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Election day, parola d'ordine: quote arancioni

Perchè non dare, realmente (sottolineamo realmente), spazio ai giovani per le prossime amministrativÈ Non sarebbe giusto che le nuovi assisi si riempissero di trentenni e quarantenni diciamo da 30 a 45? Ma anche il Parlamento sarebbe giusto si affollasse di giovani. Le avevano chiamate un tempo “quote arancioni” e potrebbe essere questa la parola d’ordine per coloro che aspirano realmente al rinnovamento. A tal proposito vi riportiamo un articolo pubblicato nei giorni scorsi su “Il Quotidiano della Calabria” a firma di Fabio Guarna.

Si fa la conta dei giovani che parteciperanno alle elezioni del basso jonio
QUOTE ARANCIONI PER LE AMMINISTRATIVE

SOVERATO – Vi ricordate che durante l’ultima campagna elettorale per le amministrative ed in particolare quelle di Satriano si era parlato di quote arancioni? Per chi non lo ricorda con esse avevamo identificato, prendendo spunto da una proposta lanciata al salone
della Triennale da un gruppo di giovani milanesi la presenza di candidati nelle liste con meno di quarant’anni. In sostanza per coloro che avevano  avuto l’interessante pensata si sarebbe dovuto riservare a chi ha meno di quarant’anni un numero minimo di posti in
politica. La proposta inizialmente era sembrata  un grido nella quiete, poi invece aveva preso piede al punto da occupare una mezza pagina del “Corriere della Sera”. L’argomento non poteva  allora e ancora più oggi dopo la proposta di Veltroni di inserire prima del suo nome nelle liste presentate al sud dal Pd quello di due giovani con meno di trenta e con meno di quarant’anni al nord, non coinvolgere anche le realtà politiche locali, tutte prese in questo periodo ad allestire le liste per affrontare la vicina campagna elettorale. Si pensi a Badolato, Gasperina, Isca, Santa Caterina e Stalettì. Certo non basta lo status di ventenne o trentenne per essere un buon amministratore ma qualcosa per la rappresentanza giovanile va fatta, così come per quella delle donne si è tentato di
realizzare con le cd quote rosa. Dunque dopo i “rivoluzionari” propositi di Veltroni la domanda che rimbalza  e riguarda entrambi gli schieramenti anche se non sembra non occupare molto la cronaca politica dei giornali locali torna attuale ed è : quante donne e
quanti giovani scenderanno in campo alle prossime amministrative per il rinnovo del civici consessi del basso jonio? O meglio quanto si coloreranno di rosa e di arancione i nuovi consigli comunali? La domanda potrebbe riguardare comunque anche le prossime e vicine
elezioni per il rinnovo del consiglio provinciale. In ogni modo, stando ai proclami, che hanno sempre fatto e non si esclude continueranno a fare tutte le coalizioni non sembrerebbe un problema difficile da risolvere. Anche se poi, osservando  i nomi che circolano non emergerebbe una vera e propria opera e volontà di rinnovamento. Ed allora se le quote arancioni per legge ancora non sono previste bisognerebbe rileggere quanto a suo tempo dichiarò  al Corriere della Sera,  Cesare Fracca, il leader del movimento milanese dei trenta-quarantenni e agire di conseguenza.  “Noi non chiediamo quote, – disse Fracca – ci buttiamo nella mischia convinti delle nostre idee che riguardano tutti, dai bambini agli anziani. Dovessi indicare un riferimento ideale, nella politica  direi Ciampi, il presidente della Repubblica (ora ex ndr). Un ottantenne con lo spirito di un ragazzino, coerente, perbene, con gli stessi nostri ideali”. Che dire: non sempre basta essere giovani per essere freschi, ma quando si è giovani e freschi è un peccato aspettare che il tempo passi. Sarà così anche nel basso jonio?

Fabio Guarna (Il Quotidiano della Calabria)

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