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Terremoto, alcune spiegazioni. Ipocentro ed epicentro

In genere quando si verifica un terremoto con una magnitudo molto alta si possono osservare subito dopo altri piccoli movimenti della terra. Sono i c.d. terremoti secondari che non sono generalmente distruttivi. Questi ultimi vengono definiti scosse di assestamento ma in realtà il termine è usato impropriamente, infatti quando seguono la scossa principale vanno definiti “repliche”. Può accadere che più terremoti si verifichino contemporaneamente, in questo caso parleremo di terremoti indotti. La fonte del terremoto, quando ha una intensità molto forte,  si estende in genere lungo un raggio molto esteso (nell’ordine di migliaia di chilometri). Il punto preciso dal quale le onde sismiche vengono a prima vista emesse viene definito “ipocentro” e corrisponde al luogo dove si è originato il movimento della frattura ( c.d. faglia) o la sua  fulminea generazione. La proiezione verticale dell’ipocentro sulla superficie della terra viene invece definita “epicentro”.

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