre realtà territoriali, nello specifico la vicinissima Satriano, registra sempre più interesse. Si tratta come è stato sottolineato in recenti interviste su queste colonne, di un fatto culturale ed economico che porterebbe grandi vantaggi per il territorio e di cui già in passato si è discusso e prospettato. Un antesignano dell’iniziativa era stato già, a suo tempo, il compianto sindaco Antonino Calabretta che in più occasioni ne aveva parlato indicandone i vantaggi e le potenzialità.
Ma anche l’Amministrazione comunale di Soverato degli anni ’90, guidata da Giovanni Maria Calabretta, figlio di Antonino si è in qualche modo fatta carico della questione e addirittura, – come testimonia Pasquale Alcaro, co-leader dell’unità di base del locale Pci-Pds e componente di rilievo della formazione politica denominata Pedalando volare che amministrò il Comune di Soverato in quegli anni e demandò, in questo senso, ad uno degli assessori in carica, la delega al “comprensorio” ossia allo studio e alla organizzazione dell’iniziativa.
Ma, osserva Pasquale Alcaro, la delega non venne messa a regime con adeguato vigore dal responsabile della stessa e, anche per questo, nell’immediato non si ebbero sviluppi.

Fabio Guarna (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

Leave a Reply