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Soverato, all’Istituto Maria Ausiliatrice una festa per imparare a dire “grazie”

SOVERATO – “Non è semplice, in un mondo in cui tutto è dovuto, tutto è un diritto, tutto mi spetta… riconoscere il bene ricevuto nel quotidiano, le esperienze che ci hanno arricchito, migliorato, cambiato di dentro, come un dono di cui ringraziare di cuore!”. Con questa premessa inizia il comunicato stampa dell’Istituto Maria Ausliatrice e del Ciofsp di Soverato che annuncia la tradizionale festa del Grazie. L’obiettivo della tradizionale festa di fine anno, all’Istituto “Maria Ausiliatrice” di Soverato – fanno sapere gli organizzatori  “è lo stesso per i piccoli della Scuola dell’Infanzia, i bambini della Primaria, i ragazzi della Secondaria di Primo Grado, i giovani del Liceo e quelli della Formazione Professionale”. “In una Scuola e in una casa salesiana, si fa festa – si legge nel comunicato – per celebrare la gioia di aver camminato insieme, giovani ed educatori, condividendo l’impegno e la fatica del quotidiano, vissuto, come voleva don Bosco: in allegria nel dovere  ben fatti  contando sull’amicizia con Gesù! E allora ci teniamo proprio a dircelo che, il bene ricevuto, è un tesoro prezioso che ci accompagnerà nel cammino della vita e che lo riconosciamo come “dono” e come “impegno di condivisione”. Il programma inizia giovedì 13 maggio alle ore 17,00 in cui aprono i festeggiamenti i bimbi più piccoli che, ai genitori e docenti diranno grazie per i doni che, ogni giorno, fanno straripare la loro vita di affetto e di fiducia. Quindi venerdì 14 maggio alle 17,00 è la volta dei bambini della Primaria che dedicheranno ai genitori e agli educatori, una festa coi fiocchi, dimostrando quanto hanno imparato a fare e ad essere, crescendo insieme ai coetanei e agli educatori in questi mesi di scuola. Ed infine Sabato 15 alle 10.30, dopo il grazie al Dio della vita, anche i giovani della Scuola Secondaria e della Formazione Professionale faranno esplodere la gratitudine per i cammini realizzati… diranno grazie per la competenza e la professionalità, per la dedizione e la fiducia di tanti educatori che, come avrebbe fatto don Bosco, hanno creduto in ciascuno e nelle sue possibilità di bene e di meglio, realizzando così il miracolo della crescita. “Crescita – conclude il comunicato – che ha sempre, come obiettivo, quello di contribuire alla costruzione di quell’onesto cittadino e buon cristiano che è il grande insegnamento pedagogico del Santo dei giovani.Una festa come occasione per dire alla cittadinanza tutta che la scuola è ancora palestra di valori grandi, ogni volta che si incontrano adulti significativi che sappiano scommettere sui giovani, facendosi loro compagni di viaggio, tanto in cattedra che in cortile.  Occasione per dire che, alla scuola di grandi educatori come don Bosco e Madre Mazzarello, si può imparare, ancora oggi, a riconoscere il bello e il bene, a guardare l’altro negli occhi e riconoscerlo come persona,  come fratello, uno a cui poter dire  ‘ci tengo a te, mi stai a cuore’.  Le basi insomma di una vera civiltà dell’amore, di una convivenza più fraterna e solidale, in cui giustizia e  legalità, benevolenza e condivisione siano veramente di casa. Il sogno di ogni persona di buona volontà per il futuro di tutti!”

f.g.

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