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Traduzione libera in italiano dal latino – Cicerone – in Catilinam III, 12-13

TESTO LATINO

Ac mihi quidem, Quirites, cum illa certissima visa sunt argumenta atque indicia sceleris, tabellae, signa, manus, denique unius cuiusque confessio, tum multo certiora illa, color, oculi, voltus, taciturnitas. Sic enim ob stupuerant, sic terram intuebantur, sic furtim non numquam inter sese aspiciebant, ut non iam ab aliis indicari, sed indicare se ipsi viderentur. Indiciis expositis atque editis, Quirites, senatum consului, de summa re publica quid fieri placeret. Dictae sunt a principibus acerrimae ac fortissimae sententiae, quas senatus sine ulla varietate est secutus. Et quoniam nondum est perscriptum senatus consultum, ex memoria vobis, Quirites, quid senatus censuerit, exponam.

TRADUZIONE LIBERA IN ITALIANO

Del resto, o Quiriti, se tavolette, sigilli e una volta per tutte le ammissioni di ognuno mi sembravano prove indiscutibili, ancora di più lo erano il biancore, gli occhi, il volto, il silenzio di questi uomini. Erano così stupiti, gli occhi piantati a terra, gli sguardi nascosti  uno all’altro, che le accuse sembravano partire da loro stessi piuttosto che dagli altri. Verbalizzate e lette le deposizioni, o Quiriti, ho domandato al Senato che determinazioni avesse intenzioni di assumere nell’interesse della Repubblica. I primi a dire si sono espressi con la massima durezza e la loro indicazione è stata approvata unanimente dal Senato. Considerato che non è stato ancora verbalizzata la seduta, o Quiriti, vi riferirò a memoria come si è svolta.

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