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Da Marisa Gigliotti, solidarietà a Mancini e Riccio

Solidarietà a Raffeele Mancini e Salvatore Riccio
Spero che Soverato possa ritrovare il clima della città serena ed accogliente che mi ha conquistato quando ho deciso di trasferirmi qui tredici anni fa. In ogni caso tutta la mia solidarietà a Raffaele Mancini e a Salvatore Riccio, la mia condanna verso questo vile gesto che ci ha turbato.
Una riflessione personale: non voglio minimamente pensare che ci sia una relazione con il caso parcheggi e che questo episodio sia una pressione perchè la questione parcheggi sia risolta in questo modo antidemocratico. Però invito tutti a moderare i toni e ad affrontare la questione riportando la discussione sul terreno della ricerca della soluzione più giusta per rendere Soverato una città più vivibile ed accogliente, per i cittadini e per i turisti. Forse ci sarebbe bisogno di una presa di coscienza maggiore da parte di tutti noi, perchè in fondo è in discussione il futuro della nostra città e non credo che qualcuno di noi( amministratori, cittadini, operatori econonomici e commercianti) voglia il contrario. Semmai dovremmo trovare  la forza di confrontarci serenamente, forse rinunciando a qualche atteggiamento di rinchiusura e di egoismo. Dagli equilibri delle varie aspettative e dal rispetto delle opinioni, potrà maturare una soluzione sostenibile che tenga conto della peculiarità e dei limiti della nostra città. Mi aspetto un dibattito aperto a più voci, anche perchè  un anno fa veniva votata l’adesione di Soverato ai principi di “Città slow”, per una città in cui la qualità della vita sia non solo uno slogan. Poi, ci siamo ritrovati questa proposta sui parcheggi senza avere potuto affrontare la strategia ed il disegno programmatorio che c’è dietro.Mi aspetto comunque che anche questa problematica dei parcheggi, possa essere l’occasione per un ragionamento più complesso e che non si risolva in una discussione rigida e limitata, tra chi li vuole e chi no, riducendo il tutto ad una questione economica. La posta in gioco è più alta e così facendo rischiamo di svilire l’argomento dimenticandoci che in fondo dobbiamo tutti rivedere il nostro stile di vita e privilegiare le soluzioni che portano a consumare meno energia, ad inquinare meno e a privilegiare la camminata a piedi o in bicicletta. Solo che dobbiamo fare i conti con la pigrizia, con la scarsa presenza di piste ciclabili con circuiti alternativi e lunghi, con la carenza di mezzi di trasporto pubblici collegati ai parcheggi.
Vogliamo riparlarne?  Vogliamo forzarci di essere più accoglienti unendo forze, creatività e competenze?
Insieme ce la faremo. Intanto di nuovo un messaggio di  solidarietà e coraggio per Raffaele e Salvatore.

Marisa Gigliotti

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