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Soverato. Verso le comunali intervista a Mimmo Loiero

Soverato – Avevamo cominciato a fare qualche nome nei scorsi giorni sui possibili candidati a consigliere nell’Unione. Oggi arrivano le prime conferme e forse nei prossimi giorni ne arriveranno altre senza escludere che potrebbero giungere anche smentite. Il primo a dichiarare ufficialmente all’assemblea dell’Unione la disponibilità a candidarsi è Mimmo Loiero. L’esponente poltico è stato consigliere comunale in Pedalando volare, di professione fa il grafico pubblicitario e l’editore. Da decenni è animatore politico e culturale del comprensorio soveratese. Ha ricoperto incarichi politici ed istituzionali ed è stato promotore di progetti politici e non (Pedalando Volare, Città del Sole, il Calabrone, Unione per Soverato, Guida Blu etc.). Nell’ultimo periodo si è dedicato al rilancio dei Democratici di Sinistra soveratesi e ha, recentemente, lasciato la sua carica di segretario di sezione, con una lettera aperta dai toni duri indirizzata ai suoi compagni e ai dirigenti provinciali e regionali.. Mimmo Loiero ci ha rilasciato un’intervista per certi tratti spigolosa, ma pienA di spunti, e, perché no, anche stimolante per eventuali repliche.

Come va?

Bene grazie! Sta arrivando la primavera, anche se c’è ancora brutto tempo.

Qualcuno dice che hai cambiato partito.

Sciocchezze messe in giro da veri e propri professionisti del cambio di casacca. Nella mia vita ho avuto una sola tessera in tasca, dello stesso partito e non ho intenzione di cambiare. Contesto però fortemente la politica dei dirigenti calabresi del mio partito che mette in crisi valori importanti come la democrazia e la partecipazione. Senza questi valori i partiti diventano proprietà di piccole oligarchie, rissose, che pensano solo alla poltrona. Senza questi valori la presenza nelle istituzioni diventa esercizio di potere…

Ti riferisci…

Mi riferisco ad episodi gravi come la crisi di Cosenza, l’elezione del segretario regionale, senza alcun dibattito quasi fosse una successione dinastica, la gestione delle liste elettorali, l’espulsione di Soriero senza neanche riunire la Commissione di Garanzia e mi riferisco anche alla questione soveratese…

Parliamo della questione soveratese. Perché ti sei dimesso da segretario?

Perchè ha prevalso anche nella sezione di Soverato il Partito della Quercia Bonsai.

La quercia bonsai?

Mi spiego. I bonsai sono quegli alberellini giapponesi che vengono mantenuti piccoli a forza tagliando drasticamente i rami forti e rigogliosi e lasciando crescere quelli più stentati e storcignaccoli. Sono dei soprammobili, di gusto dubbio e non fruttificano. Ma è certo che non fanno ombra a nessuno. La sezione di Soverato, con un buon numero di iscritti, una buona partecipazione e una forte capacità di proposta politica in città e fuori, probabilmente faceva ombra.

Vuoi dire?

Voglio dire che se è vero che la responsabilità diretta è da attribuire al clima torbido creato dalle pretese di alcuni compagni presi dalla fregola elettorale, è vero pure che il segretario di federazione investito della questione da me direttamente non ha fatto molto per ricomporre il giusto clima.

E adesso?

Se si riferisce ai DS di Soverato mi pare che gli attuali dirigenti stiano continuando a distruggere la credibilità che era stata conquistata così faticosamente: un giorno arrivano pubbliche dichiarazioni di lealtà nei confronti dell’Unione soveratese e del candidato a sindaco, il giorno dopo arrivano distinguo e messe in campo di dichiarazioni e propositi di egemonia che poi non si ha nè la capacità nè la forza di portare avanti. Le chiacchiere però continuano. Fanno parte del panorama e di una sinistra soveratese che potrà avere un ruolo importante in città, solo se, al posto di chiacchiere proporrà idee, lavoro politico e unione…

Una Unione difficile visto il clima attuale!

Il clima regionale è il frutto avvelenato della trappola elettorale berlusconiana, ma anche il risultato di una difficoltà dei dirigenti regionali del centrosinistra di misurarsi con un quadro più complesso e un orizzonte più ampio della propria poltrona. Il risultato logico di questa incapacità lo abbiamo visto alle elezioni.. Penso però che le posizioni di Agazio Loiero e Pino Soriero, fenomeni tutti interni alla stessa logica di gestione dei partiti, si sono rivelate utili per allargare il ventaglio di opzioni a disposizione degli elettori e per dare una risposta al bisogno dei calabresi di essere rappresentati da calabresi, di non essere colonizzati.
Non è un momento bellissimo ma resto ottimista. Passerà (a nuttata). Riusciremo a governare bene, torneremo al maggioritario, faremo anche il Partito Democratico e faremo congressi veri con più democrazia e più partecipazione.

E a Soverato?

A Soverato la situazione dell’Unione è decisamente migliore. Dopo le primarie per il candidato a sindaco, la fabbrica del programma in cui stanno lavorando decine di cittadine e cittadini, tra cui molti giovani, ha macinato contributi e dibattiti. È stato pubblicato un documento sulla casa, è stato approvato dall’Assemblea il programma delle politiche sociali, è in corso di approvazione la parte che riguarda lo sviluppo e le attività produttive e si sta lavorando anche alla questione del territorio e delle finanze comunali. Sono ottimista, ma non sottovaluto le difficoltà derivanti, essenzialmente, dal rapporto tra le forze, o per meglio dire, tra le “debolezze”, politiche. I risultati delle elezioni di aprile possono diventare una trappola se partiti e movimenti non riescono a ritrovare l’orgoglio di una competizione virtuosa e l’obiettivo comune del bene della città. Non basterà nessun manuale Cencelli a calcolare quote per decine di sigle e persone, se prevarrà un’idea spartitoria e, sarebbe una soluzione di retroguardia, non so quanto efficace, se si opponesse a questa idea sciagurata, solo la retorica, altrettanto sbagliata, della società civile.

E Mancini?

Mancini dovrebbe spiegare ai suoi concittadini come mai alla BIT di Milano (la Fiera Internazionale del Turismo) Soverato non c’era, cosa ne ha fatto del Piano Spiaggia e come mai ha sempre sostenuto che le presenze turistiche continuavano a raddoppiare. Ma lui ha ben altro a cui pensare. Pare che sia in pericolo sia la sua candidatura che l’unità del centrodestra.

Si candiderà?

Ieri sera (mercoledì ndr), come prevedono le regole dell’Unione soveratese, ho comunicato all’Assemblea la mia disponibilità a candidarmi. Vorrei impegnarmi per la realizzazione del programma, in particolare per lo sviluppo della città e del comprensorio. Vorrei anche portare in consiglio comunale i desideri e le speranze di tutti coloro che in questi anni mi sono stati politicamente vicini nel partito, nei movimenti, nei collettivi, nelle associazioni, nei giornali, nei dibattiti, nei convegni, ma anche nel lavoro, nei discorsi, nelle gioie e dolori della vita di tutti i giorni. Vorrei che tutti loro, a partire dai giovani, si sentissero candidati e impegnati assieme a me per migliorare la nostra città e la nostra vita.

Fabio Guarna

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