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Dante Alighieri, Divina Commedia – Inferno canto XXXII, vv 1-9

S’io avessi le rime aspre e chiocce,
come si converrebbe al tristo buco 
sovra ‘l qual pontan tutte l’altre rocce,

io premerei di mio concetto il suco
più pienamente; ma perch’io non l’abbo,
non sanza tema a dicer mi conduco;

ché non è impresa da pigliare a gabbo
discriver fondo a tutto l’universo,
né da lingua che chiami mamma o babbo.

 Dante Alighieri

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