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Addio Brunella

Brunella non c’è più. È un pezzo di Soverato che va via. Quello pieno di entusiasmo e di voglia di fare. Esprimere le nostre condoglianze al marito Matteo e alla famiglia è difficile perchè ancora non riusciamo o forse non vogliamo credere che Brunella è andata via. Coraggio Matteo, il sorriso di Brunella sarà sempre con noi.

per lo staff di Soverato News, Fabio Guarna

Riportiamo di seguito l’articolo pubblicato oggi 4 febb. 2005 su “Il Quotidiano della Calabria” a firma di Ottavio Rossani in ricordo di Brunella.

La donna, moglie dell’avvocato Caridi molto conosciuta in città, è morta per una crisi cardica improvvisa
SCOMPARE A SOLI 46 ANNI BRUNELLA SAMA’
I funerali oggi pomeriggio alle 15,30 nella chiesa di Santa Maria Ausiliatrice

BRUNELLA SAMA’ è morta nella notte tra mercoledì e giovedì, nel giro di due minuti, per un infarto, nella sua casa a Soverato, mentre era insieme con il marito Matteo Caridi, la figlia Fabrizia, 17 anni, studentessa al liceo, e il cognato Lino. Il tempo di alzarsi dal divano, e, senza dire una parola, accasciarsi addosso al cognato, il cui sostegno è divenuto inutile nel lasso di pochi secondi. Il figlio Vincenzo, studente universitario, si trovava a Roma, da dove è partito subito. I funerali si svolgono questo pomeriggio alle 15,30 nella Chiesa parrocchiale (piazza Maria Ausiliatrice). Da ieri mattina tutti i cittadini di Soverato si sono riversati davanti alla casa in via San Martino, in segno di affetto e omaggio. Questa notizia non viene pubblicata perchè Brunella Samà era giovane, 46 anni. E nemmeno perchè era la moglie di Matteo Caridi, abile avvocato e già per circa vent’anni consigliere comunale e più volte assessore a Soverato; e neppure perchè lei era una donna molto nota in città e nemmeno perchè era mia amica. Tutte queste ragioni non basterebbero. La necessità di questo ricordo è nelle qualità umane di Brunella, riconosciute pubblicamente da persone che l’hanno amata, stimata, seguita nelle sue iniziative umanitarie, solidaristiche, sociali e culturali. Il motivo più importante è che Brunella è stata una donna che ha saputo fare scelte coraggiose e consapevoli, che hanno colpito l’immaginazione della gente. Si era diplomata all’istituto salesiano femminile e subito dopo aveva cominciato a lavorare, aprendo una concessionaria di auto. Ma quando conobbe l’uomo che sarebbe diventato suo marito, decise senza ripensamenti di lasciare il lavoro e dedicarsi a lui e alla famiglia. Non la donna del “focolare”, ma la moglie moderna che partecipa in tutto agli eventi della comunità. Così per tutta la vita ha seguito i suoi figli, dei quali parlava con affetto, ma senza quell’obnubilamento che spesso circonda i genitori. Ricordo che uno dei suoi momenti felici è stato quando seppe che la figlia avrebbe fatto un salto di categoria nello sport che praticava, ma lo disse con uno spirito critico come se dovesse tenere la ragazza con i piedi per terra, per evitare l’eccesso, quindi i rischi. Anche per il marito aveva sempre un atteggiamento affettuoso, ma demitizzante. Anche con lui usava una dolce ironia, per evitare che l’orgoglio del successo sopravanzasse la disponibilità umana. L’importanza del suo passaggio terreno, per cui si sentirà la sua mancanza, è nell’impulso che ha saputo dare a iniziative sociali e solidali. Faceva parte degli ex-allievi salesiani e più volte si era adoperata per le iniziative benefiche e ludiche di tale organizzazione. Agiva nel CEP (Comunità educativa pastorale) dell’Istituto salesiano. Era stata, a suo tempo, cofondatrice e animatrice del teatrino “Il Vicoletto”, che per la prima volta aveva presentato a Soverato spettacoli di cabaret, ma anche di poesia e musica. Negli ultimi giorni aveva organizzato le vendite, col banchetto in piazza, dei liquori che faceva lei in casa e anche delle torte che aveva commissionato alle sue amiche, con lo scopo di finanziare in parte il restauro della Chiesa del Rosario. ma soprattutto amava il mare. “L’estate – diceva – la mia casa è sulla spiaggia”. Attorno a lei si riunivano molti amici e le “scialatelle” si sprecavano. E amava Soverato, la sua città, nonostante fosse nata a Melito Porto Salvo. Posso dire solo questo, a nome di chi ti ha amato: “Ciao, Brunella. Ci hai preso alla sprovvista. Ti abbiamo voluto bene. E te ne vorremmo sempre. La memoria di persone come te, consapevoli e amorevoli, non può scomparire. Anche tu resti con noi”.

Ottavio Rossani

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