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Satriano, inchiesta Chiesa Matrice: giudice decide il non luogo a procedere per tutti

“Non luogo a procedere perché il fatto non sussiste e immediata restituzione del bene”. Con queste parole Michele Drosi ha fatto sapere al termine dell’udienza quanto ha stabilito il Gup nei confronti di coloro che erano accusati a vario titolo per le note vicende della Chiesa Santa Maria d’Altavilla di Satriano, chiusa al pubblico da più di un anno. Si tratta di una decisione che per il primo cittadino Michele Drosi, il quale si è sempre dichiarato fiducioso nella magistratura, rappresenta una sicura vittoria per la giunta che guida non solo perché restituisce quella fiducia che qualcuno tentava di mettere in discussione sull’operato dell’amministrazione, ma perché consentirà di far riprendere i lavori (è stata disposta l’immediata restituzione del bene) e far tornare finalmente in Chiesa i tanti fedeli rimasti per troppo tempo ad attendere. I fatti come ha spiegato in passato il Sindaco di Satriano, che a dire il vero, non ha mai manifestato alcun imbarazzo  a parlare della vicenda, ruotano intorno ad una delibera approvata dalla giunta comunale relativa ad una perizia di variante, volta a prendere atto di alcuni lavori già realizzati su ordinazione del direttore dei lavori e senza l’autorizzazione del responsabile unico del procedimento. Agli amministratori in carica all’epoca dei fatti che avevano firmato la delibera il reato che veniva contestato era l’abuso di ufficio. Per loro ma anche per gli altri indagati fra cui il direttore dei lavori e  il responsabile dell’impresa che dovevano rispondere di altre ipotesi delittuose il giudice ha dunque stabilito il non luogo a procedere perché il fatto non sussiste.

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