Home / Notizie / Usain Bolt 19.30

Usain Bolt 19.30

19.30….No, non le nostre sette e mezza, orario da aperitivo, proprio 19 e 30, diciannove secondi e trenta centesimi per fare 200 metri, per bruciare la storia con uno scatto allegro e irriverente, per strappare una pagina scritta 12 anni fa da Michael Johnson, il superman dell’atletica mondiale.
Bolt va oltre superman, oltre il supereroe che si era fermato a 19.32 e si prende la leggenda, strapazzando un tempo inarrivabile, beffandolo di due centesimi.
Questo impressionante atleta giamaicano, omonimo di un detersivo famoso nel belpaese per il refrain “Bolt: due in uno”, sembra avere due uomini dentro sé stesso, un allegro ballerino giamaicano che esulta al traguardo e un cannibale che divora gli avversari, irridendoli nelle batterie e distanziandoli in finale, come se la storia appartenga solo a lui e solo lui possa correrle incontro, per primo.
Corteggia il traguardo, lo guarda a metà, lo adula e poi se lo va a prendere.
Nei 200 non con arroganza, con strafottenza come nei 100, ma con rabbia vera, con la rabbia di chi batte Superman Johnson, l’americano che correva impettito.
Bolt vola e con lui un Paese che quest’anno ha “salutato” nella velocità i ricchi americani del nord, quelli che pretendono di essere chiamati americani come se l’America fosse tutta loro.
Bolt come Bob, quel Marley punto di riferimento eterno di una generazione di allegra protesta.
Bolt come se stesso, con uno strapotere mai inviso, perché ammirato da tutti.
Alle 16.20 italiane ho assistito a questo 19.30, l’ho visto partire e dopo quella curva, maestosa e disumana, come se invece che a piedi stesse sul motorino, ho capito che avrebbe potuto farcela a infrangere il mito e ho pensato: “Vola Usain, vola”.
Il traguardo è stata l’apoteosi, una di quelle emozioni da congestione, come Italia – Germania due anni fa, come quando segni in una partita tra amici a cui tieni moltissimo, come quando riesci a stare sott’acqua più di quanto pensi.
Un’emozione infantile, di quelle che ti sorprendono prima ancora di realizzarle: quando pensi di averla fermata è già volata via, verso un nuovo record, verso un nuovo mito.

Antonio Soriero

Leave a Reply