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Manifesto di Progetto Calabrie

Vi alleghiamo il Manifesto di “Progetto Calabrie” – “La regione che vogliamo”.

Riteniamo che possa essere un utile spunto di riflessione in occasione delle prossime elezioni regionali che vedranno presenti anche i candidati di questo movimento.
Vi invitiamo inoltre a visitare www.progettocalabria.org.

Agit’Azione

Manifesto di Progetto Calabrie
La Regione che vogliamo
La Regione leggera e plurale, sgravata dal peso della gestione, con una forte delega agli enti locali, capace di programmare il futuro delle Calabrie, di valorizzare le specificità delle singole aree, di esaltare la varietà delle tradizioni e delle culture locali, di coordinare le attività e le specificità dei suoi 409 Comuni e delle sue Province. Una Regione che riconosca la dignità degli enti locali, attribuendo risorse certe, per venire incontro alla esigenze dei cittadini. Una Regione plurale perché ricca delle sue diversità che non diventano conflitti. Una Regione plurale perché anche nella sua forma di governo sappia esprimere la molteplicità degli interessi rappresentatati, senza decisioni monocratiche dall’alto. La Regione al femminile, che promuove, anche attraverso una consistente presenza nel Consiglio e nella Giunta Regionale, la partecipazione delle donne per una migliore organizzazione e gestione delle istituzioni pubbliche. La ricchezza potenziale del contributo femminile non potrà mai essere risolta con un assessorato alle pari opportunità, ma deve diventare, un approccio culturale “al femminile” che attraversi tutti i settori e sia in grado di suscitare nella vita pubblica e in quella privata una sensibilità al superamento delle profonde differenze di opportunità tra i generi.
La Regione Ecologica, che individua nella tutela ambientale un obiettivo prioritario, che è orgogliosa di avere all’interno del proprio territorio tre parchi nazionali ed un parco regionale che formano un corridoio ecologico di straordinario valore . Una Regione che punta all’autosufficienza energetica fondata su tutte le fonti di energia rinnovabile, che s’impegna nel risparmio energetico e nella raccolta differenziata dei rifiuti, che pone un veto all’introduzione degli OGM nel suo territorio,quanto ai rifiuti tossici ed al passaggio dei grandi elettrodotti, mentre promuove l’agricoltura biologica, biodinamica,la commercializzazione dei prodotti tipici e la valorizzazione dell’agriturismo. Il principio del limite ed il principio di precauzione stanno alla base della valutazione per la localizzazione di nuove attività ed investimenti.
La Regione garante della legalità e della partecipazione, che combatte la corruzione, la clientela e la criminalità organizzata, che solidarizza con chi è colpito dalle violenze, dai ricatti e dalle minacce mafiose. Che si propone di recuperare alla legalità e allo sviluppo quei territori occupati dalla ndrangheta e dalle organizzazioni malavitose; che avvia un processo di recupero sociale di tutti quei giovani che oggi costituiscono l’esercito dei commerci illegali e delle imposizioni criminali. Una Regione che promuove, a partire da sé, la trasparenza e il controllo pubblico e si propone come modello educativo alle giovani generazioni. Una Regione in cui i cittadini siano sempre coinvolti nelle grandi scelte pubbliche (come ad esempio la costruzione del Ponte sullo Stretto, che per noi rimane un’opera inutile e dannosa) e dove chiunque possa concretamente controllare l’azione delle istituzioni. A questo fine riteniamo importante istituire gli Stati Generali delle Calabrie, un organismo che deve avere una importante funzione consultiva e propositiva, che verrà convocato almeno due volte l’anno, ed a cui parteciperanno i sindaci, i presidenti delle Province e delle Comunità montane, i rappresentanti dei sindacati e delle forze imprenditoriali, incluse le imprese non-profit, organismo che deve essere convocato in ogni caso prima del varo del bilancio preventivo e
delle strategie di intervento della Giunta Regionale.
La Regione della solidarietà e del lavoro che prende forza dalla ricchezza dei valori umani presenti nelle famiglie, nei gruppi di volontariato e nelle sue molteplici realtà associative. Una Regione impegnata a garantire la qualità della vita dei cittadini calabresi, sostenendo con la politica dei servizi sociali (per i quali va creato un apposito assessorato) le fasce deboli della popolazione, soprattutto gli anziani, riconoscendo il diritto ad un reddito di cittadinanza da realizzarsi progressivamente sulla base della responsabilità comunitaria. Una Regione che considera il lavoro come diritto primario soprattutto dei giovani calabresi per liberarli dalla sudditanza di qualsiasi potere. Una Regione che combatte il lavoro nero e sottopagato, che collabora con le organizzazioni dei lavoratori per una maggiore tutela del lavoro, costruendo un futuro di lavori qualificati per le nuove generazioni che vivono oggi il dramma della precarietà e della inoccupazione. Che persegue tali obiettivi incentivando l’assunzione anche attraverso la fiscalità regionale.
La regione che tutela il diritto alla salute. La spesa regionale sanitaria rappresenta il 65% circa del suo bilancio. Ciò nonostante è risaputo che per le patologie più gravi i cittadini calabresi sono costretti ai “viaggi della speranza”. Questa realtà oltre a pesare sui calabresi ammalati e sui loro familiari, dissangua finanziariamente la sanità calabrese a beneficio di altre regioni. Occorre riprogettare la sanità calabrese mettendo al centro il cittadino e le sue esigenze. La regione dovrà valorizzare quanto più è possibile la professionalità degli operatori, costruire poli d’eccellenza in rete con le strutture sanitarie territoriali, recuperare tempi medi di attesa per la somministrazione delle prestazioni e adeguare le infrastrutture, le risorse andranno allocate in modo da evitare sprechi e inutili posizioni di rendita. L’obiettivo è quello di far crescere un indicatore importante della qualità della vita in Calabria.
La Regione dell’Accoglienza e dell’Ospitalità, che partendo da una nobile tradizione che ha visto i calabresi nel passato accogliere ed integrare migliaia di profughi provenienti da altri paesi (dai greci agli albanesi), che ha mostrato nel presente esempi luminosi di grande ospitalità (dai curdi a Badolato all’esperienza di Riace) di cui i calabresi vanno fieri, pone al centro del suo agire l’integrazione e la valorizzazione degli immigrati e dei profughi politici. Per coerenza riteniamo che oggi vadano chiusi i CPT (Centri di Permanenza Temporanea) dove vengono rinchiusi i disperati che arrivano nella nostra regione alla ricerca di una vita migliore. Accoglienza ed ospitalità sono dei grandi valori che tendono a caratterizzare anche le forme più innovative del turismo in Calabria (ospitalità diffusa nelle famiglie, turismo responsabile, ecc.) e che la regione intende estendere e valorizzare. Altresì dovranno essere valorizzati tutti i beni e le infrastrutture (ad es. castelli, diversità paesaggistiche, porti turistici, aereoporti, ecc.) attraverso le quali è possibile attrarre importanti flussi turistici. È altresì necessario un forte collegamento con i calabresi nel mondo, che rappresentano una importante riserva di valori, competenze, capacità e amore verso la nostra terra. La Regione della Ricerca e dell’Arte. Le Calabrie posseggono un patrimonio inestimabile di giovani talenti artistici, umanistici e tecnici che hanno grandi capacità e predisposizione per la ricerca. La ricerca scientifica, sia pura che applicata, rappresenta una risorsa strategica per il futuro di questa Regione. Per questo è necessario impegnare, sul bilancio corrente, almeno un 2% finalizzato a sostenere la ricerca scientifica, l’innovazione ed il trasferimento di know how alle imprese calabresi. Così come è necessario recuperare i centri storici di centinaia di paesi, spesso abbandonati, utilizzando le capacità artistiche ed i vecchi saperi presenti nel territorio. Una grande attenzione e priorità deve essere data a tutte quelle azioni che puntano alla valorizzazione e conservazione del patrimonio artistico, architettonico, storico, nonché
alla manutenzione del patrimonio urbano, infrastrutturale e ambientale. La Regione che valorizza il suo sistema educativo come strumento di primaria importanza nella competizione tra i territori. Il sistema scolastico e quello universitario caratterizzano positivamente la Regione Calabria. Infatti, la qualità degli studi e la quantità degli studenti coinvolti pone la nostra regione ai primi posti in Italia nelle graduatorie sui tassi di scolarizzazione. Occorre una politica di bilancio regionale che accompagni questo processo, supportando la qualità della didattica e realizzando pienamente il diritto allo studio.
La regione che si dota di una politica industriale per l’innovazione. Il sistema produttivo calabrese nel suo complesso – agricoltura, industria, servizi (inclusa la Pubblica Amministrazione) richiede un forte innalzamento della soglia tecnologica per evitare l’estromissione dal mercato nazionale e internazionale nei prossimi anni. Questo fenomeno negativo si sta già verificando per tante produzioni “mature” come ad esempio l’industria del legno e del tessile. Dobbiamo evitare che si propaghi ad altri settori, con ulteriore perdita di posti di lavoro. La strategia dell’Ente regionale deve essere quella di incentivare l’innovazione del tessuto produttivo, anche attraverso il coinvolgimento e la collaborazione delle Università calabresi e dei loro giovani laureati.
La Regione delle Professioni e delle competenze, una regione in grado di cogliere l’enorme potenzialità dello sviluppo dell’istruzione e delle professioni, che sceglie le competenze e combatte le cattive appartenenze. Una Regione che si impegna a collegare l’innovazione, la ricerca e le professionalità con lo sviluppo economico e sociale. Una regione
che esalti tradizioni e cambiamenti, competenze tecniche e culture popolari. La regione deve assumere il parametro del rigore nella selezione e/o promozione della sua classe dirigente, assumendo la meritocrazia quale criterio di sconfiggere le pratiche clientelari.
La Regione – Laboratorio del Mediterraneo, non più visto come mera espressione e collocazione geografica, ma come punto di riferimento sostanziale per la politica regionale che attraversa tutti i settori: dall’agricoltura all’industria ai trasporti, dal turismo alla cultura, dalla ricerca scientifica alla produzione artigianale ed artistica. L’impegno per un Mediterraneo di pace e cooperazione, per l’allargamento della Unione Europea ai paesi della sponda est ed sud del mare nostrum, vedrà la Regione Calabria in prima fila, come nodo culturale e scientifico, economico e sociale di una grande rete mediterranea che guarda al futuro di questo bacino su cui si gioca gran parte del futuro dell’umanità.
La regione della speranza. Occorre riscoprire e valorizzare il senso di appartenenza al territorio in funzione della sussidiarietà, come valore pregnante di un impegno politico nuovo, che diventa strumento capace di indirizzare il governo della Regione verso la soluzione dei problemi di tutta la gente di Calabria, cominciando da bisogni primari e urgenti. La condivisione di problemi, mezzi e soluzioni tra classe dirigente calabrese e cittadini rappresenta il metodo discriminante per il nostro impegno e la rinascita della nostra regione.

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