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Serie A commento terza giornata

Serie A 2010-2011 – La vittoria della Juve sul campo dell’Udinese ricorda quelle belle giornate di sole a dicembre. Sì, le domeniche in cui ci si sente un po’ fuori stagione, in cui si prova un brivido di novità.
4 a 0 a Udine. Incredibile, clamoroso si direbbe senza cercare di accompagnare l’aggettivo con il noto Cibali.
Eppure è successo. Tuttavia, come ben sa chiunque abbia passato un inverno rigido, le giornate di sole riescono a stemperare le angustie invernali, ma l’inverno è lungo, lunghissimo, soprattutto se vissuto sotto le tempeste di De Ceglie, Motta, Grygera o le precipitazioni di Amauri o ancora gli starnuti di Marchisio e Sissoko.
Una Juve da febbre. Nel calcio tutto può succedere, come dicono in molti la palla è rotonda, ma la Juve non è una squadra quadrata.
Quadratissima è invece l’Inter. Vince sempre, di rabbia, di reazione, di classe. Ha recuperato la pantera camerunense, restituendole gioia e ruolo. Eto’o sin dal culla è sempre stato uno dei più forti e letali centravanti del mondo. Dopo una stagione a fare il terzino con Mourinho, la pantera è tornata sul suo naturale terreno di caccia. Sembra inarrestabile.
La Roma è vittima di paure adolescenziali, la squadra è immatura. Non mi aspetto che Totti e compagni allaghino i bagni dello spogliatoio o impennino coi motorini a Trigoria, però poco ci manca. Trasformano una vittoria sicura nel “Di Vaio day”. A proposito, perché Marco non ha avuto la carriera che avrebbe meritato? Gran parte delle colpe sono di Del Piero che si ostinava a imporsi da titolare quando Marco era nel pieno delle proprie forze calcistiche. Era un’altra Juve, ovviamente. Una Juve che teneva in panchina Di Vaio e Mutu.
Il Cesena. È un capolavoro. Bogdani sembra Charles, definire Giaccherini Sivori è presto, ma il ragazzo ci sta lavorando. Piace moltissimo Parolo in mezzo al campo e Appiah, che ha recuperato voglia (dopo aver quasi smesso di giocare) e gamba.
Sembra il primo Chievo di Del Neri. Che bellezza, in un calcio di Paperoni di cartapesta.
A proposito di Paperoni, possibile che serva sempre Pippo, anche a 37 anni, per togliere le castagne dal fuoco?

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