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Terremoto Abruzzo: la realtà virtuale è diversa da quella che si vive per le strade

Il numero dei morti  causati dal violenta sisma che ha colpito l’Abruzzo il 6 aprile  di magnitudo 6.3 a cui hanno fatto seguito altre scosse, l’ultima nel pomeriggio del 7 aprile di magnitudo superiore a 5, aumenta con il passare delle ore. E i media raccontano storie finite tragicamente e altre con un epilogo miracoloso. Gente estratta viva dopo ore, corpi sulle strade, palazzi e chiese distrutte, immagini agghiaccianti. Ancora una volta è il web il protagonista. Sui computer scorrono foto, video, si leggono appelli alla solidarietà, si trovano messaggi d’incoraggiamento, si partecipa a discussioni. Ma la realtà virtuale è diversa da quella che si vive per le strade dell’Aquila e in tutte le zone martoriate dal terremoto. Davanti al computer non si sente l’odore dei calcinacci, non c’è il vento che asciuga le lacrime, non si prova la paura che ti cada qualcosa addosso. La solidarietà, però è reale: a migliaia di km c’è gente che offre un posto letto, che è pronta a dare un contributo economico per i terremotati. Che comprende quanto sia debole l’uomo contro la forza della natura.

Fabio Guarna

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