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L'analisi del voto di Gerardo Pagano

Il dibattito apertosi nel centrosinistra a Soverato sui risultati delle recenti elezioni regionali appare caratterizzato da un pregiudizio che va subito analizzato e superato. Il pregiudizio riguarda i risultati delle singole formazioni politiche nell’ambito dei due schieramenti, e in particolare nel centrosinistra. È comprensibile l’entusiasmo di coloro che sottolineano con soddisfazione il risultato della lista Progetto Calabrie determinato dal contributo essenziale di Gianni Calabretta: si trattava di un’esperienza totalmente nuova che tra l’altro ha dovuto fare i conti con la nuova legge elettorale regionale e con taluni suoi aspetti veramente assurdi. E tuttavia è innegabile che si tratta di un risultato ampiamente positivo al di là della mancata elezione. Si tratta ora di ragionare sulla possibilità di utilizzarlo in una prospettiva che sia seriamente politica, inserita cioè nella preparazione della ormai imminente campagna elettorale comunale. Tutti gli interlocutori interessati dai DS alla Margherita, allo SDI, ai Comunisti Italiani, a Rifondazione, all’UDEUR, ai movimenti e a quanti comunque si riconoscono nella proposta politica del centro sinistra, devono preliminarmente risolvere la questione, appunto, del riconoscimento della validità della alleanza alla quale è stato dato il nome di Unione. Solo dopo una adesione non formale all’Unione, si può operare l’analisi dei risultati elettorali e impostare l’azione per il programma, per la lista e per la campagna elettorale. Avanzare subito la proposta delle primarie, senza aver superato la prospettiva della particolarità della singola formazione politica, appare una perdita di tempo, se non vuole apparire come la ricerca di un alibi o di un pretesto per collocarsi in una posizione tatticamente privilegiata. La questione delle primarie per la selezione delle candidature, in primis del sindaco, dev’essere posta all’interno delle regole che l’Unione si deve dare per il suo funzionamento di soggetto politico impegnato ad elaborare le proposte e a sostenere non solo la campagna elettorale, ma anche il ruolo che il risultato elettorale determinerà.
Soverato ha una lunga esperienza di ricerca della originalità della proposta politico-amministrativa al di là della tradizione dei partiti politici nazionali. Ma questa ricerca dev’essere intesa come assunzione di responsabilità politica di fronte ai problemi concreti della città, come superamento di schemi astratti, non come negazione di valore della politica, secondo un atteggiamento di moda, tanto vuota quanto assurda e contraddittoria, di chi si candida a governare una città o il Paese, ma dichiara di non voler fare politica. Fu una forte esperienza politica la lista della Campana che nelle elezioni comunali del 1970 sconfisse la lista ufficiale, sostenuta cioè dagli organi provinciali, della DC. Se si fa caso che quell’anno anche a Lamezia fu presentata dal democristiano sen .Perugini una lista contro la DC, si può parlare dei primi segni di una crisi della forma partito, come si era andata realizzando nella prassi del secondo dopoguerra, che vent’anni dopo andrà in crisi definitivamente. E ancora a Soverato nel 1993 si realizzò quell’interessante esperienza politica che fu Pedalando Volare.
L’opzione politica di centrosinistra, che ha trovato nell’Unione uno strumento che si è già rivelato politicamente valido, è una scelta di valori e di prospettiva di impegno, ma deve avere la capacità di rivolgersi a tutti i cittadini sollecitando la loro riflessione critica sull’attuale situazione politica e il loro coinvolgimento nella ricerca e nell’attuazione dell’alternativa. Le primarie, insieme con i dibattiti aperti per il programma, hanno senso appunto nella logica di questo coinvolgimento, che poi deve esprimersi nel voto e nella partecipazione attenta e vigile per l’attuazione del programma. Il momento appare propizio: a differenza del 1994 e del 2001, l’uomo solo al comando è stato superato dal gruppo .

Gerardo Pagano

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