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Soverato centrosinistra: "yes, we can't"

Il partito democratico sta tenendo riunioni in diverse località del basso jonio per riorganizzasi e fra queste Soverato. Nell’edizione del 26 novembre de “Il Quotidiano della Calabria”, Fabio Guarna è intervenuto con una interessante riflessione al riguardo che di seguito vi riportiamo

SOVERATO – Il centrosinistra soveratese è stato uno dei primi ad adottare il modello delle primarie per la scelta del candidato a sindaco. Era il 2005 e dopo una vivace campagna elettorale la spuntò su tre nomi, Claudio Rombolà. Il capitombolo successivo della formazione di centrosinistra alle elezioni cittadine in cui stravinse Mancini, confermò che la decisione di fare le primarie piuttosto che rafforzare, contribuì ad indebolire la coalizione, creando una strada spianata per la vittoria al Sindaco Raffaele Mancini che, forte del consenso ottenuto, guida tuttora la città rappresentando il riferimento politico di tanti cittadini e spesso anche a prescindere dal colore. In questi giorni, come sta avvenendo in gran parte della provincia, si stanno tenendo riunioni nel basso jonio per definire gli assetti  del Partito Democratico e, naturalmente anche a Soverato si comincia a discutere su come costruire il soggetto politico del centrosinistra, protagonista del governo cittadino all’epoca di Gianni Calabretta negli anni 1993-2001. L’ex Sindaco dalla cui esperienza si parte quando si parla di esperienze alternative alla destra, non ha smesso di fare politica: siedi fra i banchi dell’opposizione del consiglio comunale, è componente dell’assemblea nazionale del Pd e da instancabile sessantottino continua le sue battaglie con la solita verve di contestazione che farebbe quasi pensare che si trovi meglio a fare opposizione che a governare. Del resto anche quando era alla guida della città, Gianni Calabretta ed il suo gruppo si sono sempre sforzati di apparire in una veste di governo abbastanza originale: mai con gli apparati di partito ma piuttosto con uno stile, a volte anche marcatamente alla Che Guevara con “el pueblo” e altre volte alla radical chic bazzicando con le elite sobrie di Soverato. Ora però è il momento di costruire realmente la sinistra nella cittadina jonica. Non c’è più spazio e soprattutto non siamo agli inizi degli anni ’90 quando il progetto di Pedalando Volare reagì ad una decadenza della politica della città degli ultimi anni ’80, e, forte della crisi dei partiti incapaci di rappresentare i bisogni e le aspettative  dei soveratesi, si affermò. A distanza di anni l’esempio degli Stati Uniti di Obama però, potrebbe essere d’aiuto alla costruzione del Pd soveratese ma l’impressione è che si tratti di un modello lontano migliaia di miglia non soltanto nello spazio. Riuscite ad immaginare, si parva licet componere magnis, un leader di partito del Pd a Soverato, capace di chiamarsi al fianco l’avversario delle primarie come ha fatto Obama con Hillary Clinton? Riuscite ad immaginare la fine delle ostilità con i sostenitori degli avversari tanto da perdonare anche ai seguaci del Pd di non avere sostenuto il proprio partito, come ha fatto Obama con Liebermann? Un po’ difficile per Soverato, ma possibile: yes, we can. A frenare le cose contribuiscono due aspetti in particolare della politica soveratese: il primo è che i “politici storici” sono convinti che il cambiamento o il mantenimento dello stato di cose sia una loro esclusiva, il secondo invece attiene all’età degli attivisti di sinistra la cui data di nascita appartiene agli anni ’40 e ‘50. E se a Soverato ci fosse un Obama non sarebbe fra questi, al punto che c’è il rischio di vedere trasformato in negativo lo slogan del nuovo presidente degli Stati Uniti che per la sinistra soveratese potrebbe diventare “yes we can’t”.  

Fabio Guarna  (articolo nella versione integrale)

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