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Soverato – gara per il bikini più bello

SOVERATO – Per presentare l’estate è orma consuetudine parlare di alcune cose che sono legate inscidibilmente ad essa a costo di essere ripetitivi. Ma l’abitudine spesso di trasforma in un obbligo, cosicchè parlare o scrivere di bikini diventa lo start della stagione estiva. Ebbene si legge su Wikipedia Italia:  “Il bikini è un tipo di costume da bagno femminile in due pezzi che lascia la pancia scoperta. Il nome deriva dall’atollo di Bikini, sede di esperimenti atomici. Il costume, al suo apparire, fece scalpore, fu come una esplosione atomica”. E con l’estate sono in tanti che attendono di assistere all’esplosione atomica sulle spiagge. A cominciare da quelle di Soverato e di tutta la costa jonica dove con l’arriva del caldo  il cambio del guardaroba non può essere più rimandato. E se Soverato è conosciuta come città balneare, lo è  anche come città dove fare shopping. Con la crisi – qualcuno dirà – si prevede un calo degli acquisti nella cittadina jonica, ma è difficile credere che
bikini, costumi da bagno e altro abbigliamento da esibire in spiaggia non avranno il loro buon mercato. Le donne, le protagoniste della caccia al più bel costume 2010, sono già pronte a scegliere. C’è chi preferisce il capo firmato e chi non bada alle griffe. E forse chi non pensa al costume firmato non commette un errore perché in questi casi e forse più che mai vale l’antico detto: “non è l’abito che fa il monaco”. Sicché, bikini o altri indumenti a parte, quello che veramente conta e desta attenzione è quello che ci sta sotto, ossia le forme di chi indossa l’uno o gli altri. In ogni modo il primo dilemma che si trovano innanzi le aspiranti acquirenti del più bel costume è se scegliere quello intero a un solo pezzo o il bikini. Le più timide e magari più all’altezza di sfilare lungo il bagnasciuga – sbagliano sapendo di sbagliare – e scelgono il primo, altre invece capiscono che è arrivato il momento del  bikini e decidono di comprare e indossare quello dai variegati colori tenuto su da un
leggerissimo laccio. Ma di modelli ce ne sono veramente tanti. Vero è che dietro quella scelta spesso si nasconde un anno trascorso in palestra o ai centri estetici, per la grande esibizione estiva, e in questi casi la decisione diventa più complicata per le protagoniste che temono di non riuscire a valorizzare sufficientemente gli sforzi fatti nei “centri di bellezza”. Ma avviene talvolta che la materia è sorda, come direbbe Dante, “all’intenzion dell’arte”. Cosicché è forse proprio il caso di dire che letterina o velina si nasce e non si diventa.

f.g.

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