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Ogni frutto ha la sua stagione

NOTA DELLO SLOW FOOD

Castagno secolare La visita di Slow food Soverato a Cerva di domenica 12 novembre.

IL TEMPO DELLE CASTAGNE è una manifestazione che ha organizzato il Gal Valle del Crocchio e che è ancora in corso.
Il Convivium slow food di Soverato, quest’anno, dopo le bellissime esperienze degli anni precedenti a Serrastretta con la visita ai “pastillari” ha voluto fare un’esperienza nuova, cercando di approfondire anche i temi che ci siamo portati dentro dalla partecipazione a Terra Madre, l’evento di incontro dei produttori di cibo del mondo che si è tenuto a Torino.Tra i vari appuntamenti segnalati dal Gal valle del Crocchio,abbiamo scelto di partecipare a quello organizzato a Cerva domenica 12 perché volevamo trascorrere una giornata con stimoli culturali oltre che ricca di sapori.
Siamo stati accolti dal sindaco, Salvo Pascuzzi, che ha lasciato i suoi impegni per accompagnarci personalmente alla radura di località Donaglie, dove abbiamo potuto ammirare le opere di sistemazione dell’area attrezzata, realizzata con elementi di arredo semplici che bene si inseriscono in questa montagna Presilana.
La visita ai castagneti, ben tenuti, ci ha fatto capire ancora di più l’operazione di cura che il Comune, la Forestale ed i cittadini praticano normalmente. Il sindaco ci ha informato che ben 15 ettari di castagno vengono dati in fitto alle famiglie di Cerva, che possono così effettuare la raccolta delle castagne contribuendo all’economia del territorio.Tutto questo ci è sembrato degno di ammirazione, perché contribuisce in pratica a quel progetto di permanenza delle persone nei territori interni, quelli più difficili e disagiati, di cui spesso si parla ma forse si conosce poco.
Lo spettacolo degli 80 castagni secolari di cui almeno due con più di 300 anni di vita, ci ha affascinato, anche perché nonostante l’età e la dimensione dei tronchi cavi, sono ancora produttivi.
La giornata ha avuto la sua sosta gustosa a pranzo, presso il ristorante Mundial 82, segnalato dalla guida Osterie d’Italia di Slow Food editore. Un menù a base di funghi, patate, insaccati sapientemente preparati dal titolare, Giuseppe Masciari, anche lui da segnalare per la tenacia dimostrata nel volere fare cucina di qualità in un piccolo paese di montagna, normalmente fuori dai circuiti turistici.
Il sindaco ci ha poi invitato a visitare il museo della castagna, la cui inaugurazione era appunto prevista nel pomeriggio. Questa visita ci ha anche consentito di ammirare il centro storico, pieno di viuzze e case ben tenute, con una cura per le facciate rese più attraenti da murales realizzati con soggetti legati alla storia ed ai luoghi di questa comunità.
Per finire, la partecipazione alla sagra delle caldarroste, allietata da musiche e balli popolari in piazza ci ha riportato al clima festaiolo che di solito si respira in occasione delle tante manifestazioni che si organizzano di questi tempi.
Ma per noi di Slow food, tutto questo ha avuto un altro senso, proprio perché abbiamo voluto vivere direttamente e con semplicità una giornata in montagna partendo dai luoghi di produzione di quella materia prima ( le castagne) che spesso gustiamo in città all’angolo delle strade senza conoscerne le origini e la fatica di chi cura i castagneti.

Marisa Gigliotti

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