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Soverato, totosindaco: Barone fra i papabili

SOVERATO – Vuoi vedere che alla fine in mezzo a tanti nomi di candidati alla carica di sindaco, uscirà fuori quello di Renato Barone, che la spunterà su tutti coloro che aspirano a diventare il successore di Raffaele Mancini? Un interrogativo che giriamo all’interessato che però preferisce non rispondere e quindi neanche dichiara di non essere disponibile a candidarsi qualora l’ipotesi trovasse concretezza. Forse è troppo presto, ma Barone non perde l’occasione per raccontare quanto ha fatto in silenzio, citando i numerosi appalti e lavori completati dal suo assessorato ai lavori pubblici. Non solo, Barone che è anche un grande esperto e patito di nautica, comincia a raccontare di come vorrebbe vedere la sua Soverato. Sembra un sognatore di quelli che hanno fatto proprio l’aforisma di Kahlil Gibran: “Preferisco essere un sognatore fra i più umili con visioni da realizzare, piuttosto che il principe di un popolo senza sogni né desideri.” E infatti,  quando Barone pensa che trasformerebbe con la  costruzione di un bel porticciolo la sua Soverato in una Saint Tropez dello jonio sembra proprio sognare, così come quando aggiunge che per la Calabria le vie del mare sarebbero quelle su cui puntare, creando dei collegamenti attraverso aliscafi pronti ad attraccare nei costruendi porti dello jonio. Sembrano dei sogni perché del Porto di Satriano-Soverato, a dire il vero, si parla da più di mezzo secolo anche se per molto tempo è sembrato che i lavori per la sua costruzione fossero sul punto di cominciare. E anzi come spesso avviene nelle cose italiane, non sono mancate, a suo tempo, quasi che il porto fosse già pronto o sul punto di esserlo, le polemiche sulla sua destinazione. Né sono mancati i rappresentanti politici che, attenti alle problematiche della classe meno abbiente, hanno deplorato che si pensasse ad un porto destinato ai vacanzieri di lusso e non ci si curasse di prevedere al suo interno il rifugio delle barche da pesca e degli altri natanti destinati alle attività marinare degli operatori della zona. A dir vero, una giustizia, a suo modo giusta, è stata puntualmente realizzata: non ci sono posti per i vacanzieri di lusso, non c’è posto per le barche e le “paranze” dei pescatori locali. E non c’è nemmeno il porto. E nemmeno una traccia, un indizio, un percorso che ne segnali sul terreno la sua messa a regime. Ma tornando a Barone che probabilmente farebbe del porto, uno dei principali punti del suo programma, bisogna dire che può vantare di essere al fianco di Mancini dall’inizio della prima consiliatura e sempre allineato agli indirizzi del primo cittadino. Quanto basta per dar credito ad una sua candidatura che non sia solamente indirizzata al programma che intende presentare. Ma nella coalizione del sindaco i nomi che si fanno di possibile candidato a succedergli alla carica, sono più di uno. In qualche caso, sembrerebbero delle notizie civetta, ovvero messe ad arte per tastare le reazioni dell’opinioni pubblica ma prive di un reale fondamento. In altri casi le voci sono più attendibili. Vero è che gli unici sindaci da quando a Soverato si vota con il sistema maggioritario sono stati solo due: Calabretta e Mancini. Entrambi iniziarono il loro mandato appena quarantenni. E nel 2011 – ci siamo chiesti e ci chiediamo ancora – chi saranno i quarantenni?

Fabio Guarna

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