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Commento Serie A 18a – Whitman e il “sogno Olimpico”

“O capitano, mio capitano!”….Prendere a prestito i versi di Whitman per parlare di un ragazzo di 34 anni di Conegliano, città nota per il buon prosecco, in provincia di Treviso.
Questo ragazzo, Alessandro Del Piero ( per tutti Alex) si riscopre giovane e contro ogni legge impartita dalla natura sfida gli anni, ritrovando la forza smarrita l’8 novembre del 1998 ad Udine.
Sono infatti 10 anni che non vediamo un Del Piero così e lo ritroviamo a infilare punizioni come fossero rigori e a farsi applaudire a scena aperta al “Santiago Bernabeu” di Madrid.
Alex ha la Juve sulle spalle e la sta trascinando molto vicino agli dei interisti, i protagonisti della corazzata creata dal portoghese schietto.
Alex ci prova ancora, a 34 anni, senza più l’assillo di dover dimostrare qualcosa o di essere compatibile con Baggio, Totti e altri.
Alex vorrebbe lo scudetto, ma ancora di più vorrebbe la “coppa dalle grandi orecchie” che in molti desiderano e che Roma consegnerà il 27 maggio.
Una finale da vincere in Italia per chiudere una carriera favolosa, priva solo del Pallone d’oro, scappato via per le prestazioni appannate degli ultimi anni e non certo per mancate potenzialità tecniche.
L’ennesima punizione della stagione, che Alex pennella sul palo alla destra del portiere, stende un Siena che non aveva per nulla demeritato.
L’invincibile armata nerazzurra pareggia contro il sorprendente Cagliari del gioiello, di proprietà interista, Robert Acquafresca. Nome alla De Niro e futuro da primo attore del calcio italiano.
L’Udinese sfuma sempre più, come un bel ricordo dopo tanti anni passati a pensarci su, e il Bologna continua a pareggiare, fiero del proprio non gioco.
A Roma è di scena Pato, il più puro tra i giovanissimi talenti del calcio mondiale, eccezion fatta per Messi che formalmente è di Santa Fè, ma in realtà è sbarcato da Marte.
Ben tornati a tutti dalle vacanze, anche quest’anno ci divertiremo.

Antonio Soriero

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