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Vancouver 2010, incidente slittino: muore Nodar Kumaritashvili

Registra un tragico giorno la XXI edizione dei Winter games 2010 che si stanno tenendo a Vancouver. Ha perso la vita in un incidente molto grave l’atleta della Georgia Nodar Kumaritashvili. La notizia della morte è rimbalzata sul web dopo essere stata riferita dal Toronto Sun. Specialista nello slittino, l’atleta ha perso il controllo del mezzo durante la gara finendo ad una velocità di 140 Km orari contro un palo di metallo. Di seguito da SkySport24 il video dell’incidente:

10 comments

  1. È tristissimo questo incidente che ha falciato un atleta così giovane. Ma è pazzesco che quella pista (la più veloce del mondo) sia stata costruita così pericolosa. Non oso immaginare in che stato d’animo scenderenno gli altri specialisti di slittino nei prossimi giorni.

  2. Anche noi siamo stati toccati dal dolore per la perdita di un nostro figlio mentre praticava sport, anche se a livello dilettantistico, dovuto alla imperizia di coloro che dovrebbero vigilare su uno sport sicuro.
    Fermo restando che questo sport è molto pericoloso ed estremo, vista l’elevata velocita, non è possibile che la pista non possa essere sicura e che non ci siano delle barriere che possano evitare l’impatto con i pali che sostengono la struttura. Adesso si parla di insicurezza della pista, mi domando come sia possibile che ecellenti ingegneri che fanno test a tutto spiano possano aver progettato una struttura del genere senza pensare a nessuna misura di sicurezza. E poi la Lega Internazionale, e l’organizzazione dei giochi olimpici come ha potuto autorizzare le gare laddove gli esseri umani sono proiettili che come Nodar possono perdere il controllo finendo la loro corsa, e anche la loro vita su un palo. Vicini al dolore della squadra georgiana e alla famiglia di Nodar.

  3. E’ inamissibile che nel 2010 si possa morire così. Vero che il giovane atleta tenta una correzione impossibile non lascindosi scorrere sulla pista unitamente allo slittino, ma non è possibile che tali pali non siano stati protetti. Canadesi!!! Imparate da Cesana Pariol.. pali esterni, ricurvi e soprattutto a doppia protezione. Il mio pensiero è rivolto a te “GRANDE” Nodar Kumaritashvili e a tutta la rappresentanza degli atleti Georgiani.

  4. Io non ho parole…ma che razza di sport è questo ?? Proiettili umani lanciati senza alcuna sicurezza, senza alcuna protezione…e la cosa ancora più scioccante è leggere affermazioni che danno la colpa all’atleta, che è giovane, con poca esperienza a livello internazionale….come se chi sbaglia appena appena una traiettoria, è naturale che paghi con la morte contro un palo di metallo !!! Ma dico…ci vuole molto a ricoprire quei pali con delle strutture fatte di materiale morbido antiurto che attutiscano il colpo ??? Ora io non sono un ingegnere, ma….cavolo…anche un idiota avrebbe pensato magari di metterci delle protezioni, tipo gomme della F1…
    Non è possibile che non si pensi a spendere un dollaro per la sicurezza, nel caso avvengano incidenti del genere !!!! Io se fossi un atleta, col cavolo che scenderei per quella pista, adesso che si è visto in modo così evidente la sua pericolosità !!!!!

  5. Non si puo parlare di semplice incidente..a mio parere questo è un omicidio.
    La pista non è sicura lo ha detto pure Armin Zoeggeler piu volte durante le prove e pure lui ha avuto un incidente e se lo dice uno che ha vinto nove coppe del mondo e varie medaglie olimpiche forse va ascoltato,
    La federazione internazionale come sempre FA SCHIFO , hanno dato la colpa all’inesperienza del giovane georgiano ma subito dopo sn corsi a modificare la pista.
    Per me progettisti e collaudatori andrebbero indagati per omicidio colposo….

  6. Nodar Kumaritashvili
    E’ morto durante le prove di discesa di slittino in un tremendo incidente.

    Rammarico e dispiacere per un ragazzo che perde la vita in maniera assurda.
    Se le olimpiadi dovevano essere una festa credo abbiano gia’ fallito tutto in partenza, non tutelando a sufficenza la salute degli atleti.
    un fallimento totale da parte di tutto il mondo sportivo che nell’anno del signore 2010 ancora deve piangere un ragazzo morto in una manifestazione sportiva.
    Tutto questo e’ inaccettabile per una societa’ moderna che programma voli spaziali su marte ed ancora non sa dare il giusto valore alla vita umana all’interno di una dei piu’ grandi eventi sportivi globali.

    Personalmente non guardero’ queste olimpiadi , perche’ ripeto dal titolo, per me la festa e’ finita ancora prima di cominciare, il fallimento dello sport come valorizzatore delle essere umano e’ gia’ tragicamente avvenuto nel giorno del suo debutto.
    Non avrebbe per me senso guardare tale manifestazione dopo che si e’ persa la vita di un giovane ragazzo.

    Ogni immagine che inevitabilmente mi passera’ sotto gli occhi dell’olimpiade non fara’ altro che riportarmi alla mente Nodar Kumaritashvili e di come sia stata stroncata la sua vita nel mezzo di una manifestazione che non ha piu’ il valore che dovrebbe avere difronte ad una tragedia cosi violenta.

    Il mio pensiero va’ alla famiglia del Georgiano Nodar Kumaritashvili , per i quali le olimpiadi erano una speranza di gioia nel vedere il loro congiunto esibirsi sul palcoscenico mondiale.
    I famigliari non potranno gioire di questo, come non potranno riabbracciare il loro caro al rientro della nazionale Georgiana da queste Olimpiadi.
    Un forte abbraccio a tutti loro in questo terribile e funesto momento.
    Mi dispiace veramente!

  7. Credo che i non esperti in questa disciplina non possano valutare correttamente i rischi e le possibili precauzioni.
    Non illudiamoci che cone delle “protezioni morbide” o delle gomme come in formula 1 si possa attutire lo schianto di un corpo che viaggia ai 200 km/h. In quel caso non ci sarebbe protezione che tenga. L’unica soluzione sarebbe non avere alcun ostacolo aldilà della pista.

  8. Ma se non ci sarebbero stati quei c—o di pali d’acciaio il ragazzo sarebbe ancora vivo una pista del genere dovrebbe essere studiata in maniera piu sicura che se uno esce va addosso a dei materassi o qualcosa di simile

  9. Bastava istallare delle reti speciale ad assorbimento progressivo dell’inerzia dell’impatto. Chi a progettato la pista non ha considerato le più semplici norme di sicurezza e prevenzione “piloni” a 2 metri dall’uscita di una “parabolica” … ingabbiando l’uscita della curve e parte del rettilineo dove ci sono maggiori possibilità che si perda il controllo a causa delle diverse componenti vettoriali delle accellerazioni avrebbe certamente limitato i danni ed almeno salvato la vita rispetto al tremendo impatto che è costata, purtorppo, la vita ad una persona… Vergogna a ci ha datao l’OK finale alla pista.
    Purtroppo sempre meno si pensa a prevenire e sempre più a rimediare ma a quali costi….inammissibili ….quando questi sono misurati con la vita di una persona…..

  10. E’ vergognoso che ai nostri giorni si debba ancora perdere la vita per delle mancanze organizzative inamissibili. Chi ha progettato e realizzato quella pista dovrebbe finire davanti ad un giudice.

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