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"Salviamo il Latino"

SOVERATO NEWS CHIAMA E UDINE RISPONDE

Loredana Marano Soverato News lancia un appello per salvare il latino e da Udine la cosa non poteva restare inosservata per Loredana Marano docente di latino presso il Liceo Scientifico A.Einstein di Cervignano (UD). La Marano ricopre il ruolo di Coordinatore generale dell’associazione internazionale Centrum Latinitatis Europae e di webmaster del sito www.centrumlatinitatis.org. È responsabile della ricerca didattica del Centrum Latinitatis Europae nell’ambito delle discipline classiche. La Marano era recentemente intervenuta sulle pagine on-line del Corriere della Sera rivolgendo sulla rubrica Italians al giornalista Beppe Severgnini un appello: “…. le chiedo – aveva scritto la Marano – se lei può farsi interprete di un’iniziativa di portata europea e oltre: una petizione popolare, sollecitata dai Paesi del Nord e dell’Est Europa, a favore del riconoscimento ufficiale da parte del Parlamento europeo del latino come lingua di cultura (non lingua parlata, ma lingua di sostrato culturale comune)…” . E la Marano dando seguito al noto detto “numquam quiescere” (mai fermarsi) prosegue nella sua battaglia per la valorizzazione del latino. Anche se si trova a migliaia di Km dalla Calabria, grazie ai nuovi mezzi di comunicazione, siamo riusciti a contattarla.

Professoressa, cosa ne pensa dell’iniziativa di Soverato News sul latino?
Credo che ogni iniziativa che abbia come obiettivo la sensibilizzazione della popolazione nei confronti di un patrimonio culturale, che rappresenta il nostro stesso essere, vada apprezzato e sostenuto. Il titolo “Salviamo il latino” indica che c’è una priorità, che esiste un reale pericolo che il latino venga dimenticato o, peggio, osteggiato, in nome di presunti fini utilitaristici, secondo cui vale solo ciò che concorre all’economia di un Paese.

Qual è la sua proposta?

La proposta si articola in due fasi. In un primo momento si vorrebbe lanciare una petizione fra tutti coloro che ancora credono nel valore indiscutibile del latino, a dimostrazione della sua vitalità non solo in Italia, ma nel mondo. Certo in Giappone o in Cina non sono interessati alla poesia di Orazio, ma al diritto romano certamente sì, come dimostrano gli scambi con l’Università La Sapienza di Roma. E noi tutti sappiamo che il diritto romano costituisce la base di ogni Paese occidentale.

Sembra una contraddizione parlare di vitalità del latino e nello stesso tempo chiedere che venga difeso, sostenuto, valorizzato, ma non lo è. Esiste una forza trasversale nella società di estimatori e di cultori del latino, che non sono abituati a scendere in piazza, non sono abituati a gridare, ma si adoperano nel silenzio dei loro studi e delle attività che concorrono a tenere vivo il valore del latino.

La petizione darebbe voce a queste persone. In un secondo momento la sottoscrizione verrebbe presentata alla rappresentanza politica dell’Italia presso il Parlamento europeo, perchè si faccia tramite di una proposta di legge secondo cui il latino venga dichiarato lingua europea. Non si chiede che venga definita lingua di comunicazione, ma di sostrato culturale, vale a dire lingua che costituisce la base linguistica e culturale dei paesi neolatini in forma diretta, degli altri in forma indiretta. Sarebbe un segno di grandissima rilevanza anche politica, in quanto significherebbe riconoscere un elemento comune, di tipo culturale, un legame molto forte fra i Paesi d’Europa.

Quali sono le concrete possibilità che si realizzi?

È da giugno del 2006 che si è messa in moto la macchina organizzatrice, è tutto pronto, ora si avrebbe bisogno dell’intervento di una qualche testata giornalistica o televisiva per suscitare attenzione ed interesse per questa iniziativa. Si teme che, senza un primo forte impatto di tipo mediale, la risposta rallenti e si fermi. Si è già tentato di sensibilizzare la redazione dei maggiori quotidiani nazionali, ma senza risultati, anzi in due casi non si è avuta neppure risposta. Non per questo smetteremo di far conoscere e sostenere la causa.

Fabio Guarna

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