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Soverato, totosindaco: pensando alle quote arancioni

SOVERATO – Fino a qualche giorno fa soltanto Rutger Hauer nei panni del replicante Roy Batty in Blade Runner avrebbe potuto dire, “di avere visto cose che voi umani non potreste immaginarvi”. Oggi potrebbero cominciare a dirlo tanti soveratesi pensando ai prossimi scenari delle comunali. Fantapolitica? Forse, ma l’ipotesi che spuntino diverse liste pronte a contendersi la guida della città non è improbabile. Accadde nel 1993 quando col nuovo sistema elettorale vinse Pedalando Volare di Gianni Calabretta in un quadro politico che non sembrerebbe molto diverso da quello attuale e caratterizzato dalla presenza di molti giovani. Del resto lo stesso vincitore del 1993, Gianni Calabretta era all’epoca un coetaneo del secondo arrivato, Matteo Caridi, entrambi appena quarantenni. E i trenta-quarantenni di oggi chi sono a Soverato? Qualcuno si è timidamente affacciato in politica negli ultimi anni ed ha ottenuto incarichi che gli hanno garantito una certa visibilità, ma al momento il successo di questi quarantenni è attribuito – come si vocifera negli ambienti politic e soprattutto per quanto riguarda la coalizione che governa la città – a colui che li ha lanciati, ovvero al primo cittadino Raffaele Mancini, nel cui programma politico c’era appunto la valorizzazione dei giovani. Vero è che i giovani della giunta Mancini ma anche alcuni consiglieri non sembrano affatto disdegnare una possibile candidatura a sindaco, anche se nessuno al momento sembra sbilanciarsi e rivelare le proprie ambizioni rimanendo abbottonato al classico “sono a disposizione del partito”. Stando così le cose non si può escludere che – almeno nella fase iniziale – il dibattito politico soveratese in vista delle elezioni si concentrerà sulle cd “quote arancioni”. Come le quote rosa da dover essere riservate ad un numero minimo di donne, per quote arancioni qualche anno fa alcuni giovani milanesi lanciarono al salone della triennale la proposta di riservare a chi ha meno di quarant’anni un numero di posti in politica. Dapprima l’idea sembrò un grido nella quiete poi la cosa cominciò a prendere piede tanto che se ne occupò il Corriere della Sera riservando al progetto una mezza pagina. E di quote arancioni è facile si parlerà nella prossima composizione delle liste soveratesi. Del resto il 44° e attuale  presidente degli Stati Uniti, Barack Obama è nato nel 1961 e ha nelle mani il paese più potente del mondo. Potrebbe essere un buon esempio per amministrare un Comune che, nonostante le inevitabili difficoltà che ne comporta la gestione, non è certo più difficile da governare degli Stati Uniti d’America. Una volta chiuso il dibattito politico sul nome dei possibili candidati a sindaco, giovani o meno giovani che siano, il leader avrà il compito di formare una coalizione. E se la coalizione sarà legata dalle idee e da un progetto per il futuro è probabile ci sarà poco da meravigliarsi, diversamente se il legame avverrà solo sulla base del consenso da ottenere non è escluso che molti osservatori si troveranno a dire come Rutger Hauer nei panni del replicante Roy Batty in Blade Runner: “ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi”.

Fabio Guarna

Il pezzo è stato pubblicato nei giorni scorsi su “Il Quot.della Calabria” e ve lo riproponiamo nella versione integrale. Potrebbe rivelarsi interessante per avere un’idea dei possibili scenari che si prospettano per le prossime elezioni comunali soveratesi previste nella prossima primavera

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