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Soverato: il grande tennis del consiglio comunale

Sull’ultimo consiglio comunale di Soverato oggi su “Il Quotidiano” è stato pubblicato un corsivo di Fabio Guarna che vi riportiamo di seguito.

Spunti – IL GRANDE TENNIS DEL CONSIGLIO COMUNALE

SOVERATO – Che cosa sta succedendo fra i banchi del consiglio comunale di Soverato? O meglio che sta succedendo all’interno della maggioranza che governa la città? Sono domande che si fanno con una certa frequenza negli ambienti politici ma che stanno cominciando ad interessare anche tanti cittadini dopo il civico consesso dei giorni scorsi in cui si è registrato un voto dei consiglieri Gioviale, Riccio e Sica  differente dal resto del gruppo di maggioranza al quale appartengono. Qualcuno sulla stampa nazionale ha usato la metafora della legge del tennis per commentare le scelte di alcune politici. Perché – si parva licet componere magnis – non farlo anche a livello locale? Ebbene la mossa fatta da Sica, Gioviale e Riccio è sembrata proprio quella che un tennista non deve mai fare. Insegnano infatti i maestri agli  allievi che non bisogna mai stare a metà campo. O si sceglie di scendere a rete oppure si resta a fondo campo a palleggiare in attesa di trafiggere con un bel passante l’avversario. Naturalmente, ciò dipende dallo stile del giocatore, cosicché solo chi ha una splendida volèe e buoni colpi a volo nonché un innato istinto della rete si proietterà avanti mentre chi dimostra tenacia negli scambi lunghi condurrà l’incontro da fondo campo. Come interpretare allora la mossa di Gioviale, Riccio e Sica? I tre si sono astenuti su un punto ovvero “annullamento della delibera del Consiglio comunale n. 43 del 17.12.2007  relativa all’autorizzazione all’alienazione degli immobili di proprietà comunale siti in Soverato tra la via Carlo Amirante e la via Leoncavallo”.  La delibera in questione però era stata in un consiglio precedente votata favorevolmente dai tre e pertanto – era facile immaginare – che Gioviale, Riccio e Sica l’avrebbero per così dire convalidata dichiarandosi contrari all’annullamento. Ma così non è stato perché diversamente dal resto della maggioranza che ha votato contro l’annullamento i tre “aspiranti tennisti” (per tornare alla metafora) hanno scelto di giocare a metà campo. Non hanno detto “sì”, unendosi al voto della minoranza e quindi scegliendo di portarsi a rete, e non hanno detto neanche “no” come i colleghi di maggioranza restando quindi a fondo campo. Risultato? Sono rimasti a metà campo. Una posizione che consente di essere trafitti con facilità. Del resto solo pochi giocatori hanno avuto in passato l’abilità di muoversi fra la rete e il fondo e di anticipare con un intuito sorprendente i colpi degli avversari. Fra questi c’era John Mcenroe e non certo a caso veniva chiamato “the genius”.  

Fabio Guarna (fonte: Il Quotidiano della Calabria)

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