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Il giocattolo rotto

Il giocattolo meraviglioso si è forse rotto?
Che fine ha fatto il gioco spumeggiante della Roma?
Questi interrogativi assillano i tifosi romanisti, stupiti dall’immagine di un Genoa castiga  – grandi che dopo aver fatto soffrire Ancelotti, manda a casa triste anche Luciano Spalletti.
Il tecnico di Certaldo, considerato un guru del bel gioco e  indicato da Sacchi quale suo erede, si ritrova con una ciurma di gente vestita in giallorosso che vaga spaesata per i campi di mezza Italia e a Genova rimedia una figuraccia non di molto inferiore alla sconfitta patita in Champions contro il Cluj, nome da medicinale e consistenza calcistica da Canicattì.
Il Genoa in campo spadroneggia:  Milito,dopo aver ridicolizzato Maldini, trafigge impietosamente la Roma.
Il ragazzo non ha rispetto per le autorità e rimette in discussione tutte le gerarchie…. Un personaggio calcisticamente sessantottino che con la forza dell’entusiasmo sta portando il Genoa verso vette insperate.
La Roma aspetta il vecchio Pupone come la panacea di tutti i mali, quasi come se si potesse dire: “Prendi un Totti che passa tutto”.
Non è così, la squadra sembra aver perso convinzione negli schemi e le giocate diventano macchinose.
Il risultato è che la Roma perde, come detto,  contro il Cluj con una doppietta dell’argentino Culio ( un cognome che tradisce la volontarietà e la bontà dei goals del giocatore) e prende altri schiaffoni da Milito…. Un brutto rapporto con gli argentini, insomma.
Da segnalare, in questo primo mercoledì veramente freddo dell’anno, anche lo scongelamento di  Bernardo Corradi, autore del goal della vana speranza reggina contro il Milan…
La Reggina per salvarsi quest’anno dovrà fare l’impresa, la squadra costruita non è all’altezza e non sempre c’è un Amoruso a togliere le castagne dal fuoco.

Antonio Soriero

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