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Soverato, Mancini forever

SOVERATO – L’idea di questo titolo mi è venuta pensando ai miei studi di diritto romano ed in particolare agli Anekdota dello storico Procopio di Cesarea. Si tratta di un’opera che contiene rimproveri e scherno verso l’imperatore Giustiniano e sua moglie Teodora. Il libro esagera negli attacchi perché è talmente l’avversione che l’autore prova nei confronti dell’imperatore, (in realtà la vera odiata è Teodora) che ogni cosa negativa accaduta nell’Impero Romano d’Oriente finisce con l’essere ricondotta a Giustiniano. Facciamo un esempio di fantasia per rendere il concetto. Immaginiamo una improvvisa carestia, tipica dell’epoca. Per Procopio la colpa sarebbe stata di Teodora e Giustiniano che magari per i più strani motivi avrebbero potuto prevederla e chissà in quale modo evitarla. Insomma, a Soverato, funziona un po’ così. Il commercio è in crisi? Colpa di Mancini. Non c’è turismo? Colpa di Mancini. In una parola: “Mancini forever”. Non va bene così. Non dipingiamo la vita dell’amministrazione comunale provocando un falso storico attribuendo tutte le disfunzioni al sindaco. È bene che ci si convinca che l’amministrazione può solo dare un minimo contributo per risolvere alcuni problemi ma sarebbe oltremodo impensabile che possa risolverli completamente. Per il turismo ad es., ricordo che quando si prospettò la “tassa di soggiorno” (rimase una proposta) Mancini si affrettò a dire che non l’avrebbe messa a regime. E questa era una cosa che rientrava nei suoi poteri per evitare un abbassamento della domanda turistica e che avrebbe fatto. Pochi allora se ne accorsero e quasi nessuno se ne ricorda adesso. Non si risolvono i problemi trovando solo i responsabili o addirittura inventandoli. È importante comprendere la natura delle problematiche e proporre soluzioni, ciascuno nei limiti della propria competenza e soprattutto senza fare voli pindarici. Per il commercio, a dire il vero, un’amministrazione non può fare molto. Magari una campagna di comunicazione che faccia rappresentare nell’immaginario collettivo, Soverato come un grande centro commerciale all’aperto considerato che tutto sommato ne ha le caratteristiche. Per il turismo potrebbe dare incentivi a chi soggiorna in una struttura ricettiva per più di 20 giorni. Ma, tornando al nostro “Mancini forever” e per concludere non possiamo tralasciare la circostanza che la continua attribuzione di responsabilità al primo cittadino ha prodotto uno strano effetto. La vittima degli attacchi,  piuttosto che difendersi dicendo “ma che c’entro io”, o ancora “per la parte di mia competenza posso fare e ho fatto solo questo” risponda invece minimizzando i problemi o addirittura dichiarandoli inesistenti. Questo trasforma il confronto in un vuoto esercizio di retorica tipico dei sofisti. E,  attenzione, Procopio di Cesarea era proprio un “sofista”.

Fabio Guarna (corsivo pubblicato su “Il Quotidiano della Calabria” – pag. Soverato e dintorni)

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