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Piazza Matteotti, Cervadoro scrive al sindaco. Calderoni replica

articoli tratti da Il Quotidiano della Calabria di giovedì 2 giugno 2005

LETTERA APERTA AL SINDACO MANCINI
QUEL SIMBOLO DEGLI SPRECHI DELLA PASSATA AMMINISTRAZIONE

Gentilissimo sindaco
La tua decisione di intestare la piazza Matteotti al compianto Mimmo Caminiti ha suscitato un coro di proteste generali, in verità prevedibili. E così per il diabolico potere mediatico, insieme al peperoncino, ci troviamo al centro di interpellanze parlamentari nazionali ed europee come una città di cinici revisionisti. Ma soprattutto niente è più lontano di questa polemica dal carattere mite e riservato di Mimmolino, carissimo amico di tutti. Ora Voi avete ristrutturato con gusto la vecchia discesa dei carabinieri, a ridosso del Corso. Ti propongo di intestare questa nuova piazzetta alla felice memoria di Mimmo, le sue forme sobrie ed eleganti si addicono alla sua figura di riservato e raffinato studioso. La discussione su piazza Matteotti ha avuto però il grande merito di far conoscere alle nuove generazioni questa piazzetta, che i soveratani ricordano come sede di mitici comizi elettorali e che, in tempi passati, amministratori altrettanto democratici di Voi hanno intestato ad un martire moderno della libertà. Hai ragione però a dire che nessuno ha protestato per piazza 6 Giugno autointestata dalla Amministrazione di “Pedalando Volare”. Il fatto è che nessuno se ne ricorda. Voi però potete aiutarci cambiando il suo nome in Piazza “Sciacqua Rosa e Biva Agnese” così tutti ricorderanno gli sprechi e i debiti lasciati da questi agitati amministratori.

Franco Cervadoro

Domenico Calderoni, ex assessore della giunta Calabretta, replica a Cervadoro
“PIAZZA 6 GIUGNO NON ESISTE”
In Comune non ci sarebbe alcun documento agli atti

SOVERATO – Sull’intitolazione di vie e piazze si continua discutere in città. Ultimo a prendere posizione a livello locale su questo argomento è Franco Cervadoro con una lettera non priva di ironia indirizzata al sindaco di Soverato. Gli risponde Domenico Calderoni ex assessore della giunta Calabretta di Pedalando Volare, il quale non manca di restituire al mittente le accuse piovute sull’operato dell’amministrazione di Pedalando Volare sia per quanto riguardo la toponomastica che in tema di bilanci.
“Sulla denominazione di vie e strade, – spiega Calderoni – la nostra amministrazione si è distinta per aver operato in questo settore non cervelloticamente, bensì avvalendosi di una commissione esterna (presieduta dal Prof. Ulderico Nisticò e coinvolgente varie associazioni culturali presenti in Città quali Pro Loco, Consulta Giovanile e Biblioteca delle Donne) che gratuitamente ha svolto un notevole lavoro di ricerca e sintesi culturale per arrivare a denominare solo strade e piazze nuove, mentre mai ha rinominato strade e piazze che già avessero un’intitolazione; ciò per evitare conseguenze disagevoli per i cittadini (cambi di documenti, cambi di elezioni di domicilio ecc.) e per evitare strumentalizzazioni. In quella sede mai nessuno ha proposto di intitolare piazze all’amministrazione di Pedalando Volare. Se fosse venuta la proposta di intitolare una piazza all’evento storico dello sbarco in Normandia, avvenuto il 6 giugno 1944 e che ha liberato l’Europa dal male assoluto nazi-fascista, probabilmente l’avremmo approvata. Ma ciò non è accaduto. Dunque non esistono delibere o atti che riportino quanto affermato da Cervadoro. Questi si è incattivito forse ricordando la vittoria di Pedalando Volare alle elezioni comunali del 6 giugno 1993, che determinarono invece la sconfitta della sua lista: dispiace registrare che a dodici anni di distanza il fatto ancora gli bruci, ma non per questo tale fatto può assumere la dignità di evento storico, tale da essere ricordato nella denominazione di una Piazza”.
Cervadoro nel suo intervento ha parlato di sprechi e “debiti lasciati da questi agitati amministratori”…
“Sui conti pubblici. L’Amministrazione di Pedalando Volare ha ereditato un bilancio comunale con una gestione annua di circa 8 miliardi, mentre ha lasciato un bilancio annuo di circa 16 miliardi. Ciò fu possibile grazie alla lotta all’evasione fiscale, che consentì di aumentare il numero dei contribuenti del Comune di Soverato da meno di 3.000 a più di 6.000. Inoltre in quegli otto anni furono pagati cash (pagamento per contanti, ndr) (e non rinviati al futuro) circa 15 miliardi di debiti fuori bilancio. È opportuno che chi parla di sprechi e debiti sappia che, nonostante i ventilati buchi di bilancio, questi sono rimasti buchi giornalistici o televisivi, atteso che l’attuale amministrazione dal 2001 al 2004 ha sempre e puntualmente approvato tutti i conti consuntivi in attivo”.

Fabio Guarna

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