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Satriano, sequestro della chiesa: parla il sindaco Drosi

SATRIANO – Dopo il sequestro, operato più di una settimana fa, ad opera della magistratura, del cantiere che sta eseguendo i lavori di ristrutturazione della Chiesa Madre “Santa Maria d’Altavilla, il Sindaco di Satriano ha rilasciato su “Il Quotidiano della Calabria” una lunga intervista in cui chiarisce la posizione del Comune nella vicenda. Di seguito riportiamo l’intervista realizzata da Fabio Guarna

SATRIANO – “Non vi è alcuna difficoltà a parlare della Chiesa Matrice S.Maria d’Altavilla di Satriano, la quale è stata posta sotto sequestro dalla magistratura poiché sarebbero stati realizzati lavori abusivi e in difformità rispetto al progetto approvato”. Apre con questa affermazione il sindaco Satriano Michele Drosi, interpellato sulla vicenda relativa al recente sequestro della struttura ecclesiastica. Il primo cittadino satrianese spiega che non ha alcun imbarazzo a parlare della vicenda in quanto “l’unico atto compiuto dalla giunta comunale è stato quello di approvare, nel corso del mese di giugno del 2008, una delibera relativa ad una perizia di variante, volta a prendere atto di alcuni lavori già realizzati su ordinazione del direttore dei lavori e senza l’autorizzazione del responsabile unico del procedimento. Ciò è stato fatto – prosegue – poiché le divergenze, le differenti valutazioni fra la direzione dei lavori e il RUP avevano di fatto determinato un blocco dei lavori per ben oltre tre mesi e a nulla sono valse purtroppo le tante iniziative di mediazione, messe in campo dall’amministrazione comunale per poter addivenire ad un punto d’incontro. L’approvazione della delibera ‘sub iudice’ da parte della giunta non è stata, quindi, determinata dalla volontà di tenere bordono a qualcuno o di agire a vantaggio di alcuni a scapito di altri, ma dalla necessità di far ripartire i lavori per la ristrutturazione della Chiesa Matrice per poterla consegnare alla comunità religiosa, la quale avvertiva elementi di forte preoccupazione per la stasi venutasi a creare e rappresentata a più riprese al Sindaco, all’Amministrazione Comunale, al Parroco e al Vescovo. Vescovo e Parroco quotidianamente spingevano per lo sblocco della situazione venutasi a creare e che poteva compromettere anche l’esito del finanziamento.

Insomma, la delibera ‘sub iudice’ come la chiama lei sarebbe stata fatta per velocizzare i lavori ma qualcuno ha sollevato qualche perplessità sul suo operato dal punto di vista della trasparenza ?

“E’ davvero singolare che l’avere agito esclusivamente nella direzione della salvaguardia dell’interesse generale possa essere strumentalmente inteso e definito da taluni come “un operato che suscita più di qualche perplessità e non sempre lineare, tempestivo e trasparente. Niente di più falso”.

Insomma, sarebbe tutto alla luce del sole?

“Non sfugge a nessuno, che qui non siamo davanti ad una speculazione edilizia. Non siamo davanti ad una situazione per la quale, per es., invece di realizzare tre piani, grazie ad un atto di giunta, se ne possono realizzare cinque. Ci troviamo invece, difronte all’urgenza di far ripartire i lavori per ridare fiducia alla popolazione e la delibera approvata si è fatta carico di questa sacrosante esigenza. Tanto è vero che nella stessa delibera si escludono ulteriori competenze tecniche per il direttore dei lavori successivamente revocato e vengono stralciate le lavorazioni relativa alla rampa, alla scala e alle pensilina che, peraltro non sono state mai realizzate”.

Quando avete approvato la delibera, dunque, pensavate che gli ostacoli sarebbero stati definitivamente superati….

“Si potrebbe obiettare: come mai è stata approvata una delibera di giunta con il parere sfavorevole dell’Ufficio Tecnico? E’ stato fatto tutto questo, intanto per superare il grave empasse che si era venuto a determinare  e poi perché le motivazioni tecniche espresse a supporto del suo agire dal direttore dei lavori sembravano suffragate dalla legge e in particolare “dall’art. 147, I comma, del DPR 554/99, dove si afferma per la parte in questione che ‘in circostanze di somma urgenza che non consentono alcun indugio, il tecnico che si reca prima sul luogo, può disporre la immediata esecuzione dei lavori entro un limite previsto per rimuovere lo stato di pregiudizio alla pubblica incolumità’. Tutto ciò non è una invenzione ma è sicuramente una interpretazione che può essere confrontata con un’altra di segno opposto, ma rimane una fattispecie giuridica che ha la sua dignità e proprio per questo può essere assunta come una condizione possibile. E in ogni caso, la legge prevede che si può approvare una delibera anche con il parere contrario dell’ufficio tecnico, in quanto questo sì è obbligatorio ma non è vincolante. Infine, nell’auspicare che molto presto i lavori di ristrutturazione possano essere ripresi e sento il dovere di invitare tutti a guardare alla chiesa, non come ad un argomento sul quale dividersi e polemizzare, ma come a un problema sul quale lavorare insieme per trovare la giusta ed opportuna sintesi”

Fabio Guarna

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