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Satriano, l'orologio riprende a battere

Orologio

SATRIANO – Con la Pasqua si ricomincia a parlare della Chiesa Matrice di Satriano in un modo diverso da quello degli ultimi mesi. Infatti, non si parla dell’inchiesta che si è conclusa a febbraio con un non luogo a procedere per gli indagati e l’immediata restituzione del bene per il ripristino dei lavori, ma si discute degli abbellimenti e della rimessa in funzione di alcuni ornamenti dell’edificio di culto in attesa della riapertura. Si tratta in questo caso dell’orologio comunale posto sul campanile della struttura religiosa che, spiega in una nota l’assessore Alessandro Catalano: “dopo l’illuminazione esterna che il giovedì Santo è stata fatta partire per ridare il giusto splendore alla facciata della Chiesa Matrice, ieri, dopo tre lunghi anni ha ricominciato a funzionare”. Catalano ha dichiarato di essersi molto adoperato “per restituire l’orologio tanto amato alla sua gente” e ciò avvenuto ha proseguito grazie “alle mani operose di Vincenzo Arena che gratuitamente ha lavorato per questo ripristino” E l’opera di Arena ha fatto sì che tornassero a sentirsi  i rintocchi delle campanelle che ogni quarto d’ora comunicano a tutta la popolazione il trascorrere del tempo. “Anche l’antica sirena che scandisce la giornata lavorativa (alle otto, a mezzogiorno e alle quattro) – ha aggiunto Catalano – è tornata a squillare generando lo stupore e gioia per questo evento dei Satrianesi, non più abituati allo storico suono”. Quel suono che riporta alla mente le parole del brano “le tre campane” del gruppo musicale “Schola Cantorum” in cui nel testo, molto semplice viene illustrata la vita dell’uomo nelle sue varie fasi, vissute attraverso il suono delle campane. Il ritornello che apre l’illustrazione di ogni stagione dell’uomo: nascita, matrimonio e morte, inizia “la campana del villaggio oggi suona anche per lui”. Ed oggi la campana del villaggio suona anche per Satriano.

f.g.

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