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Satriano, il Tar sul bilancio: inammissibile il ricorso della minoranza

SATRIANO – Molti si staranno chiedendo qual è stato il primo pensiero del sindaco di Satriano, Michele Drosi, quando gli è arrivata la notizia che la seconda sezione del Tar per la Calabria aveva pronunciato la sentenza sul ricorso proposto dalla minoranza contro il Comune di Satriano rappresentato e difeso dall’Avvocato Alfredo Gualtieri, per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia della deliberazione comunale n. 15/2009 avente ad oggetto “Bilancio di previsione 2009. Bilancio pluriennale 2009-2011. Relazione revisionale e programmatica. Esame ed approvazione”. Drosi avrà sorriso, avrà tirato un sospiro di sollievo o cos’altro? Vero è che la notizia non può che averlo fatto contento in quanto il Tar, ravvisando il difetto di legittimazione attiva ha dichiarato inammissibile il ricorso per mancanza di una condizione dell’azione. Interpellato Drosi si è limitato a commentare con un lapidario “esprimo soddisfazione per l’epilogo della vicenda e mi riservo in futuro di analizzare con più attenzione le motivazioni addotte dal tribunale amministrativo”. Si tratta – aldilà dei toni composti – di una vittoria per la maggioranza in carica in quanto della questione si era fatto un gran parlare negli ambienti politici, tanto che qualcuno aveva addirittura ipotizzato l’imminente caduta dell’esecutivo in carica nel caso il ricorso della minoranza fosse stato accolto e quindi fosse stata data ragione nel merito ai ricorrenti. Ma si è trattato solo di boatos, i fatti dicono che c’è una sentenza in cui il Tar facendo riferimento ad un’altra sentenza breve del Tar Lombardia ha stabilito che “deve escludersi la legittimazione dei consiglieri comunali ad impugnare un atto di pianificazione, denunciando che il consiglio comunale avrebbe approvato un atto in contrasto con un supposto divieto legale. Infatti – prosegue il Tar Calabria – il processo amministrativo non è di regola aperto alle controversie tra organi o componenti di organi di uno stesso ente, ma è diretto a risolvere controversie intersoggettive…”. In sostanza il consigliere comunale sarebbe legittimato a ricorrere contro il Comune quando si trova innanzi a un atto che incida in via diretta sul suo diritto all’ufficio. Che significa nel caso specifico che i consiglieri avrebbero avuto legittimazione a ricorrere al Tar nel caso non fossero stati messi nelle condizioni di poter svolgere il proprio ufficio. Cosa che invece esaminando gli atti, il Tar si è convinto non essere accaduta, in quanto prima di tirare le conclusioni  chiarisce che “nella fattispecie, nonostante le asserite irregolarità nella convocazione dell’organo comunale, i consiglieri avrebbero potuto, se non si fossero volontariamente assentati dalla riunione nella quale è stato approvato il bilancio, agevolmente esercitare nella pienezza del mandato i loro poteri partecipativi, non incisi sostanzialmente dalle dedotte, lievi violazioni procedurali”. Si tratta di un primo successo di  carattere tecnico-amministrativo per la maggioranza di Drosi che potrebbe però trasformarsi in successo politico, almeno stando alle prime dichiarazioni dell’assessore Alessandro Catalano, il quale pur non sbottonandosi troppo ha affermato che “sarebbe stato meglio per la minoranza sedere e discutere in consiglio comunale gli atti importanti per la collettività satrianese come il bilancio piuttosto che andare a cerca di cavilli”.

Fabio Guarna (Il Quotidiano del 11-12-09)

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