Home / Sport / Calcio / Serie A decima giornata – La difesa in brodo

Serie A decima giornata – La difesa in brodo

I tortellini in brodo sono uno dei piatti più rinomati della cucina Emiliana. La difesa in brodo è una recentissima novità calcistico-culinaria offerta dal Bologna. L’ex squadra del malinconico Arrigoni ( esonerato oggi e prontamente sostituito da Mihajlovic) si segnala questa domenica per aver preso ben 5 goals dal redivivo Cagliari.
C’è un dettaglio che inquieta: il Bologna prende quattro goals di testa, quasi identici, e la difesa, guidata da Terzi ( non proprio un novello Baresi), riesce in tutte e quattro le occasioni a rimanere immobile.
Il Bologna compie dunque un’impresa a suo modo pregevole ovvero esaltare le qualità di Acquafresca e Jeda, brasiliano di Santarem con una lunghissima militanza in B.
Mihajlovic dovrà compiere il miracolo, creare “la retroguardia”  di  un Bologna che tristemente affonda.

Da segnalare a Genova la prestazione di Antonio Cassano.
Il “pibe de Bari vecchia” incanta la platea e irride i difensori del Torino che abboccano a tutte, ma proprio tutte,  le sue finte.
Cassano si avvicina  a Messi, almeno per una domenica, e la Samp a furia di spingere trova persino un goal superbo con Bellucci.
Claudio, a 33 anni suonati, trova la rete più bella della sua carriera con un colpo di tacco molto simile a quelli che Crespo regalò anni or sono al pubblico parmense.

Se la Samp galleggia, la Roma affonda sempre più, trafitta da un capolavoro di Alessandro Del Piero.
È vero, Pinturicchio ( come lo definì L’Avvocato per accostarlo a “Raffaello” Baggio) non ha più i 90 minuti nelle gambe, anche se Ranieri si ostina a tenerlo sempre sul terreno di gioco, quasi che mantenendo l’istituzione in campo anche il gioco della Juve acquisti più autorevolezza.
C’è un però:  Del Piero non corre, ma ha ancora un piede che fa emozionare, come una grande voce, come un assolo di Freddie Mercury.
La palla, calciata da quello splendido destro, sale, sale e poi scende rapida e impietosa.
Doni può solo accovacciarsi a terra e tenere le braccia conserte, ammirando un quasi trentaquattrenne che corre, facendo la linguaccia, come un bimbo impertinente, come un prete che ti ha rifilato l’ennesimo scherzo.

Antonio Soriero

Leave a Reply