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Soverato, viabilità, rumori, analisi sulla ricettività

A Soverato non si risparmia su niente. Nemmeno sul senso del ridicolo. Che, anzi si spreca.. Ricordate la noiosa “querelle” sul nuovo regolamento stradale? Sono intervenuti sul tema i massimi strateghi della viabilità. Sarà meglio salire da via Cassiodoro e scendere da via Pitagora? O viceversa? Un dilemma a petto del quale quello d’Amleto diventa uno scherzo. Sapete tutti come è andata a finire. Da via Cassiodoro non si può ora né scendere né salire. E in via Pitagora sarà presto la stessa cosa. In via Miloni e sul marciapiede del lungomare è un’impresa camminare. Via S.Giovanni Bosco è una teoria ininterrotta di autoveicoli in sosta. Insomma l’area su cui sorge l’ex Comac è letteralmente assediata da bancarelle e autoveicoli. Il centro storico della nostra città è diventato un “suk” un bazar. E sarà così per tutta l’estate. E i rumori molesti. Gli abitanti di quel quartiere sono ridotti alla disperazione. Ma ora che ricordo, sull’area di quel fatiscente baraccone non doveva sorgere un Grand Hotel? Ed a proposito di alberghi penso che qualcuno non sia ancora a conoscenza d’una notizia che non mancherà di sorprenderlo. Il Dott. Caminiti, presidente della Federalberghi per la Calabria ha ritenuto non solo opportuno, ma doveroso rendere pubblica una verità che molti, certo in buona fede, continuano a non volere accettare. “La realtà, come diceva Aristotele, consiste nell’affermare quello che è, e negare quello che non è”. Anche se come tutti sanno “La verità è figlia del tempo”. Alla luce di queste ovvie considerazioni, sentiamo ora cosa dichiara il Dott. Caminiti. “Da una nostra indagine risulta che la Calabria è ai primi posti in Italia per numero di alberghi. Che in buona parte restano vuoti. È inutile perciò costruirne altri se mancano le presenze.Quelli esistenti bastano e avanzano. La nostra regione non ha bisogno di costruire altri alberghi. È come se un’industria riscontrasse d’avere i magazzini pieni di merce invenduta e decidesse di aumentare la produzione per risolvere il problema”. Cosa diranno adesso coloro che vogliono farci credere che la costruzione di nuovi alberghi rappresenti la condizione indispensabile per un vero decollo turistico? Ed ecco che alla fine, l’alibi è miseramente crollato. Lo stesso rappresentante degli albergatori ha sfatato una leggenda. Non sono gli alberghi che mancano. Mancano solo quelli che hanno la capacità di riempirli. E vogliamo, per favore, mettere da parte la solita patetica retorica del patrimonio artistico,culturale,paesaggistico. Ne è piena l’Italia tutta di queste belle cose. Ma non dobbiamo scoraggiarci perché il futuro è quasi sempre diverso da come l’abbiamo immaginato.

Adriano Pecci (Fonte: il Quotidiano della Calabria)

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